Il secondo grande atteso thriller di Giacomo Manini

Thriller di Giacomo Manini
Il Pentacolo di REBIS

Il nuovo, atteso thriller di Giacomo Manini dal titolo “La setta della Bilancia”, fra poche settimane sarà online; manca poco al ritorno del brivido e della suspence nascosta tra le righe di un racconto dai contorni terrificanti. Tornano le indagini della detective Maria Corsini, dopo la risoluzione del caso Panebianco nel libro “L’incertezza”; la detective sarà impegnata nella risoluzione di un complicato caso che vi terrà col fiato sospeso dal primo all’ultimo capitolo.

Luce/tenebre; sole/luna, uomo/donna; compasso/squadra. In questo nuovo thriller, Giacomo Manini ti porta all’interno del mondo dell’assassino, un mondo che si alimenta e trova la propria energia nell’alternarsi del contraddittorio, ammantandosi di mistero grazie al simbolismo ermetico in cui si forgia. Il REBIS diventa perciò il simbolo dell’entrata in un mondo che il killer ritiene perfetto e che viene messo in contrapposizione con il mondo degli esseri umani, marcio e corrotto.

Se sei amante di simbologia e adori i misteri che riguardano l’antico Egitto, questo nuovo thriller di Giacomo Manini è il libro che fa per te. Troverai in esso tutta una serie di curiosità e nozioni certificate inerenti la cultura e la religione del’antico Egitto, che potranno soddisfare la tua sete di conoscenza.

Nell’attesa dell’uscita del nuovo thriller dal titolo “La setta della Bilancia”, ti consiglio di leggere il mio primo libro giallo dal titolo “L’incertezza”, un romanzo psicologico nel quale verrai trasportato direttamente all’interno della mente dell’assassino e percepirai ciò che provava lui quando uccideva le proprie vittime. Una storia che si sviluppa su un arco temporale di trent’anni e prende corpo in varie città del Nord Italia, che riguarda le vicende di una famiglia dilaniata da un mistero terrificante.

Non ti resta dunque che acquistarlo online cliccando di seguito. Non te ne pentirai!

 

Sogno o realtà? Nuovo Libro

Sogno o realtà? E se ciò che consideriamo reale, la nostra quotidianità Per intenderci, non fosse altro che un sogno e il mondo dei sogni fosse la nostra realtà? Che cosa cambierebbe, dite voi? Scopritelo leggendo il nuovo libro di Giacomo Manini, Immergendovi nelle vicende della vita di Sandro Buonaiuti, il personaggio principale di questa storia in apparenza banale ma dal finale a sorpresa.

Il nuovo libro di Giacomo Manini parla proprio di questo, precisamente di quello che l’autore definisce un “sogno sbagliato”. Si Perché capita a volte Di rimanere vittime di certi tipi di sogni che ci portano completamente fuori dalla realtà al punto da confondere la vita vera col sogno stesso.

Se avete voglia di leggerlo, cliccando sotto potete accedere alla relativa sezione per il download digitale o, se amate il profumo della carta stampata come me, potete ordinare la copia cartacea.

Il quarto libro di Giacomo Manini è online su Amazon

Il quarto atteso romanzo di Giacomo Manini  è online su Amazon.it in versione epub e cartacea.

In questo romanzo ti imbarcherai in un viaggio con il protagonista tra sogno e realtà; un sogno sbagliato dentro cui il personaggio principale si è perso per più di 10 anni. Poi, improvviso, il riscatto, la rinascita inaspettata proprio quando la vita sembrava essere giunta al suo punto di non ritorno. Riscatto attraverso un amore che nasce come ultimo meraviglioso atto di una evoluzione sentimentale che è figlia di una perdita e si evolve attraverso emozioni forti quali la rabbia, l’odio e la passione. Anche chi, come Sandro Buonaiuti rimane vittima di un sogno sbagliato, può trovare dentro di sé le risorse giuste per nascere, nuovamente perché “la qualità dei nostri sogni è fonte di crescita o imbruttimento!”

