Più “roba” accumuliamo, più perdiamo contatto col cielo

Oggi vi riporto una frase di Willem Vermandere, eclettico artista fiammingo a tutto tondo. Si cimenta in varie arti quali: canto, scrittura, scultura, pittura…e altro ancora…

Gli uccelli sono felici con poco, il che è necessario, dato che non sarebbero altrimenti capaci di volare”

Mi piace l’idea che la felicità associata al godere di ciò che si ha, sia da considerarsi una necessità fondamentale per poter volare…vorrei anzi estendere questa idea della necessità di non portarsi dietro troppo “peso” associata alla felicità, anche all’essere umano..altra specie che, come i volatili, è fatta per volare…non intendo certo in senso fisico come gli uccelli…sto parlando dei meravigliosi voli pindarici della nostra immaginazione…

Dovremmo imporci, nell’esercizio delle nostre vite quotidiane, ciò che la Ryanair fa con ognuno di noi prima di salire a bordo di uno dei suoi aerei…dovremmo cioè auto-adottare (e adeguarci di conseguenza), dei rigidissimi protocolli in merito al “bagaglio a mano” che ci portiamo appresso fin dal risveglio del mattino come una zavorra che ci costringe a terra, mentre noi come specie siamo fatti per librarci nel cielo della nostra fantasia..della nostra creatività…del nostro desiderio di esprimerci…

…più “roba” accumuliamo, più perdiamo contatto col cielo…

Sarà per questo che Vermandere si cimenta in tutte le arti e in nessuna…forse perché ha capito che prendersi troppo sul serio è il primo dei fardelli da eliminare…ed egli ama volare…

Ibsen e un bel paio di pantaloni sgualciti

Il 23 maggio 1906 moriva Henrik Ibsen. Di nazionalità norvegese, Ibsen viene considerato tra i padri della drammaturgia moderna, il primo a mettere a nudo le contraddizioni e il profondo maschilismo della borghesia ottocentesca.

Voglio porre alla Vostra attenzione la citazione sotto, tra le molteplici del poeta e drammaturgo norvegese:

Non si dovrebbero mai indossare i propri pantaloni migliori quando ci si trova a combattere per la libertà e la verità.

Qualsiasi forma di espressione della libertà e/o di una qualche verità relativa, richiede che ci si impegni fino in fondo e nel farlo non si abbiano vincoli di alcuna natura (i pantaloni migliori) che possano impedire di dare tutto il meglio di se…di spingersi un po’ oltre…con l’intento di sacrificarsi per la causa, finché ce n’è!

…perché quando si ha qualcosa da perdere…ci si ammorbidisce…e addio ideali…

…i poeti…i musicisti…i pittori…gli artisti in genere…sono i folli dai pantaloni bucherellati e sgualciti che, mettendono l’arte che fuoriesce dalle loro più intime profondità a servizio della libertà interiore di ognuno di noi, fanno un favore all’intera umanità…

…ho la sensazione che abbiamo riposto troppa fiducia in chi indossa sempre i suoi pantaloni migliori…

Volgi lo sguardo lassù verso la tua anima sospesa..

Se ti fermi anche solo per un istante, concedendoti il lusso di uscire da quella vita pesante che ti sei costruito le cui pene inesorabilmente continui ad attribuire agli altri perché sei un codardo…avendo il coraggio di abbandonare quel desiderio di controllo costante che ti porta a dire continuamente ..”non posso..ho le mani legate” alla vita…

…beh…dicevo…se un giorno sarai in grado di sospendere il tuo essere al punto da smettere di pensare che tutto ruota attorno alla tua piccola vita…..allora e solo allora ti renderai conto che c’è un fiume là in alto che scorre lento verso il sole..

..è un fiume fatto di energia e calore..un fiume dentro cui solo gli impavidi possono bagnarsi senza rimanere scottati..

…e se avrai il coraggio di spingerti appena un po’ oltre quella quotidianità fatta di automatici comportamenti routinari che vanno avanti da secoli…

…noterai che tra le acque c’è una persona che nuota tranquilla mentre osserva imperturbabile il sole…

…non sprecare tempo (visto che credi che il tuo tempo sia prezioso ma non lo è nei modi in cui intendi tu) a cercare di capire chi possa essere quella persona..

..annusala…percepiscila…amala, come mai sei stato in grado di amare…senza chiedere nulla in cambio…

…e a quel punto capirai che essa altro non è che la tua anima attenta che attende che tu, rincoglionito dai tempi che furono, ti risvegli per una buona volta e cammini orgoglioso per la tua strada, incerta e imbattuta finché vuoi….ma così piena di liberi pensieri, così lontana da quel gregge idiota i cui confini hai contribuito anche tu, con la tua quotidianità fatta di inutili gesti ripetitivi, a costruire..

