Dedicata ai nonni..veri Padri della Patria

Quando se ne va un nonno, se ne va un pezzo di storia e con esso una parte della nostra memoria..

Mai come in questa fase della nostra esistenza, nella quale avremmo bisogno tutti di affidarci a un “Padre della Patria” a cui aggrapparci per sperare in una rinascita, la perdita di chi ha vissuto all’epoca della seconda guerra mondiale è un vulnus a cui è necessario dare risposte che vanno al di là del dolore personale..

Un uomo, una comunità, un popolo che non ha radici non può nemmeno sperare di avere le ali per volare e librarsi nel cielo..e le nostre radici si trovano proprio lì dove vivono i nostri nonni…

..per questo penso che, chi ancora ha la fortuna di potersi interfacciare con i propri avi debba prendere in mano il telefono con l’unico intento di farsi una bella chiacchierata..così, per il semplice gusto di farsi raccontare com’era vivere all’epoca della loro gioventù…un tour nella storia vissuta senza bisogno di pagare il biglietto.

…domani saremo noi i nonni di qualcuno e oltre a raccontare ai nostri nipoti le esperienze vissute di prima mano, potremo raccontare loro di un’epoca che per molti sembra essere lontana e perduta come le guerre puniche e invece è storia di ieri se messa a confronto con le centinaia di migliaia di anni che segnano il percorso della nostra specie su questa terra…

Dimenticare significa ricominciare daccapo ogni volta, generazione dopo generazione, col rischio di ripercorrere errori fatali..è un pò come fare un dolce senza avere la ricetta…una catastrofe!

E i tedeschi in questo momento storico dell’essere umano ce lo stanno dimostrando, con tutte le distonie che questo comporta…ma non è questo il luogo delle polemiche..

Dicevo…perdiamoci nelle storie dei nostri nonni…le storie raccontate sono il bene più prezioso che l’essere umano ha da tramandare alle generazioni future. Esse, le storie, creano collante, quel tipo di legame che è altro rispetto agli idioti proclami nazionalistici che sentiamo vibrare a gran voce da anni oramai e che in questo momento si stanno intensificando, con il rischio di generare barriere molto pericolose!

La storia, la nostra storia, vissuta attraverso i racconti di chi c’era, crea quella comunione di intenti per la quale ogni essere umano percepisce nella pancia di appartenere a un unico popolo e che la propria storia è la storia del vicino di casa..del vicino di quartiere, del vicino di Provincia…del vicino di regione…e così via fino a ricomprendere tutti all’interno di un mondo che non ha divisioni se non confini stabiliti a priori dall’uomo.

Oggi mia nonna se n’è andata..e mi sembra giusto dedicare questo mio breve articolo a lei….e a tutte le chiacchierate che mi sono perso!

Quanti amori si salverebbero se solo…

Pensate a quanti amori si salverebbero all’ombra della consapevolezza della morte imminente di uno dei due amanti.

Pensate a quanta vita piena d’amore è rinchiusa nell’attimo in cui ci si guarda negli occhi, se la prospettiva da cui ci si guarda è quella dell’ultimo attimo della nostra vita.

Pensate a quanto amore puro potremmo dare all’altro se solo fossimo in grado di abbandonarci al presente senza troppi piani per il futuro e troppi rimpianti per il passato…

Come scrive il filosofo Francois Jollien, “la frase muta di ogni mattino dovrebbe essere: esistiamo ancora!!

…sembra così semplice a leggerlo tra le poche righe scritte sopra che non può essere vero…

..meglio complicarsi la vita in un mare di “se”, di “ma” e di “forse”…

Esistiamo ancora“..io che scrivo e voi che mi leggete!!

Pensateci un attimo: “esistete ancora!!”

Siete ancora in tempo per prendere in mano il telefono e dire un “TI AMO” che sconvolge come un uragano perché detto partendo dal punto di vista dell’eternità racchiusa in un attimo…come se l’ultima cosa prima di morire fosse quella di pensare a lei o a lui…

Siete ancora in tempo per gridare “SCUSA, HO SBAGLIATO!!!” a pieni polmoni..

..c’è ancora tempo..ma non ce ne approfittiamo…perché potrebbe non essere più vero fra un attimo!!!!

Il dono più grande..prendere coscienza della propria morte per un nuovo inizio

Prendere coscienza della propria morte..interiorizzarla e farla parte del nostro vissuto quotidiano è il più grande dono che possiamo concedere a noi stessi ..si perché l’unica cosa certa che accomuna tutti noi esseri umani è che siamo a scadenza..e il fatto di portare a galla questa banale ovvietà, senza fare finta di nasconderla per paura della stessa (la paura delle paure la definirei) o per esorcizzarla(come se facendo finta di niente la si possa allontanare da noi), ci dona una estrema libertà di decidere che cosa fare del nostro presente senza insabbiarci tra i ricordi del passato o abbandonarci troppo a chimeriche illusioni di una vita eterna oltre la morte.

Scrive Francois Jullien: “dal momento che so che la mia vita si ritrae, mi riprendo, ridefinisco gli impegni, riconsidero gli investimenti, per andare oltre. Il fatto che osi considerare la mia fine, che pensi di pensarci, costituisce di per sé la soglia di un nuovo inizio.”

Allora buon nuovo inizio a tutti!!!