Questo nuovo romanzo consacra Giacomo Manini tra i principali autori che descrivono i moti dell’animo umano nel panorama italiano.

Qualunque cosa succeda..non fermarti mai

Certe vite a volte sono vissute per riscattare un torto subito; così è per Khamisi, maratoneta Keniano, che dovrà percorrere a piedi un’intera esistenza per trovare un senso al vivere.

Su Amazon il terzo acclamato libro di Giacomo Manini

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When we were young

L'uomo appoggiò le mani sulla tastiera..dopo anni di inattività era come se le sue dita si fossero ricongiunte alla sua anima...accarezzava il bordo dei tasti con cura e premura e il viso di lei gli ritornò alla mente squarciando la sua stabilità fatta di apparente equilibrio in due pezzi...una lacrima scese a solcargli il viso seguendo le tracce delle rughe che le tante battaglie avevano lasciato sul suo volto..occhi fissi sulla mezza bottiglia di Tullamore Dew appoggiata sul piano, l'altra metà giù a confondergli i pensieri, a riaccendere pezzi di ricordi raminghi che lo trascinavano sul bordo di una voragine che creava vertigini..
...erano lui e lei stesi sul pavimento di una stanza di hotel a fare l'amore...fuori le luci della baia creavano increspature tremolanti sulla superficie dell'acqua confondendo lo sguardo a perdita d'occhio..era il solito sogno dove una intera esistenza era compresa in un attimo, compressa come solo in sogno può accadere..una vita in un secondo...l'ultimo affaccio su brandelli di felicità che si schiantavano contro un orizzonte incerto.
...e poi di nuovo lui, solo nell'ampia stanza che dava su Piazza Maggiore, a pigiare come un pazzo sui tasti del vecchio Steinway & Sons...brividi a percorrergli la schiena e la voce, quella voce d'angelo che toccava note che solo un'anima che ha vissuto il dolore della perdita può sentire, come una notte d'inverno siberiano che raggela territori a profondità difficili da percepire altrimenti...e poi..poi immaginava di averla lì seduta al suo fianco...a accarezzargli le mani mentre era intento a comporre una canzone..e di colpo la sua anima uscì da quell'attimo di follia meravigliosa e le sue dita si misero a creare..e in lui crebbe forte un pensiero: "Ti rincontrerò alla fine dei miei sogni.."
...la canzone faceva pressapoco così..

Everybody loves the things you do
From the way you talk
To the way you move
Everybody here is watching you
‘Cause you feel like home
You’re like a dream come true
But if by chance you’re here alone
Can I have a moment
Before I go?
‘Cause I’ve been by myself all night long
Hoping you’re someone I used to know

You look like a movie
You sound like a song
My God, this reminds me
Of when we were young
Let me photograph you in this light
In case it is the last time
That we might be exactly like we were
Before we realized
We were sad of getting old
It made us restless
It was just like a movie
It was just like a song

(When We Were Young Brano di Adele)

Per poco coraggio di gridare ti voglio!

Parole sprecate senza sostanza,

servono solo a crear sofferenza.

Il cervello è qualcosa di rara bellezza,

non basta dir tanto per averne certezza!

Se il dire a gran voce è solo apparenza,

l’azione che segue è una grande scemenza.

Eppure credevo di averti capita,

ma poi d’improvviso io ti ho perduta.

Un giorno sei su, l’altro sei giù…

..con te la vita è un gran tira e molla,

mi hai lasciato solo in mezzo alla folla.

Poi te ne esci con accuse pesanti,

sol per il gusto di sbatter sui denti,

che tu hai ragione ed io torto,

lasciandomi a terra col fiato corto.

Ma qui non importa chi vince o chi perde,

perché alla fine arriviamo tutti

portandoci dietro gli amari frutti,

di una vita perduta per via dell’orgoglio,

per poco coraggio di gridare “ti voglio!”

