Tra il SEMPRE e il MAI…

Tra il SEMPRE e il MAI c’era spazio assai.

Ma per il quieto vivere del giorno,

tu mi hai levato di torno.

Mattone dopo mattone si costruisce un’unione,

provando a capire per poi costruire.

È stato più semplice lasciarmi andare,

andando a braccetto col comun volere.

Ma chi dichiara amore, coraggio e passione,

tanta virtù deve possedere.

Pena la fine di ogni rispetto,

riempiendo la vita di inutili “Ho detto! Ho detto!”

Avevamo tutto e alla fine niente,

e io lì come un deficiente,

contando le ore, i giorni, gli anni

dentro un abisso fatto di affanni.

Ora siam qui a dirci “Sarebbe stato..

se solo più tempo avessimo avuto!”

Ma la questione diversa è assai,

lottare bisognava tra il SEMPRE e il MAI!

Amare è lottare

Amare si può solo all’ombra del coraggio,

tutto il resto puzza di oltraggio!

Codardi del mondo, potenti della terra

voi pensate al denaro e alla vil guerra.

Che per l’amore fedele, fiero e sincero,

serve forza, fiducia e passione del Vero.

Amanti e poeti del globo rissoso,

urlate di pancia col cuor generoso.

Buttatelo avanti senza mai indietreggiare,

che in vita si crepa di paura e timore.

Le genti han bisogno di Spe per qualcosa,

che di pane e formaggio, in tavola, ce n’è a iosa.

Su allora accorrete, gridanti e gioiosi,

Amor e Coraggio oggi si fan sposi!

Non serve alcun dono di materia e cartone,

ma una sana fiducia e tanta partecipazione .

Un amore perduto…

Avea negli occhi un sentore sfumato

di un amore lontano, atterrito, svanito.

In ogni suo sguardo affacciato sul mondo

c’erano tracce di dolore fecondo.

Pareva un nonnulla a gettar l’occhio in superficie,

ma sotto la buccia..una voragine vorace

che in ogni occasione, mondana o interiore,

creava sol guai nel profondo del cuore.

Da essa sgorgavano ricordi mai spenti

di notti d’estate e di abbracci bollenti.

Nel pensiero affannoso era lì al suo fianco,

Che meraviglia! Un tempo lei era stata il suo vanto!

Percepiva i suoi gemiti e i suoi baci financo!

E la mano gentile lentamente scendea

e in ruvide carezze si prodigava,

finché nel culmine di un posticcio piacere

ripiombava nel sonno di un eterno mai dire.

L’amor trattenuto

Viveva nell’ombra, tra le pieghe del cuore,

Pensava: che bello! Qui è tutto un gran ardire!

Di istanti fugaci eran fatte le ore,

Amante del bello, del vivo, del vero,

All’oscuro di tutto l’amor sapea tenere.

Finché un bel giorno, svegliatosi avvezzo,

Dell’istante di vita ebbe ribrezzo,

E di quel che fu un tempo l’amor spensierato,

Rimase soltanto una nuvola di fiato.

E poi c’è questo vento…

…e poi c’è questo vento che sa di terra e di bosco..

a cui si abbandona il mio lato più losco

È come un richiamo che prende le vene, si struscia, mi ammalia, mi toglie catene.

Ed io che lottavo per tenerlo nascosto

Mi devo arrendere: è vero! In esso più mi riconosco!

Ahimè che disgrazia, ahimè che dolore!

Grida la gente senza nulla sapere…

Del mio vecchio io son contate le ore..

E di lontano si ode, leggero e beato,

un canto allegro, gioioso, affamato…

Ed io che credevo di dovermi adattare..

Ora riconosco: ad esso equivale morire!