Tu sembri me…io sembro te…

…Tu sembri me…io sembro te…

Che differenza c’è?

Solo quella che vuoi vedere…solo quella che vuoi sentire…

…separati siamo niente…insieme una forza…

…siamo due gocce d’acqua…piccole sì…ma in noi si racchiude l’alternanza delle maree…l’impeto delle burrasche…la calma delle lagune…

…Apriamoci…sentiamoci…abbracciamoci…

…Mettiamoci in circolo…insieme…

Come tutte le grandi imprese…anche la vita richiede integrazione, condivisione, gioco di squadra…

…richiede gentilezza…rispetto delle diversità… coraggio…tanto coraggio…

…quel tipo di coraggio racchiuso in due minuscole gocce d’acqua…dentro cui si dispiega l’alternanza delle maree…l’impeto delle burrasche…la calma delle lagune…

…Tu sembri me…io sembro te…

…io sembro te…tu sembri me…

...tu sei me…io sono te…

La moneta dell’amore

Avere uno scopo nella vita…una direzione…spingersi all’esterno…là fuori nel mondo per incontrare genti…per vedere…esplorare…annusare…amare…amare sempre…e comunque…

…e poi, la sera, tornare a casa…non intendo quella di mattoni e tegole…mi riferisco a quella interiore…da cui prendiamo valori, energie…pensieri, emozioni, stati d’animo…amore…forza per andare avanti…risorse incommensurabili…

…a volte storture…ma ci sta…vivere significa scarabocchiare su un brogliaccio…con la biro…impossibile ritornare su ciò che si è scritto per riscrivere..o addirittura cancellare…i fogli si accumulano…uno dopo l’altro…

Il nostro essere là fuori nel mondo è determinato da ciò siamo dentro le quattro mura della nostra essenza…nelle nostre budella….nella nostra anima…

Siamo ricchi sapete? Più di quello che crediamo ogni volta che consultiamo l’estratto conto bancario…siamo talmente ricchi da poter spendere, là fuori nel mondo, un tipo di moneta che non subisce crack…l’unica moneta che, più la facciamo circolare, più aumenta…

La moneta dell’amore

L’atomo, l’attimo e Dio…

Sono sempre stato attratto dall’idea che ci potesse (e ci dovesse) essere il modo di trovare una via laica al concetto di comunione, una strada cioè per giungere a una connessione con tutto ciò che ci circonda nel rispetto responsabile delle singole, sacrosante e meravigliose differenze, senza bisogno di appellarsi a qualche “sovrastruttura religiosa..”

…e qualche sera fa, quasi per caso…sebbene credo non succeda mai nulla per caso in questa vita, mi sono imbattuto in un concetto matematico che quando ero fanciullo ricordo mi aveva creato non pochi grattacapi… non riuscivo proprio, all’epoca, a farmelo entrare in testa e per questo, una volta finita l’esperienza scolastica, lo rinchiusi a chiave con 10 mandate in un armadio nascosto nel fondo del barile della mia mente…

…sto parlando del concetto di “minimo comun denominatore”

Vengo al punto: cosa c’entra il minimo comun denominatore con la via laica alla comunione?

Per dare risposta a quanto sopra mi faccio venire in soccorso dal vocabolario Treccani:

“…minimo comune d., il numero più piccolo che è multiplo comune dei denominatori di due o più frazioni. In senso fig., comune d., o d. comune, espressione di uso corrente per indicare l’elemento o l’insieme di elementi che, posseduto da più persone o cose, rende possibile di riunirle in gruppo o considerarle sotto il medesimo punto di vista: avere un d. comune; ridurre a un comune denominatore.”

Vi ho messo in grassetto la parte che ci interessa: credo che un concetto laico di comunione debba per forza di cose prendere vita dagli elementi di base che ci accomunano tutti…uomo, animali, piante..materia in generale…vita…

…siamo tutti fatti di atomi attorno al cui nucleo viaggiano gli elettroni…e poi forse chissà…

…eccoli qua i nostri meravigliosi “minimi comun denominatori” ….a prescindere da ciò in cui crediamo, dal colore della nostra pelle, se siamo bassi o alti, smilzi o in carne, umani o ferini, gli atomi e gli elettroni, presi in se, sono per così dire “materia prima”…meravigliose, infinitesimali particelle le cui combinazioni infinite danno vita alle forme che sono nel mondo…ai Marco, Luisa John, Eddie…leoni, pinguini, delfini…abeti, querce…larici….gatti…metteteci voi ciò che più vi piace…

…io mi fermo qui…contento di aver trovato nell’atomo quell’attimo di eternità che dà significato alla comunione tra me, voi e tutto ciò che ci circonda…

…”attimo” e “atomo” a cui qualcuno di noi attribuisce il nome di Dio…

a riprova che tutto ciò che ci circonda ci appartiene e ci assomiglia…ed è solo una questione di umano punto di vista…

Un viaggio tra i TIC e i TOC del nostro motore interiore

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A molti spaventa ascoltare in silenzio il battito del proprio cuore…è come se dichiarassero alla parte più intima di se stessi: “il cuore funziona da se senza bisogno di particolari riflessioni e perciò lo lascio lavorare in pace..che non si sa mai!”

Tuttavia, percepire il proprio battito, “ascoltarlo con l’anima“, è un pò come ascoltare l’andare e venire del nostro respiro…è un esercizio importantissimo che ci mette in connessione con le parti più intime del nostro silenzio interiore…donandoci al contempo equilibrio e stabilità…è una capacità innata che ognuno di noi ha, affidandosi alla forza e alla pazienza di “scavare” dentro di sé, di sospendere se stessi nell’eternità di un attimo…in quell’infinito sviluppo del proprio potenziale interiore che trova il suo più intimo fondamento tra un battito e il successivo…

Avere consapevolezza delle sensazioni provenienti dal nostro corpo completa, conferendole dolcezza materna, la triade composta da cuoremente e cervello, con l’intento di spingere il nostro Sè verso il concetto di “integrazione“.

Ho già parlato del concetto di “integrazione” in un mio precedente articolo dal titolo “Connettere le proprie specificità“…in breve “integrazione” significa connettere il nostro essere “animali sociali” con le singole, diverse caratteristiche che ci contraddistinguono dal resto del mondo conferendoci unicità…è un po’ come fondersi col prossimo rimanendo unici e fedeli a se stessi…

…integrarsi significa cioè abbandonarsi fiduciosi alla relazione col mondo esterno, consapevoli che è proprio grazie a quella relazione che potremo esprimere il meglio di noi. 

…l’ascolto del battito del nostro cuore è alla base dello sviluppo del concetto di “integrazione“…l’ascolto interiore ci permette di capire chi siamo nel profondo, aprendoci al contempo alle infinite possibilità che prendono vita nella relazione coi nostri simili…

Provateci!…prendete un paio di lunghi respiri e…immergetevi nelle acque tiepide di quel meraviglioso mare a volte cristallino, a volte torbido e burrascoso della vostra intimità…iniziate ad ascoltarvi, senza giudicare…semplicemente tenendo la mente il più possibile concentrata sul momento presente…ogni cosa che arriva dal vostro corpo è già perfetta così com’è…non c’è bisogno di controllo, né di interferenza alcuna…proprio come succede con il battito del vostro cuore…

..Buon viaggio allora..tra i tic e i toc del vostro meraviglioso “motore interiore”…