Da quassù a mezza via ..respirando a pieni polmoni…

Se ti appoggi alla parete verticale, ai piedi di quel monolite di roccia e ghiaccio in mezzo ad una valle di rotture di coglioni e alzi sicura lo sguardo, proprio dove comincia la cengia che conduce il cammino oltre l’ignoto, sull’angolo sud est della montagna, noterai muoversi una piccola macchia colorata…

…sono io..sto salendo, sicuro, senza più alcuna paura del vuoto e delle tenebre…le paure sono soglie poste lì dalla vita apposta per essere superate…non appigli per giustificare un cammino fatto di rinunce e mezzi sogni..

…un movimento dopo l’altro, battito dopo battito…tra qualche dolore e tanti indolenzimenti, raggiungo quel limite oltre il quale non c’è più sguardo a rassicurare le tue incertezze..perché per ogni sguardo insicuro che gettavi nel giardino di casa mia, c’era il mio attendere invano dietro le finestre che qualcosa cambiasse…e mentre tu mi criticavi per le erbacce che crescevano tra le piante da frutto…non ti rendevi conto che quel disordine che ti ostinavi a cercare in me in realtà ce lo avevi tu fin dentro il midollo…

..le chiamano proiezioni mentali..io preferisco chiamarle incoerenze…quelle piccole falle mentali che rendono mediocri le persone…

…così fanno i mediocri…comprendono più o meno inconsciamente cosa non funziona nella loro vita e per codardia, si attaccano all’esistenza del prossimo gettandola nel fango, solo per il gusto di vivere un minuto di finto appagamento…e poi fanno su un sacco di casino creato a regola d’arte, intorbidiscono le acque..solo per il gusto di rimescolare le carte al fine di uscirne con la fedina penale dell’anima pulita…contenti loro!

..i mediocri sono quelli che “il bello e la felicità sono sempre e comunque altrove rispetto al qui e ora della loro vita..”

…purtroppo o per fortuna, la vita non è quella che dichiariamo che avremmo voluto vivere..non è una proiezione mentale verso qualcosa che non accadrà mai..

..la vita è là fuori..proprio là dove cominciano il pericolo e la fatica..là dove ci sono le nostre paure..

…sono a mezza via..molto affaticato ma sento scorrere dentro di me l’adrenalina che mi fa sentire vivo…e respiro, respiro a pieni polmoni e guardo giù…che meraviglia la valle da quassù, spennellata di rosa dalle prime luci dell’alba…

….e poi un pensiero: è tutto così semplice..lo è sempre stato..bastava solo rimboccarsi le maniche e lottare per ciò che si desidera..giorno dopo giorno, centimetro dopo centimetro..felici del sangue che ci scorre ancora dentro le vene, noncuranti di quello che avremmo dovuto sputare per realizzare i nostri sogni…

..ma dimenticavo…la mediocrità non contempla queste cose..anzi le classifica come “cazzate”…e sai che c’è? C’è che io adoro vivere in mezzo a quelle che tu chiami “cazzate”…da quassù…a mezza via…respirando a pieni polmoni …

..tu continua pure a nasconderti dietro le tue piccole certezze…lamentandoti di tanto in tanto che la tua vita così non va ma non facendo nulla per cambiarla..e nel frattempo..i secondi… TIC – TAC – TIC – TAC…passano inesorabili sfuggendoci di mano…

Un posticino meraviglioso tra le pareti del suo cuore..

In un angolo nascosto tra le pareti del suo cuore, un tempo esisteva un posticino che lui aveva costruito apposta per lei..c’erano prati e boschi e fiori profumati che coprivano come fossero una pelle che protegge i muscoli e le ossa, una serie dì saliscendi e dolci declivi che si perdevano a vista d’occhio senza soluzione di continuità. C’era un che di magia e incanto ad accompagnare l’occhio e la mente fin laggiù dove, adagiati sull’erba finemente rasata, si potevano scorgere due morbidi cuscini.. li aveva appoggiati lui, proprio al centro di un’oasi di pace e tranquillità con l’unico, ambizioso intento di adagiarsi un giorno ad ascoltare insieme a lei i loro reciproci respiri muoversi all’unisono.

