Il dono più grande..prendere coscienza della propria morte per un nuovo inizio

Prendere coscienza della propria morte..interiorizzarla e farla parte del nostro vissuto quotidiano è il più grande dono che possiamo concedere a noi stessi ..si perché l’unica cosa certa che accomuna tutti noi esseri umani è che siamo a scadenza..e il fatto di portare a galla questa banale ovvietà, senza fare finta di nasconderla per paura della stessa (la paura delle paure la definirei) o per esorcizzarla(come se facendo finta di niente la si possa allontanare da noi), ci dona una estrema libertà di decidere che cosa fare del nostro presente senza insabbiarci tra i ricordi del passato o abbandonarci troppo a chimeriche illusioni di una vita eterna oltre la morte.

Scrive Francois Jullien: “dal momento che so che la mia vita si ritrae, mi riprendo, ridefinisco gli impegni, riconsidero gli investimenti, per andare oltre. Il fatto che osi considerare la mia fine, che pensi di pensarci, costituisce di per sé la soglia di un nuovo inizio.”

Allora buon nuovo inizio a tutti!!!

Un gioiello sepolto sotto il fango..

Da qualche parte ho letto che, e cito l’autore Alexandre Jollien, “la pepita della felicità è sepolta sotto tonnellate di fango..”

Non so voi ma io è una vita che cerco di inseguire il concetto di felicità..l’ho cercata in ogni luogo, immergendomi nei libri, osservando volti, amando persone…cambiando casa…sempre senza grande successo..sì qualche sprazzo qua e là di gioia…ma mai la soddisfazione di dire a me stesso: “oh finalmente ho trovato il luogo dove si annida la felicità!”

..ciò detto, credo però di aver capito una cosa e che nella frase di Jollien citata sopra ci sia una parte di verità ma anche una parte da correggere…si perché è vero che la felicità non la si trova se non scavando nel fango delle nostre vite..che bisogna impegnarsi….scavare, scavare, scavare è ancora scavare..ma a differenza di Jollien io penso che la felicità non stia nel trovare la pepita, bensì nell’atto stesso di scavare…

Gioia e felicità

“Abbiamo bisogno sia della felicità sia della gioia: la prima permette di riconciliarsi con il passato e di guardare serenamente al futuro; la seconda connette con forza al presente e consente di apprezzare la grazia che ci è concessa in ogni istante con il dono della vita.” (Christophe André)

Senza spunti..ne spuntini..

“Più stiamo insieme e meno sono gli spunti di riflessione che mi offre lo stare vicino a lei..” pensò Mario amareggiato…

..”un tempo eravamo l’uno lo stimolo dell’altra, uno stimolo mentale e nutritivo…

…quanti spunti e quanti spuntini che ci siamo concessi all’inizio!!! Era come se il nostro corpo e la nostra mente si concedessero il vitale nutrimento solo dal contatto con l’altro…

E ora, senza né spunti né spuntini, su quali basi si può costruire un rapporto????”

Siate genitori..non padroni

Tutte le creature si sottomettono, all’esistenza e alla capacità di ciò da cui dipendono…

Fate lo stesso:

Siate genitori, non padroni,

Custodi, non despoti dominatori.

Non preoccupatevi di essere obbediti, ma di agevolare, e sarete nel cuore della vita. (Witter Bynner)