Dopo la morte non c’è niente..in compenso prima c’è la vita..

In questo giorno di quasi metà agosto voglio trovare la voglia di vivere e di essere tipica dell’adolescenza…quella voglia di vivere al di fuori di ogni sovrastruttura mentale sempre foriera di ogni genere di preoccupazioni e paure…una voglia di vivere che definirei corporea, diretta…alla Albert Camus…perché tutto quello che esiste è legato all’esperienza e l’esperienza è legata indissolubilmente all’attimo..ecco..così voglio vivere..arrestando il pensiero per un momento (di eterno)…lasciando che la vita mi invada senza farle scudo alcuno…perché ogni scudo, ogni forma di protezionismo sono così pieni di noia e sono figli del “timore di..” e il “timore di..” figlio dell’apatica noncuranza della vita…

…come diceva Albert Camus: “Dopo la morte non c’è niente, in compenso prima c’è la vita..”

Quella sottile linea invisibile — Il club delle 6

Camminando giusto giusto sul confine tra Italia e Austria nel percorso Water Trail. Un passo sei di qua e un passo sei di là. Così semplice, quasi banale. Eppure la differenza è enorme. Sarà una fissa mia ma queste cose mi affascinano. E mi chiedo: perché proprio lì la linea di confine e non un […]

via Quella sottile linea invisibile — Il club delle 6

Mollare la presa…

Ci teniamo stretti a tanti scorci di vita apparente, facendo finta che essi costituiscano tutto ciò che c’è da sapere della nostra realtà…

…coloro che hanno mollato la presa solo in superficie sembrano aver perso la bussola..in realtà sono i pochi che hanno avuto il coraggio di scoprire il velo e andare al di là del palcoscenico abbandonandosi al nulla…

Parole gettate al vento…

PLIN..PLIN…PLIN, PLIN, PLIN, PLAN, PLIN, PLIN…PLAN, PLAN, PLIN, PLIN…PLIN, PLIN…PLAN….

…gocce di pioggia su una vecchia cisterna abbandonata, poco distante da dove abito…nella loro insensatezza generano un significato che, nel momento in cui nasce sta già morendo e in questo arco breve di vita, lasciano tracce indelebili dentro di me che per quanto infinitesimali siano, comunque mi cambiano…

…come queste mie parole apparentemente buttate al vento, quasi fossero fili d’erba che volteggiano a caso nell’aria sospinte da una leggera brezza e che di strada in strada, di campo in campo, arrivano a te sdraiato su un prato all’ombra di un salice alle 2 di un pomeriggio d’agosto…

..e nel momento in cui entrano in contatto con la tua vita assumono un significato, il tuo significato…quello che, nel preciso istante in cui le stai leggendo, la tua anima comunica alla parte più razionale di te cambiandoti per sempre..

…è la forza delle parole…è la forza della vita…

…è nell’insignificanza apparente che si annida il senso di ogni cosa…

 

 

A proposito del concetto di “Incertezza”…

A proposito del concetto di “Incertezza”, Montaigne, nei suoi saggi dal titolo “Sopravvivi all’amore“, scrive: “Siamo fatti di tanti pezzetti. La nostra tessitura è così informe e bizzarra che ogni pezzo, o ogni momento, va per conto suo. Tra noi e noi stessi c’è la stessa differenza di quella che c’è tra noi e gli altri.”

Personalmente non ho trovato mai nulla di interessante negli uomini che predicano di avere una visione chiara di ogni situazione della loro vita al punto da non avere mai un cedimento, mai un ripensamento, quelle persone che fanno del motto: “io sono fatto così”, la loro ragione di vita al punto da svelare una stupidità o falsità di base…non mi sono mai interessate le loro vite un po’ perché non ho mai creduto a quello che andavano dicendo in merito alla loro fissità o stabilità che dir si voglia, e un po’ perché la natura stessa induce ogni cosa, ogni forma al cambiamento..esseri umani compresi.

Sarà per questo che il mio primo romanzo l’ho dedicato proprio a questo concetto..il concetto di incertezza