La vita, a quel tempo pensava, è una danza meravigliosa…e l’affinità la si trova laddove i piedi di lui si muovono armoniosamente tra quelli di lei..in un continuo girare e girare e girare…

Quel luogo non esiste più..al suo posto una colata di cemento a chiudere una falla che potrebbe essergli letale..

…difficile, pensa, non è chiudere fuori il mondo per difendersi..bensì permettere di nuovo che la danza ricominci…perché senza danza, armonia e affinità non esiste vita..ma solo un insieme arido e vuoto di parole, gesti, risa senza senso…

Su un muro di una vecchia casa diroccata..

Su un muro di una vecchia casa diroccata, lasciata ai margini di una vita diritta e retta, ai margini di Dio e di ogni idiota volere comune, ho letto una frase che recitava pressappoco così; ” vorrei che per una volta fosse il sogno a seguire me..”…

Questa è la solita vecchia storia nella quale c’è un lui e una lei…di un lui che corre dietro a lei che non sa bene cosa vuole dalla vita, sebbene dichiari di amarlo come non ha mai amato.. e alla fine di questa lunga, tortuosa, snervante e afosa strada piena zeppa di curve che vanno e ritornano per rimanere sempre nello stesso punto, i due si perdono per sempre..si perdono perché le strade hanno un senso se conducono da un punto ad un altro..perché senza un inizio e una fine non sono altro che degli stronzissimi e insignificanti pezzi di asfalto senza un perché..e io, stronzissimo più di esse dichiaro che voglio fare come recita la scritta su quel muro..per una volta voglio sedermi e come nei film attendere che sia il sogno a seguire me e non viceversa..perché mi sono rotto i coglioni di correre e rincorrere..mi sono rotto di essere una insignificante striscia di asfalto…

E allora..col bicchiere mezzo pieno perché la metà che se n’è andata è già nello stomaco..brindo all’attesa, ai vecchi muri scrostati, a chi ha deciso di stare ai margini di tutta questa lordura che ci circonda sovrastandoci e devastandoci..

La vita è semplice!

Questo è un elogio alla vita semplice e a chi ad essa si immola; al tempo stesso però, vuole essere una messa al bando delle complicazioni fatte e create a regola d’arte da chi si attacca come una zecca ai maroni della vita del prossimo ammorbandolo con complicazioni e preoccupazioni inutili con l’unica, inaccettabile motivazione di succhiare linfa vitale dalle vene del malcapitato per cercare di vivere una vita di apparente allegria.

La vita è semplice…!! E tu che la complichi inutilmente sei da caricare su un pedalò, una volta al largo sei da accompagnare gentilmente giù tra le acque agitate di un amaro e maleodorante oceano di inganni e manipolazioni per un dolce e soave bagnetto e nel frattempo fuggire..lasciandoti là in balia delle onde e di te stesso…

Tu, piccolo insignificante rompi coglioni, invece di guardare la terra ferma da quella posizione, dirigiti verso l’isola che non c’è del tuo essere complicato e sofisticato a comando..che noi qui abbiamo altro a cui pensare..

…e tra un sorriso e l’altro, una volta al giorno, ci volgeremo verso il sole che si abbandona all’orizzonte e dopo aver preso un lungo, memorabile respiro..ti lanceremo un eterno, liberatorio ed al tempo stesso evocativo “Vai a cagare!! Tu insieme a tutte la cazzate che hai sparato in questi anni…”

Amen

I muretti e le anime..

Penso che sia capitato a tutti nella vita di lasciare per strada una persona a cui tenevamo tantissimo, per i motivi più diversi.

E credo che se vi guardate dentro e scavate a fondo fin giù negli inferi dell’anima, ci troverete un irrefrenabile desiderio di incontrare quella persona un giorno o l’altro, seduta su un muretto ad attendervi…così per caso…

…e sarà come se non fosse passato nemmeno un minuto da quando vi siete persi..

