Curiosità è quel brivido nel cuore nascosto da mille rancori.

Ricordi quando eri bambino? Quella estatica stagione della tua vita durante la quale affrontavi ogni situazione guardandola attraverso le lenti dell’esperienza rapita e non quelle del giudizio e del pregiudizio? Ricordi che erano veramente poche le cose che non ti facevano sentire bene! Che un momento eri qui e l’altro eri lì e andava bene comunque tutto alla fine della giornata!

Bene, senza addentrarci troppo in costruzioni teoriche riguardanti il perché fosse così e soprattutto perché oggi per la maggior parte di noi è molto difficile seguire quel corso di atteggiamenti pensieri e conseguenti comportamenti, vorrei porre al centro di queste poche righe un concetto e attorno a quello costruire una parvenza di ragionamento: sto parlando del concetto di “curiosità”.

Curiosità, per come la vedo io, significa buttare sempre e comunque il cuore oltre l’ostacolo, significa sentire la paura ma non farsi bloccare da essa, significa ascoltare senza pregiudizi, andare avanti sempre e comunque con la mente aperta; al limite essere curiosi significa stare in silenzio in attesa che la vita scarichi a terra tutto ciò che ha in serbo per noi..accettandola nel bene e nel male…

Vorrei partire condividendo con voi una dichiarazione fatta da Eugene Cernan, un astronauta statunitense che ha vissuto in un’epoca in cui l’avventura nello spazio significava veramente avere nel cuore il desiderio di andare oltre..avendo la consapevolezza che erano più le probabilità di non farcela che di riuscire…

Ascoltate a cuore aperto cosa ci dice Cernan; leggete queste poche parole a voce alta e ascoltatele dal profondo:

“La curiosità è l’essenza dell’esistenza umana. “Chi siamo? Dove siamo? Da dove proveniamo? Dove siamo diretti” Non lo so. Non ho risposta alcuna a quelle domande. Non so cosa ci sia là fuori e dietro l’angolo. Quello che so tuttavia, è che voglio scoprirlo.”

Ecco, questo desiderio di scoperta era ciò che ci contraddistingueva da piccoli e che, crescendo, abbiamo via via perduto. Avevamo fame, ma non di pane; avevamo fame negli occhi e nel cuore e con quella abbiamo lasciato che la vita facesse il proprio corso, sempre fiduciosi.

Essere curiosi in altri termini, significa permettere alla nostra vita di allinearsi a ciò per cui siamo qui su questa terra in questo lasso di tempo che per quanto lungo possa essere è comunque limitato…

…una vita media si aggira intorno ai 25.550 giorni..è tutto lì…sembrano tanti ma non lo sono, soprattutto se vissuti nella modalità “autopilota”, una modalità nella quale non esiste curiosità alcuna ma solo “abitudine” e “routine”!

Vi voglio lasciare con 3 consigli per coltivare la curiosità nella nostra vita da adulti; li ho mutuati dal libro Curious di Ian Leslie:

1. Apriti senza pregiudizi a ciò che non conosci: ci si riferisce in questo caso alla curiosità verso il prossimo, i suoi pensieri, le sue emozioni, rimanendo aperti all’incontro con l’inaspettato.

2. Osserva le cose da diversi punti di vista: poniti varie domande, mettiti alla prova ogni volta che ti confronti con situazioni e/o persone nuove. Domandati se ciò che stai pensando è l’unica alternativa di pensiero possibile.

3. Non dimenticare mai che puoi imparare dal prossimo: sebbene i tuoi pregiudizi ti portino spesso a scartare a priori idee, comportamenti e messaggi provenienti dagli altri, sforzati di pensare che qualcosa da imparare da essi sicuramente ce l’hai.

Pubblicato da

giacomomanini

Sono uno scrittore indipendente che scrive perché ama farlo: la scrittura, come la pittura, sono le mie due grandi passioni da quando sono adolescente, sebbene non mi sia mai cimentato, pubblicando nulla fino a “ieri”. Poi una notte, svegliatomi di soprassalto, mi sono sentito chiamare sottovoce dalla musa dell’ispirazione e da quel momento, in meno di due mesi ho scritto tre romanzi, uno edito e gli altri due che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Scrivo perché amo farlo e da oggi in poi chi avrà voglia, potrà seguirmi leggendo i miei romanzi che parlano di emozioni e sentimenti, di quegli alti e bassi della vita con cui tutti noi dobbiamo fare i conti quotidianamente. Le paure, le gioie, le frustrazioni, sono ciò che danno vita al mio mondo interiore, lo stesso mondo interiore che io, con grande umiltà, desidero condividere con chi vorrà seguirmi avventurandosi con me tra gli abissi e le cime dei paesaggi interiori che mi diverto a creare nelle pagine dei miei libri.

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