Scorci di lago rubati alla fugacità dell’attimo

Scorci di lago rubati alla fugacità dell’attimo

Nei pomeriggi assolati di fine Novembre, un’ora prima dell’imbrunire, sulla superficie del lago di Garda si forma uno specchio che da certe angolazioni riflette le forme con contorni slabbrati e imprecisi. Tutto si è fermato oramai da qualche settimana: il frastuono dei giochi e delle scorribande estive, le colonne di auto di turisti alla ricerca di un piccolo fazzoletto di erba su cui rilassarsi, i profumi di griglia provenienti dai campeggi che si adagiano tutt’intorno alla costa come grasse matrone stese al sole, hanno lasciato il posto alla tranquillità dell’autunno inoltrato. Il mondo da queste parti si sta addormentando; persino i rumori sembrano chiedere il permesso prima di irrompere coi loro decibel negli istanti di vita sospesa che qua e là ravvivano il paesaggio assonnato.

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