…la vita, ricordati, è altrove…è in tutti quegli attimi che si esprimono liberi guardando il cielo, mentre tu ti affanni a chinare la testa per una manciata di polvere che profuma di finto alabastro…

 

 

 

Nutrite la bestia indomita che è dentro ognuno di voi

C’è uno spazio dentro ognuno di noi dove vive una bestia tenuta a bada dal volere comune, dalla morale, dall’etica e da ogni pensiero che ci vuole addossare l’etichetta del bravo bambino…

“Bravo il mio bambino, bravo! Così vuole la mamma…devi fare il bravo!”

Voce suadente, felpata…accarezza il ventre molle come una droga che sa di panna zuccherata e noi lentamente scivoliamo in un sonno imbecille da cui è difficile risalire mentre la voce parla sempre più lentamente…

Respira bambino mio…riiiilaaassatiiii…

…iiiinspiiiraaaa…eeeespiiiraaa….!”

Se ci fate caso è quasi un soffio fastidioso in fondo ad ogni sillaba, come sibilo di serpente che insieme attrae e distrae e avvolge e stringe, stringe, stringeeee…

…eeeee….inspiiiiiraaaaa….eeeespiiiraaaa…..

…e noi sempre più in balia di chi comanda…..

….devi staaare in casaaaaa per una, due tre…quattro..cinque…mille….inspiiiraaaa..eeespiiiraaa diecimila giornate!

…mentre fuori si sentono solo i passi dell’oca ammaestrata avvolgere le cose con il loro tonfo sordo e idiota…uno dietro l’altro…testa a destra e poi a sinistra, braccio alto teso…

…tum-tum tum-tum tum-tum tum-tum tum-tum…

La senti la prigionia che rumore che fa?…è rumore di morti..tanti morti…più di ogni malattia….

…divise, mostrine, carri…camici che parlano, dicono la loro, ognuno va per la sua strada…

ma tuuuu…inspiiira eeespiiraaaaa…

…silenzio e insieme grida..grida di un uomo solo, lassù al comando pronto a scattare ad un solo cenno della testa di uno dei suoi colonnelli…

L’uomo urla e sbraita…vuole il dominio di una razza pura..senza germi né virus nella pancia e tutto il resto del mondo fuori..il mondo sporco, giallo, contagiato….

…io voglio fuggire!

….grida il bambino riavutosi per un attimo…cerca di divincolarsi dalla stretta cullante di una finta madre prodigiosa..latte che sa di rancido…mani calde..cuore di pietra…

..Voglio viaggiare, vedere il mondo, cadere, rialzarmi, farmi male, rischiare di morire se questo è l’unico modo per vivere…

….molte storie tristi del genere umano sono cominciate da un periodo come quello che stiamo vivendo…giorno dopo giorno scivolando nella dittatura e nella mancanza di libertà….

Per questo vi dico…Fate i bravi! Ma al contempo, accarezzate la bestia indomita che è dentro ognuno di voi…datele cibo, nutrimento…ribellatevi ai tanti piccoli gesti idioti che vedete quotidianamente..alzate la voce se pensate che chi vi sta di fronte stia prevaricando i propri poteri…

…che non sia mai che un giorno ci sia da tirare fuori gli artigli per combattere di nuovo per le nostre libertà personali…e proprio nel momento del bisogno la nostra bestia sia stata trasformata in agnello docile, inerme…un gattino da compagnia posato sulle gambe della nonna mentre fa la calza davanti a una TV a tubo catodico mentre fuori il mondo esplode…

…perché allora si che sarebbe la fine!

Il Coronavirus e la ranocchia di Chomsky

In questi giorni di straordinaria follia assistiamo alla escalation delle restrizioni a danno delle libertà personali..non passa giorno che non si senta qualche politico, governatore etc… gridare a pieni polmoni alla ricerca delle streghe del ventunesimo secolo…il famigerato popolo degli “asintomatici”. E allora vai, con dichiarazioni di voler fare tamponi a tappeto, chiudere ancora di più le case..murarle…cementarle come tanti loculi lasciando le persone dentro a morire di incertezza.

Badate bene che io sono d’accordo con le ordinanze restrittive che impongono il chiudersi dietro la porta di casa e di non uscire se non in casi di estrema necessità…è tutto corretto! Sono profondamente convinto che per sconfiggere questo male invisibile dobbiamo stare in casa; ma non è questo il punto di questo mio breve articolo.

Vorrei portarvi invece su un piano diverso, più cerebrale direi e precisamente quello dell’innalzamento incrementale (poco alla volta) delle restrizioni alle nostre libertà personali…e su questa base vorrei raccontarvi, penso lo conosciate in tanti, il “Principio della rana bollita” di Noam Chomsky. Vediamolo innanzitutto nella sua traduzione più o meno letterale:

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.”