..perché certe anime si annusano e si riconoscono dall’odore…non è un fatto razionale..è semplicemente che deve andare così..perché quelle anime erano legate l’una all’altra ancora prima di conoscersi..

E allora vi verrà una gran voglia di togliervi le scarpe e appoggiare la pianta dei piedi sulla sabbia tiepida lasciandovi ogni cosa dietro e insieme passeggiare verso l’orizzonte mano nella mano…per l’eternità.

Un meraviglioso salto nell’ignoto…

Un meraviglioso salto nell’ignoto..ecco ciò che siamo….quando riusciamo a disperdere tutte le nebbie dettate dal pensiero..

..quel meraviglioso salto nell’ignoto che ci fa ridere come scemi senza un motivo..

…che ci fa amare come bambini davanti alla bellezza allo stato puro…

…che ci fa dimenticare di ogni rancore, ogni rabbia, ogni avversità…come se al mondo non ci fosse alcun dolore…

…come se in questa vita non ci fosse né un domani a farci vacillare davanti all’ansia, né un ieri a farci provare e riprovare le emozioni legate a un attimo che sappiamo non tornerà mai più..

…ecco in quell’istante meraviglioso che sta tra un futuro incerto e un passato remoto, sta tutta la nostra meravigliosa essenza…

…e noi in bilico..a vacillare come piccoli fuscelli al vento…disperati perché non riusciamo a trovare un “perché?”..perché a tutta questa lordura che ci circonda..perché le cose devono andare come stanno andando..perché

..perché…

..perché..

..perché..

La peste, la rogna dell’umana razza!

Viveva piantato con le lacrime addosso, all’ombra di un pino, lamentoso, a più non posso.

Ad ogni donzella che si appropinquava, la solita storia lui raccontava..

…quella di un fusto di belle speranze, idee geniali e tante baldanze…

…il verbo preferito il condizionale…”se io potessi sai che gran finale..!”

Ma appena il gran pino presso cui era ubicato, le fronde muoveva per il vento agitato,

Il capo chinava con gran tremore e al volere comune si allineava…

Di fusti codardi di questa fattura ne è piena la vita..oh che bruttura!!

Di salto in salto, di fiore in fiore, tante stronzate si divertono a dire…

..se per ogni parola gettata al vento, il mondo avesse un soldo d’argento..

..tutti i problemi delle poveri genti, risolti sarebbero senza più patimenti…

E allora ricordati di ben percepire, che se chi hai di fronte è bravo a parlare,

fuggire tu devi con gran vigore…

…che fusti del genere son la disgrazia, la peste, la rogna dell’umana razza!!

E d’improvviso…

E d’improvviso ti rendi conto di quanto ti manchi..nelle piccole cose, nei gesti, quelli più futili..e in quel vuoto senza limiti..si fa spazio un’emozione, che si trasforma in desiderio, che diventa sogno..

…e allora comprendi che certe vite sono intrecciate, annodate per sempre..che lo vogliano o meno le rispettive volontà..

Nelle città di mare…

Nelle città di mare, anche se rivolgi lo sguardo verso terra il cielo profuma di salsedine.

Una brezza gentile ti accarezza le spalle e ti sostiene donandoti forza e ristoro; è la stessa brezza che ha sostenuto i grandi navigatori di un tempo ..

..è grazie ad essa che comprendi che alla fine tutto andrà bene, o che forse sta già andando bene così com’è…sempre e comunque..

..nelle città di mare, volgendo lo sguardo oltre l’orizzonte..capisci che non è mai stata una questione di te contro tutti gli altri..

…capisci che c’è una sola ed unica verità: siamo tutti legati da un unico meraviglioso destino…che va oltre ciò che possiamo percepire…

…perché la fine non è altro che una curva oltre la quale si apre l’infinito

..e allora viva l’attimo…

E se le nostre vite non fossero altro che un continuo, imperituro bivio?

Se, cioè, ad ogni istante esse si aprissero all’universo delle illimitate possibilità e infinite copie del nostro “io” di cui noi non abbiamo coscienza, stessero vivendo in infiniti universi paralleli?

