Facendo la spola tra l’anima eterna e l’idiozia del quotidiano

Usare le parole come affacci senza limite sull’infinito…e oltre

…mentre il mondo volge il suo sguardo malato alla finitezza dei termini cercando, o forse creando… confini, cerchie ristrette di dove, chi e cosa… e quindi esclusioni…tra chi è dentro e chi è fuori…

La parola come limite racchiude una limitatezza di spirito..

È arma di colui che procede per finti slogan e mezze frasi…

…perché dire di più, andare oltre, significherebbe entrare nel campo del pensiero…quello critico…

…siamo tutti prodotti di qualche pubblicitario dell’anima che studia il miglior posizionamento di mercato di ognuno di noi…

…chi usa la parola come limite ha paura del pensiero critico di chi ascolta e quindi si ferma sempre un attimo prima…

…perché l’attimo dopo lo riempie di effimere certezze…

Inizia a scrivere’ mi disse il vecchio…

…’per fare cosa?’ Gli chiesi io con fare cialtrone e slabbrato…

…’per scavare, andare a fondo e ritornare in superficie con nuove consapevolezze…per poi tornare giù…

facendo la spola tra l’anima eterna e l’idiozia del vivere quotidiano…

Il ruminare…del cervello..

‘Sembravi così intelligente visto da lontano!”…

….intonò la mucca…

poi si girò…e noncurante tornò al suo ruminare…lasciando me con un altro ruminare..ben più pericoloso…

…quello di cervello…