Mi pare che la devastante e dilagante mania di protagonismo che impera in questi ultimi anni tra politici, governatori, giornalisti senza scrupoli e, in modo più o meno diffuso, tra tutti noi, pecore del rutilante mondo social, stia esprimendo tutto il peggio di sé con l’avvento del virus. In giro, a parte i flash mob, i crowd funding etc.etc..tutte iniziative meravigliose per carità..c’è un sacco di gente che, al grido di “bruciamo l’untore” sta in realtà pian piano liberando un desiderio fortissimo e dilagante di trovare un capro espiatorio contro cui scagliarsi. ”Datemi un simbolo di questa malattia contro cui io mi possa avventare!” Gridano a gran voce. Immaginatevi se si fosse scoperto che il coronavirus veniva dall’Africa; subito ci saremmo aggrappati alla superficiale associazione di idee tra il virus e le decine di migliaia di persone disperate che su un gommone della speranza attraversano il mediterraneo. Pensate a cosa si sarebbe scatenato nel mondo politico e sociale…pensate a che razza di caccia alle streghe nei confronti di persone provenienti dal sud del mondo si sarebbe aperta…e invece no, non siamo ancora riusciti a trovare qualcuno contro cui dirigere le nostre ire represse e più profonde..avevamo provato coi cinesi all’inizio ma poi abbiamo dovuto fare marcia indietro perché nel giro di un paio di giorni eravamo diventati noi i “cinesi d’Europa” e allora no, così non andava bene..ma lo troveranno credetemi il fantomatico capro espiatorio è solo questione di tempo..è sempre stato così nella storia che racconta i momenti bui dell’umana razza..nei momenti di enorme difficoltà le colpe non si cercano al proprio interno ma le si proietta all’esterno..

Ma torniamo a noi e scusate se ho divagato..la mania di protagonismo diventa materia devastante e molto pericolosa quando, in momenti come questi di crisi mondiale, il governo delle nostre vite corporali ma anche e soprattutto cerebrali viene lasciato nelle mani di gente che ha nel proprio DNA la voglia di emergere, di primeggiare, di sentirsi figo. E qui ritorno al parallelismo con il principio della povera ranocchia bollita…

Attenti perché, mattina dopo mattina, i vari signori della politica, ora che gli abbiamo permesso di venire a controllare dove stiamo andando e perché, potrebbero farci fare la fine della rana bollita…e non vorrei mai che una mattina ci svegliassimo e le barriere innalzate oggi contro le libertà del nostro corpo in movimento, venissero domani estese anche alla libertà di pensiero e di espressione…perchè allora forse, in base al principio di Chomsky, sarebbe troppo tardi saltare fuori dalla pentola e da lì il passo a portarci alla dittatura sarebbe breve.

Ecco..non vi nascondo che a me tutta sta polizia che ad ogni angolo, rotonda, strada..potenzialmente ti può fermare per verificare dove stai andando e soprattutto perché (e badate bene che stanno facendo il loro sacrosanto lavoro e li rispetto)..tutti questi signori con il manganello nascosto dietro la giacca e la cravatta, tutti sti finti gridi al principio dell’unità nazionale..un pò mi spaventano..e sapete perchè mi spaventano? Perchè non c’è niente di più finto di qualcosa che per dimostrare la propria verità, la propria (finta e strumentale) natura deve gridare la stessa al mondo…la verità non ha bisogno di farsi sentire, la verità è silenziosa…

..e allora vi confesso un desiderio che sento nel profondo: mi piacerebbe che tutti noi..pur nel sacrosanto rispetto dell’ordinanza, giustissima, di stare dietro le tende di casa nostra per salvare le vite nostre, dei nostri cari e di tutti i nostri concittadini, nei nostri cuori continuassimo a pensare con la nostra testa e a riflettere se ciò che ci stanno obbligando a fare, o meglio, a non fare, alzando l’asticella mattina dopo mattina dei divieti di movimento, rientri nella “normale amministrazione” di un momentaneo (si spera) stato di crisi nazionale e non sia invece, cosa ben più grave, da ricondurre alla voglia di primeggiare e di emergere per un proprio tornaconto personale di qualcuno che dietro al flagello si sta attrezzando per portare avanti un piano ben più ampio e diverso…e mi fermo qui…

..e concludo rifacendomi a una critica che mi è stata rivolta in modo superficiale da una persona che consideravo molto cara: questa persona in soldoni mi ha detto che io metto in discussione sempre tutto e tutti…me stesso e la mia vita in primis come a rimarcare che l’omologazione per principio sia la via giusta da percorrere.

Non ho saputo rispondere per giorni..perché ho preso seriamente ciò che questa persona mi ha detto..poi alla fine non ho risposto più perché credo che in alcune circostanze il silenzio sia sacrosanto…ma oggi, alla luce di quanto sta succedendo nel mondo mi sento di gridare:

“FINCHE’ CI SARÀ’ ARIA NEI MIEI POLMONI..FINCHE’ I MIEI OCCHI POTRANNO VEDERE..FINO ALL’ULTIMO GIORNO INSOMMA IO MI PRENDERÒ’ L’IMPEGNO DI METTERE IN DISCUSSIONE TUTTO E TUTTI A PARTIRE DA ME PERCHÉ’ QUESTO E’ CIÒ’ CHE HANNO FATTO I NOSTRI AVI RINUNCIANDO ALLA PROPRIA VITA PER PERMETTERCI DI VIVERE IN UN MONDO LIBERO!

…fosse questo l’ultimo respiro prima di morire…bollito dentro a una pentola di acqua troppo calda….