Poi..boh…chissenefrega!

“Perché hai scelto me, o Musa?”

Perché in te stan due persone: la prima che fugge da qualcosa e la seconda che corre incontro a qualcosa…il giorno che queste due persone si incontreranno, nascerà un grande uomo!”

“Ma io voglio scrivere, o Musa!”

Scrivere non è un fine, esso è solo un mezzo…la vita è l’unico fine…

“E….” concluse…”ciò che dà valore al viaggio non è la sua destinazione finale, bensì la capacità di continuare a farsi domande lungo il tragitto…e scrivere, è uno dei tanti modi per cercare di darsi qualche risposta!

“E poi, o Musa?”

Poi, boh…chissenefrega!”…mi voltai a cercarla di nuovo..ma se n’era già andata!

Amare è lottare

Amare si può solo all’ombra del coraggio,

tutto il resto puzza di oltraggio!

Codardi del mondo, potenti della terra

voi pensate al denaro e alla vil guerra.

Che per l’amore fedele, fiero e sincero,

serve forza, fiducia e passione del Vero.

Amanti e poeti del globo rissoso,

urlate di pancia col cuor generoso.

Buttatelo avanti senza mai indietreggiare,

che in vita si crepa di paura e timore.

Le genti han bisogno di Spe per qualcosa,

che di pane e formaggio, in tavola, ce n’è a iosa.

Su allora accorrete, gridanti e gioiosi,

Amor e Coraggio oggi si fan sposi!

Non serve alcun dono di materia e cartone,

ma una sana fiducia e tanta partecipazione .

Un amore perduto…

Avea negli occhi un sentore sfumato

di un amore lontano, atterrito, svanito.

In ogni suo sguardo affacciato sul mondo

c’erano tracce di dolore fecondo.

Pareva un nonnulla a gettar l’occhio in superficie,

ma sotto la buccia..una voragine vorace

che in ogni occasione, mondana o interiore,

creava sol guai nel profondo del cuore.

Da essa sgorgavano ricordi mai spenti

di notti d’estate e di abbracci bollenti.

Nel pensiero affannoso era lì al suo fianco,

Che meraviglia! Un tempo lei era stata il suo vanto!

Percepiva i suoi gemiti e i suoi baci financo!

E la mano gentile lentamente scendea

e in ruvide carezze si prodigava,

finché nel culmine di un posticcio piacere

ripiombava nel sonno di un eterno mai dire.

L’amor trattenuto

Viveva nell’ombra, tra le pieghe del cuore,

Pensava: che bello! Qui è tutto un gran ardire!

Di istanti fugaci eran fatte le ore,

Amante del bello, del vivo, del vero,

All’oscuro di tutto l’amor sapea tenere.

Finché un bel giorno, svegliatosi avvezzo,

Dell’istante di vita ebbe ribrezzo,

E di quel che fu un tempo l’amor spensierato,

Rimase soltanto una nuvola di fiato.

E poi c’è questo vento…

…e poi c’è questo vento che sa di terra e di bosco..

a cui si abbandona il mio lato più losco

È come un richiamo che prende le vene, si struscia, mi ammalia, mi toglie catene.

Ed io che lottavo per tenerlo nascosto

Mi devo arrendere: è vero! In esso più mi riconosco!

Ahimè che disgrazia, ahimè che dolore!

Grida la gente senza nulla sapere…

Del mio vecchio io son contate le ore..

E di lontano si ode, leggero e beato,

un canto allegro, gioioso, affamato…

Ed io che credevo di dovermi adattare..

Ora riconosco: ad esso equivale morire!

Coni d’ombra tra le cose

Amo la luce del sole che passa attraverso le cose mettendole in ombra agli sguardi fugaci del mondo..

Amo le ombre più della luce, perché di quest’ultima, della luce, si irrorano per mantenere quel pò di riserbo che serve a rendere la vita degna di tal nome, al riparo dall’imperante desiderio che oggi tutti noi abbiamo di metterci in mostra, che appiattisce sotto una coltre di infinita noia il presente che ci sfugge dalle mani.