Un amore perduto…

Avea negli occhi un sentore sfumato

di un amore lontano, atterrito, svanito.

In ogni suo sguardo affacciato sul mondo

c’erano tracce di dolore fecondo.

Pareva un nonnulla a gettar l’occhio in superficie,

ma sotto la buccia..una voragine vorace

che in ogni occasione, mondana o interiore,

creava sol guai nel profondo del cuore.

Da essa sgorgavano ricordi mai spenti

di notti d’estate e di abbracci bollenti.

Nel pensiero affannoso era lì al suo fianco,

Che meraviglia! Un tempo lei era stata il suo vanto!

Percepiva i suoi gemiti e i suoi baci financo!

E la mano gentile lentamente scendea

e in ruvide carezze si prodigava,

finché nel culmine di un posticcio piacere

ripiombava nel sonno di un eterno mai dire.

Quanti amori si salverebbero se solo…

Pensate a quanti amori si salverebbero all’ombra della consapevolezza della morte imminente di uno dei due amanti.

Pensate a quanta vita piena d’amore è rinchiusa nell’attimo in cui ci si guarda negli occhi, se la prospettiva da cui ci si guarda è quella dell’ultimo attimo della nostra vita.

Pensate a quanto amore puro potremmo dare all’altro se solo fossimo in grado di abbandonarci al presente senza troppi piani per il futuro e troppi rimpianti per il passato…

Come scrive il filosofo Francois Jollien, “la frase muta di ogni mattino dovrebbe essere: esistiamo ancora!!

…sembra così semplice a leggerlo tra le poche righe scritte sopra che non può essere vero…

..meglio complicarsi la vita in un mare di “se”, di “ma” e di “forse”…

Esistiamo ancora“..io che scrivo e voi che mi leggete!!

Pensateci un attimo: “esistete ancora!!”

Siete ancora in tempo per prendere in mano il telefono e dire un “TI AMO” che sconvolge come un uragano perché detto partendo dal punto di vista dell’eternità racchiusa in un attimo…come se l’ultima cosa prima di morire fosse quella di pensare a lei o a lui…

Siete ancora in tempo per gridare “SCUSA, HO SBAGLIATO!!!” a pieni polmoni..

..c’è ancora tempo..ma non ce ne approfittiamo…perché potrebbe non essere più vero fra un attimo!!!!

Un gioiello sepolto sotto il fango..

Da qualche parte ho letto che, e cito l’autore Alexandre Jollien, “la pepita della felicità è sepolta sotto tonnellate di fango..”

Non so voi ma io è una vita che cerco di inseguire il concetto di felicità..l’ho cercata in ogni luogo, immergendomi nei libri, osservando volti, amando persone…cambiando casa…sempre senza grande successo..sì qualche sprazzo qua e là di gioia…ma mai la soddisfazione di dire a me stesso: “oh finalmente ho trovato il luogo dove si annida la felicità!”

..ciò detto, credo però di aver capito una cosa e che nella frase di Jollien citata sopra ci sia una parte di verità ma anche una parte da correggere…si perché è vero che la felicità non la si trova se non scavando nel fango delle nostre vite..che bisogna impegnarsi….scavare, scavare, scavare è ancora scavare..ma a differenza di Jollien io penso che la felicità non stia nel trovare la pepita, bensì nell’atto stesso di scavare…

Uno sguardo che genera lo spazio necessario per diventare uomo

Questa sera ho visto un uomo che osservava suo nipote con la stessa profondità di sguardo con cui tu mi guardavi da piccolo..e mi sono reso conto che più di tutto di te mi manca quello spazio che eri in grado di creare con quei tuoi occhi “azzurro pazienza” il cui sguardo mi consentiva di esplorare il mondo senza paura delle conseguenze al punto di permettermi di diventare l’uomo che sono senza vergogna.

Perché il titolo “L’incertezza” associato ad un thriller psicologico

L’incertezza è il fil rouge della nostra condizione di esseri umani…nonostante tutti cerchiamo di negarla a noi stessi..
Il concetto stesso di vita, così strettamente legato al concetto di morte è l’elemento principe che segna la natura incerta dell’homo sapiens.

E cosa, più del profilo psicologico si un serial killer, è in grado di andare nelle viscere di questo concetto di “incertezza di vivere” che contraddistingue tutti noi?

Quindi incertezza di capire in primis e poi di esprimere la propria natura;
e poi ancora, incertezza di vivere un amore impossibile..
Il tutto trova una soluzione logica nell’ultima parte del libro quando questa incertezza lascia il posto ad una vera sola consapevolezza..quella della necessità della morte…unica vera regina in grado di dare certezza e sicurezza all’assassino che ritroverà nella consapevolezza della propria fine imminente la tranquillità di aver fatto tutto quello che poteva avendo a disposizione un background cognitivo che si poggia su una infanzia molto complessa che in qualche modo non gli ha dato scampo.
E forse è proprio in questo concetto di incertezza di vivere, come elemento base della nostra condizione di esseri umani..che si annida il bello di tutte le cose..anche di quelle che in apparenza e solo in superficie sembrano drammatiche come la vita e gli atti truci di un serial killer.

Il nuovo romanzo d’amore e amicizia di Giacomo Manini gratis su Kobo

Tre indizi, inseriti sul retro di altrettante cartoline, fanno da sfondo e collegamento tra il passato e il presente di una storia di amicizia, amore e tradimento fra quattro persone unite fin dall’infanzia.

È una storia che parla di un viaggio che dura 20 anni, un viaggio interiore e ai confini del mondo, alla ricerca del vero senso della vita; un viaggio attraverso cui i 4 protagonisti troveranno un significato a tutti gli alti e bassi innanzi a cui la vita li ha posti…perché, cita uno dei protagonisti: “ci vuole più coraggio a lasciare che sia come deve essere, che tentare di cambiare inutilmente il corso degli eventi. Bisogna avere coraggio ogni giorno di spingersi un po’ oltre le proprie capacità, sconfiggendo le proprie paure, perché nascosta dietro questo esercizio di stretching dell’anima, si annida la felicità.”

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