Scrivere significa suscitare emozioni senza parlarne esplicitamente

Ciao a tutti,

sento sempre più spesso dire in giro che scrivere significa avere una buona storia da raccontare. Sicuramente senza una storia che possa interessare ad un pubblico più o meno ampio, i nostri sforzi in qualità di scrittori che desiderano aprirsi al mondo lasciando qualcosa ai presenti e ai posteri sarebbero del tutto vani.

Perché parliamoci chiaro: chi va raccontando in giro che scrive solo per appagare un suo desiderio interiore sta mentendo a sé stesso.

Ma avere una buona storia non basta e soprattutto non è garanzia di successo: una buona storia raccontata con uno stile che non è in grado di generare nel lettore delle emozioni tali per cui il lettore stesso sia invogliato a proseguire pagina dopo pagina fino a leggere la parola “FINE”, rimane una bella idea senza alcun pubblico.

In giro, di persone che hanno delle storie con contenuti interessanti ce ne sono parecchie: basta entrare nel vissuto quotidiano di ognuno di noi e drizzando le antenne si possono scorgere decine e decine di storie lì pronte per essere portate alla ribalta del grande pubblico. Il punto è che rendere appetibili per il grande pubblico queste storie non è affare per tutti; ed ecco che entra in gioco il “come” o “how to” come dicono nel mondo anglosassone, queste storie vengono raccontate, cioè la capacità di amalgamare i personaggi con il loro vissuto, le introspezioni degli stessi, le descrizioni, i dialoghi al fine di creare un intreccio che susciti emozioni nel lettore il quale immedesimandosi completamente nella trama e nel vissuto dei personaggi prova le stesse sensazioni che provano loro in una folle corsa che ha un solo obiettivo: arrivare all’ultima pagina.

Scrivere quindi al di là di tutto significa suscitare emozioni e chi lo fa deve essere in grado di generarle nel lettore senza nominarle tra le parole del libro.

Si perché l’emozione è come la sensualità: nel momento in cui se ne parla svanisce il suo effetto.

Quindi se ti approcci alla scrittura consapevole di avere una buona storia, costruisci l’intreccio in modo tale da provare tu stesso, intanto che scrivi la storia, le emozioni che sicuramente il tuo pubblico proverà. Se ti emozioni scrivendo ci sarà un’altissima probabilità là fuori che qualcuno si emozioni leggendo ciò che hai scritto.

 

Pubblicato da

giacomomanini

Sono uno scrittore indipendente che scrive perché ama farlo: la scrittura, come la pittura, sono le mie due grandi passioni da quando sono adolescente, sebbene non mi sia mai cimentato, pubblicando nulla fino a “ieri”. Poi una notte, svegliatomi di soprassalto, mi sono sentito chiamare sottovoce dalla musa dell’ispirazione e da quel momento, in meno di due mesi ho scritto tre romanzi, uno edito e gli altri due che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Scrivo perché amo farlo e da oggi in poi chi avrà voglia, potrà seguirmi leggendo i miei romanzi che parlano di emozioni e sentimenti, di quegli alti e bassi della vita con cui tutti noi dobbiamo fare i conti quotidianamente. Le paure, le gioie, le frustrazioni, sono ciò che danno vita al mio mondo interiore, lo stesso mondo interiore che io, con grande umiltà, desidero condividere con chi vorrà seguirmi avventurandosi con me tra gli abissi e le cime dei paesaggi interiori che mi diverto a creare nelle pagine dei miei libri.

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