Un meraviglioso salto nell’ignoto…

Un meraviglioso salto nell’ignoto..ecco ciò che siamo….quando riusciamo a disperdere tutte le nebbie dettate dal pensiero..

..quel meraviglioso salto nell’ignoto che ci fa ridere come scemi senza un motivo..

…che ci fa amare come bambini davanti alla bellezza allo stato puro…

…che ci fa dimenticare di ogni rancore, ogni rabbia, ogni avversità…come se al mondo non ci fosse alcun dolore…

…come se in questa vita non ci fosse né un domani a farci vacillare davanti all’ansia, né un ieri a farci provare e riprovare le emozioni legate a un attimo che sappiamo non tornerà mai più..

…ecco in quell’istante meraviglioso che sta tra un futuro incerto e un passato remoto, sta tutta la nostra meravigliosa essenza…

…e noi in bilico..a vacillare come piccoli fuscelli al vento…disperati perché non riusciamo a trovare un “perché?”..perché a tutta questa lordura che ci circonda..perché le cose devono andare come stanno andando..perché

..perché…

..perché..

..perché..

La peste, la rogna dell’umana razza!

Viveva piantato con le lacrime addosso, all’ombra di un pino, lamentoso, a più non posso.

Ad ogni donzella che si appropinquava, la solita storia lui raccontava..

…quella di un fusto di belle speranze, idee geniali e tante baldanze…

…il verbo preferito il condizionale…”se io potessi sai che gran finale..!”

Ma appena il gran pino presso cui era ubicato, le fronde muoveva per il vento agitato,

Il capo chinava con gran tremore e al volere comune si allineava…

Di fusti codardi di questa fattura ne è piena la vita..oh che bruttura!!

Di salto in salto, di fiore in fiore, tante stronzate si divertono a dire…

..se per ogni parola gettata al vento, il mondo avesse un soldo d’argento..

..tutti i problemi delle poveri genti, risolti sarebbero senza più patimenti…

E allora ricordati di ben percepire, che se chi hai di fronte è bravo a parlare,

fuggire tu devi con gran vigore…

…che fusti del genere son la disgrazia, la peste, la rogna dell’umana razza!!