Volgiamo lo sguardo oltre le nostre paure

Volgiamo lo sguardo oltre le nostre paure

Oggi voglio dedicare a chi mi segue e mi legge alcuni versi di Pablo Neruda e lo faccio perché spero non dimenticheremo mai, quando sarà passato questo momento di lutto del corpo e dell’anima, quanto la bellezza della vita stia racchiusa nel significato che ognuno di noi le attribuisce…per alcuni bella, per altri insipida, per taluni tragica, per altri mitica…finché un bel giorno non ti tolgono tutto e allora la stessa, la vita intendo, assume un significato nuovo…e istante dopo istante, il cuore comincia a riprender vigore colmandosi di gioia, di oro e di argento finché anche l’ossigeno profuma di evento.

Alziamo lo sguardo verso un cielo profondo, innalzando con esso spirito e ardore per quello che un tempo non aveva più odore..l’odore di pioggia, di vento e di sole avevano perso la loro prole.

Affrettiamoci, dai, che comincia il gran ballo! Guardiamo all’insù che è tutto più bello, con cuore pulsante non proviamo rancore per ciò che è stato e per ciò che sarà, perché quello che conta ce lo abbiamo già: è il momento presente, così ricco di magia, da rendere eterna la vita tua e anche la mia!

Buona lettura…soffermatevi su ogni parola, concedendole l’importanza che merita…

Ode a un cinema di paese

“Amore mio, andiamo al cinema del paesino. La notte trasparente gira come un molino muto, elaborando stelle. Tu ed io entriamo nel cinema del paese, pieno di bambini e profumo di mele. Le vecchie pellicole, sono sogni già consumati. Lo schermo ha ormai colore di pietra o piogge. La bella prigioniera del villano ha occhi di laguna e voce di cigno, corrono i più vertiginosi cavalli della terra. I cowboys bucano con i loro spari la luna pericolosa dell’Arizona. Con l’anima trepidante attraversiamo questi cicloni di violenza, la formidabile lotta degli spadaccini sulla torre, sicuri come vespe, la valanga piumata degli indiani che si aprono a ventaglio nella prateria. Molti dei bambini del paese si sono addormentati, affaticati dalla giornata in bottega, stanchi di fregare nelle cucine. Noi no, amore mio. Non perdiamoci nemmeno questo sogno: finché saremo vivi faremo nostra tutta la vita vera ma anche i sogni: tutti i sogni sogneremo.” (Pablo Neruda)

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