Non avremmo forse noi trovato quel pezzo di idiota immortalità che andiamo rincorrendo quotidianamente nel deludente tentativo di aggrapparci come tante piccole scimmie imbecilli ad ogni secondo che passa imperterrito con la sua irriverente incorruttibilità?

Il problema a quanto sopra tuttavia è il non essere coscienti all’esperienza…

e allora….allora viva l’attimo…!!!…e tutte le sfumature che in esso si annidano…se, con tutta l’energia che abbiamo in corpo…gli concediamo l’onore di essere l’unico vero motore, l’unica vera guida delle nostre essenze…

…ridere…

…piangere…

…amare…

…odiare…

…urlare…

…ritornare…

…ripartire…

…deludere…

…esserci…esserci sempre…

..per un ultima volta…girarsi..salutare e proseguire…

Amare..amare sempre..fino alla fine..e oltre..là dove solitamente le paure e i timori mi costringono a indietreggiare..a soccombere a dissimulare..

..forzandomi di proseguire…nonostante tutto…

…per lasciarti andare, per darti l’aria che ti serve a coprire e scoprire…

..in un lungo susseguirsi di tentativi ed errori…per giungere a capire..a capirti..sebbene lì probabilmente non ci sarà più spazio per me…

..e in questo ritrarsi, in questo doloroso, doveroso lasciar andare…sentire voglia di inchinarsi a ciò che è… in una resa che non è un’accusa ma un atto estremo di gentile amore..

…perché amore…amare…altro non è che lasciar andare..facendosi da parte, indietreggiando un pò…per guardarti da lì spiccare il volo…all’inizio incerto, ma poi, battito d’ali dopo battito d’ali, vederti andare su, sempre più su…

…e così, per un’ultima volta, girarsi, salutare e proseguire col cuore colmo di gioia e di dolore…

…col cuore colmo di me e di te…

Basterebbe un tuo abbraccio..

Basterebbe un tuo abbraccio, a spazzare via la tristezza che si accumula negli angoli più nascosti di me in certe giornate..

…quando sembra di non avere altri appigli al di là di un conforto codardo che si annida nell’illusione di potercela fare..sempre e comunque..da soli..

Poi, d’improvviso, alzando gli occhi appena oltre la cortina di fumo di cui mi sono avvolto con le cazzate che mi vado raccontando di tanto in tanto…cadere e cadere e cadere e ancora, cadere…oltre l’infinito e di più ..ancora più giù, là dove i confini tra me e te si dissolvono e nulla più si fa solco perché nulla più ha a che fare coi concetti di tempo e di spazio..

..e finalmente quel mondo di sogni che avrei tanto voluto divenisse realtà prende il sopravvento spazzando via ogni dolore e, come d’incanto, ogni “voglio” diventa poesia e, subito dopo, c’è vita…

..vita..vita al mare..su un aereo, giù dietro a ponti e autostrade e ferrovie..in mezzo al nulla e al tutto..di giorno, di sera, ogni minuto e oltre fino alla più piccola, infinitesimale particella..all’infinito e a ritroso fino a capire che quel noi era scritto là in quell’angolo di periferia dell’esistenza da cui tutto ha avuto inizio e a cui tutto prima o poi ritorna…fottendosene apertamente di tutte le follie con cui la lurida, imbecille razionalità umana si permette di imbrattare il mondo…

Siamo tutt’uno e non esiste la Croce!

Dietro quegli occhi ci vide le stelle,

Portavano al mondo liete novelle!

Tanto bastò per perdere il passo,

Sempre affrettato e affannato, a più non posso!

In un nano secondo comprese verace,

Che siamo tutt’uno e non esiste la Croce!

La volle incontrare laggiù in fondo al mare,

Nel regno del Sogno dove non esistono ore,

Ma solo dipinti, colori e magie:

Io ti dono le tue e tu donami le mie!

Solo una è la nostra promessa: facciamo del Bene,

E non andiamo a Messa!

