Lettera di una madre a un figlio

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Estratto dal mio ultimo libro “L’incertezza

Bambino mio,
siamo arrivati qui in questo posto tu ed io, come è sempre stato da quando sei nato: tu ed io, sempre vicini! Ci stiamo parlando attraverso questo biglietto non certo per caso ma perché l’energia che a volte si genera tra due persone è tale da essere l’artefice di possibili mondi futuri: questo è uno di quei mondi!
Ti sto scrivendo queste poche righe in uno dei pochi momenti di lucidità che la morfina mi lascia ancora, perché è
nei lunghi periodi di assenza da essa provocati, che sto vivendo la meraviglia di ciò che verrà e che io riesco a
percepire ora solo come repentini e improvvisi lampi di luce che mi danno un grande senso di leggerezza!
La stessa sensazione una donna la prova quando mette al mondo un figlio: in quell’istante, sebbene sia concentrata
sul dolore, è come se si aprisse una porta sull’infinito e da quella porta uscisse la vita. Io questa sensazione ho avuto
la fortuna di viverla due volte: con te e con Maia.
Vai per il mondo, fai le tue esperienze, vivi di luce, di gioia e di urla, ma contornati anche del buio, della tristezza
e del silenzio perché solo così potrai dire di aver veramente vissuto appieno.
Ti affido Maia, stalle dietro: è un a bambina meravigliosa e sebbene abbia solo pochi mesi di vita io ho compreso,
guardandola negli occhi, che sarà una bambina e una donna fragile. Tu dovrai occuparti della sua fragilità,
prendendotene cura.
Con amore
mamma

Scrivere significa destreggiarsi tra i nostri “pensieri lenti e veloci”


Qualche anno fa il premio Nobel Daniel Kahneman, nel suo libro “Pensieri lenti e veloci” che vi consiglio vivamente, ha scritto che tutti noi siamo soggetti all’attività di due veri e propri sistemi di pensiero che hanno caratteristiche molto differenti tra di loro: un sistema 1  e un sistema 2 come li definisce l’autore.

Il sistema 1 è intuitivo, lavora in automatico, con l’autopilota, è molto veloce; è intriso di emozioni e reagisce alle sensazioni che noi proviamo in quanto sistemi aperti all’ambiente. Tutti noi, nella maggior parte delle nostre decisioni più o meno importanti, ci portiamo dietro un vissuto emotivo, dei pregiudizi, dei preconcetti tali per cui quando decidiamo qualcosa, passatemi il termine gergale, lo facciamo “di pancia”, utilizzando proprio il “sistema 1”.

Scrive Kahneman: “il pensiero veloce include sia varianti di pensiero intuitivo, sia le attività mentali interamente automatiche della percezione e della memoria ed è l’artefice segreto di molte nostre scelte e molti nostri giudizi.”

Il sistema 2 invece è molto più lento, è il sistema preposto alla gestione di tutte quelle attività nelle quali dobbiamo sforzarci per trovare la concentrazione giusta al fine di svolgere compiti complessi. E’ un sistema che nella maggior parte dei casi è silente e “a riposo” e si attiva solo quando, sollecitato dal sistema 1, abbiamo la necessità di concentrarci su compiti e situazioni difficili.

Scrive Kahneman: “Le operazioni assai disparate del sistema 2 hanno una caratteristica in comune: richiedono l’attenzione e sono annullate quando questa viene distolta…In tutte queste situazioni bisogna prestare attenzione e si ha un rendimento minore, o nessun rendimento, se non si è pronti o se l’attenzione non è ben indirizzata….Il sistema 2 si attiva appena viene rilevato un evento che viola il modello di mondo cui fa costante riferimento il sistema 1.”

Ma perché, vi domanderete, su un blog di scrittura Giacomo ci riempie la testa con queste nozioni in apparenza molto distanti dal mondo della scrittura?

Perché, caro lettore, la scrittura creativa è prima di tutto una questione di auto-consapevolezza: delle proprie emozioni, di ciò che si prova dentro; consapevolezza anche del modo in cui tutti noi esseri umani funzioniamo…

…e penso che scrivere sia una delle attività nelle quali l’armonia tra il sistema 1, intuitivo e carico di emozioni e il sistema 2 lento e razionale, è l’elemento di cui tutti noi che amiamo la scrittura dobbiamo maggiormente assumere consapevolezza per portare a galla, tra le righe dei nostri racconti, le emozioni dirompenti grazie al lavoro del sistema 1, con l’intento di far provare al lettore lo stesso vissuto emozionale.

Ma per fare ciò nel modo più efficace possibile abbiamo bisogno del “sistema 2” e cioè di tutta la razionalità e la concentrazione necessarie  per rilasciarle nei modi e nei tempi giusti per evitare di renderle troppo banali.

Buona giornata

Giacomo

Le emozioni: “lettera di un amore impossibile…”

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Estratto dal mio libro “L’incertezza”

22 Maggio 2002
L’amore è amore, a prescindere dalle forme che noi esseri umani in modo forzoso cerchiamo di attribuirgli. Ma esso è come un fiume che scorre là in fondo  inesorabilmente da quando esiste l’uomo; un fiume all’interno del quale nuotano tranquille tutte le anime mentre noi quassù siamo intenti a rovinarne l’aspetto
imbruttendolo tra mille se, ma e perché. Quanto stai per leggere è un atto d’amore sebbene, ne sono consapevole, non è la forma di amore che tu avresti desiderato;
ma ricorda quello che ho scritto pocanzi: l’amore è amore, punto e basta.
Mi hai detto che fuggire è da codardi ma a volte la fuga è un atto di estremo coraggio se fatto con la consapevolezza di voler cambiare completamente vita guardando avanti e non con la speranza di risistemare il passato volgendosi indietro.
Si può fare Lucia e ti spiego come, l’unica cosa che ti chiedo è di farti meno domande possibile..
C’è un appartamento che ti aspetta a Peschiera del Garda: per l’affitto non ti preoccupare è già tutto fatto: ricordi? Nessuna domanda.
Scendendo dal treno, imbocca il viale antistante la stazione: in fondo, sulla sinistra, la banca che fa angolo.
Lì c’è una cassetta di sicurezza intestata a tuo nome: dentro troverai le chiavi  dell’appartamento, un po’ di contanti per le spese correnti.
Siamo quello che siamo Lucia anche se cerchiamo di nasconderci dietro mille maschere… siamo quello che siamo….e la coerenza verso noi stessi in primis e
poi verso gli altri, prima o poi deve prendere il sopravvento e farci uscire allo scoperto e questo vale anche per te: sennò dimmi un po’ tu che senso ha la vita.
Un abbraccio
P