Volgiamo lo sguardo alle povere genti,

E offriamo noi stessi mai più esitanti!

Il mondo è una palla quasi in tempesta,

Fermiamoci un attimo, organizziamo una festa!

Tutto è più semplice e terra terra,

La complicazione sostiene la guerra!

Noi siamo quelli che gridano “Pace”,

In un sol coro, sotto un’unica Luce!

Amiamoci sempre, gridando a gran voce

“Siamo tutt’uno e non esiste la Croce!”

Nella mente del serial killer…

Un viaggio all’interno della complessa psicologia del serial killer, un andirivieni di colpi di scena e ripensamenti.

Ogni vita è un percorso; quella dell’assassino porta dalle tenebre alla luce, per ritornare alle tenebre nei momenti di follia omicida. Come risultato: i sensi di colpa lasciano il posto a una piacevole sensazione. L’assassino ha finalmente trovato la propria natura, la propria “normalità”, pur all’interno di una mente deviata.

L’incertezza il thriller psicologico di Giacomo Manini, ti porta per mano in un viaggio ai confini dell’umana follia, laddove i concetti di “normalità” e “devianza” si fanno nebulosi.

Parti con me per questo viaggio; la tua vita non sarà più come prima

Oramai è troppo tardi..non abbiamo più fiato!

Nei giorni di festa, ogni gesto si spreca,

carne alla griglia, una scampagnata!

Muoviamoci in coro a testa rivolta,

che è meglio seguire che dare la svolta.

Ci hanno fregato, son stati maestri,

con belle parole e pomposi pretesti!

Accorrete copiosi la giostra riparte,

ancora un giro e poi chi lo sa, forse la morte!

Bendateci gli occhi, fermate il brusio,

questa è la fiera dell’orrido oblio!

Son tutti in colonna, neri, arrabbiati,

Qualcun si domanda: “Dov’è che ci siamo perduti?”

La testa ci scoppia, non abbiamo più appigli,

Siam alla fiera dei lunghi sbadigli!

Là in fondo si ode come un flebil ronzio,

Il richiamo d’amore del nostro vero Io.

Ci sprona, ci ammalia, ci tende un agguato,

Ma oramai è troppo tardi, non abbiamo più fiato!

E allora su via che si riparte,

A testa bassa fino alla morte!

Cos’è l’arte…?

Voglio augurare Buona Pasqua a tutti coloro che, come me, amano l’espressione artistica in ogni sua forma, citando una frase estratta dal libro “Story….” di Robert Mckee:

“Arte significa separare un pezzettino dal resto dell’universo e tenerlo in mano in modo tale che sembri essere la cosa più importante e affascinante del momento. “Piccolo”, in questo caso, significa conoscibile.”

Dunque Buona Pasqua a tutti, di cuore!

Fanculo!!! …io scelgo la vita al continuo perire..

Nell’acqua si specchia e si vede invecchiare,

gli ha chiesto del tempo per poter più capire..

..ma qui non si tratta di andar nel profondo,

per aver confidenza con le cose di mondo…

La vera questione è oramai cosa trita,

manca la voglia di fare fatica!

Perché solo chi ama con cuore ed ingegno,

percepisce delizia pur nel grande impegno!

Siam quel che siamo, non possiam farci niente,

ma nel tira e molla mi sento un gran deficiente!

I coglioni mi girano come un mulinello;

è meglio se penso al bel ritornello!

La vita è una giostra di gran tira e molla,

vince soltanto chi sta tra la folla!

Un’ora mi ami, quell’altra non sai…

..e allora fanculo, tornatene dai tuoi..

Fanculo al tuo andare e al tuo divenire,

io scelgo la vita al continuo perire!

Ho visto un uomo..

Ho visto un uomo,

guardava un bambino.

Con l’occhio ammirava e la testa vagava.

Sognava di mondi e di terre lontane,

di pace, d’amore e di luoghi senza ore.

Si è perso nel giorno che si accumula al giorno,

sommerso di fango, senza mai più ritorno!

Eppure là in basso, sepolta e tradita,

lui sente gridare la sua anima muta.

Deluso e ammaliato da improvvide promesse,

si è lasciato perire dentro inutili certezze!

Ma questo è il momento di riprendersi la vita,

la sente nel cuore e più in là, fra le dita!

Al di là delle nubi sta la via maestra,

si annida gioiosa, morbosa, rapita,

in quel piccolo ometto lui l’ha ritrovata!

Ma una lacrima sorda, lo riporta all’ovile,

qui non è il caso di farsi rapire!

Il ritmo incessante dell’eterno ubbidire,

lo conduce nel limbo di un inverno perire!

È durata un secondo la sua ribellione,

ma dentro quell’attimo ci ha trovato passione.

E alla fine ha capito e ora lo sa:

la vita non è fatta di bla bla bla!

Ma di sguardi profondi, oltre l’apparire,

là dove l’ometto gli ha insegnato l’amore!

Tra il SEMPRE e il MAI…

Tra il SEMPRE e il MAI c’era spazio assai.

Ma per il quieto vivere del giorno,

tu mi hai levato di torno.

Mattone dopo mattone si costruisce un’unione,

provando a capire per poi costruire.

È stato più semplice lasciarmi andare,

andando a braccetto col comun volere.

Ma chi dichiara amore, coraggio e passione,

tanta virtù deve possedere.

Pena la fine di ogni rispetto,

riempiendo la vita di inutili “Ho detto! Ho detto!”

Avevamo tutto e alla fine niente,

e io lì come un deficiente,

contando le ore, i giorni, gli anni

dentro un abisso fatto di affanni.

Ora siam qui a dirci “Sarebbe stato..

se solo più tempo avessimo avuto!”

Ma la questione diversa è assai,

lottare bisognava tra il SEMPRE e il MAI!

Amare è lottare

Amare si può solo all’ombra del coraggio,

tutto il resto puzza di oltraggio!

Codardi del mondo, potenti della terra

voi pensate al denaro e alla vil guerra.

Che per l’amore fedele, fiero e sincero,

serve forza, fiducia e passione del Vero.

Amanti e poeti del globo rissoso,

urlate di pancia col cuor generoso.

Buttatelo avanti senza mai indietreggiare,

che in vita si crepa di paura e timore.

Le genti han bisogno di Spe per qualcosa,

che di pane e formaggio, in tavola, ce n’è a iosa.

Su allora accorrete, gridanti e gioiosi,

Amor e Coraggio oggi si fan sposi!

Non serve alcun dono di materia e cartone,

ma una sana fiducia e tanta partecipazione .

Un amore perduto…

Avea negli occhi un sentore sfumato

di un amore lontano, atterrito, svanito.

In ogni suo sguardo affacciato sul mondo

c’erano tracce di dolore fecondo.

Pareva un nonnulla a gettar l’occhio in superficie,

ma sotto la buccia..una voragine vorace

che in ogni occasione, mondana o interiore,

creava sol guai nel profondo del cuore.

Da essa sgorgavano ricordi mai spenti

di notti d’estate e di abbracci bollenti.

Nel pensiero affannoso era lì al suo fianco,

Che meraviglia! Un tempo lei era stata il suo vanto!

Percepiva i suoi gemiti e i suoi baci financo!

E la mano gentile lentamente scendea

e in ruvide carezze si prodigava,

finché nel culmine di un posticcio piacere

ripiombava nel sonno di un eterno mai dire.

L’amor trattenuto

Viveva nell’ombra, tra le pieghe del cuore,

Pensava: che bello! Qui è tutto un gran ardire!

Di istanti fugaci eran fatte le ore,

Amante del bello, del vivo, del vero,

All’oscuro di tutto l’amor sapea tenere.

Finché un bel giorno, svegliatosi avvezzo,

Dell’istante di vita ebbe ribrezzo,

E di quel che fu un tempo l’amor spensierato,

Rimase soltanto una nuvola di fiato.

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