“Gr-egge homo”

Chi da un po’ segue il mio blog avrà percepito una certa insofferenza da parte mia per tutto ciò che riguarda il “gregge”…

…non mi riferisco certo al gregge delle amate pecorelle…animali che fin da piccolo mi sono sempre stati molto simpatici..

…mi sto riferendo ovviamente a un altro tipo di animale da branco…il cd. “Homo capra”…

…tra le tante, una caratteristica del Homo capra ritengo essere abbastanza odiosa: sto parlando di quel particolare tipo di accondiscendenza incondizionata verso ogni cosa che viene detta da chi ricopre un ruolo pubblico o simili…la chiamo idiota deferenza…il rovescio della medaglia della quale ha un solo nome: becera codardia

È dall’epoca del “Ecce homo” ponziopilatesco, o forse anche da prima, che l’homo capra ha il vizio malsano di rincarare la dose a seguito di frasi e di slogan gettati in pasto al branco dai “potenti…” e lo fa solo per mostrare deferenza, becera…e non voglio tediarvi con tutti gli esempi di questa idiota deferenza da branco di cui è piena ogni singola pagina dei libri di storia..

”gr-egge homo” è solo un monito per ricordare a me stesso di fare un passo indietro abbracciando la “follia”, ogni volta che a spingermi in avanti è l’inerzia della folla…

…in essa, credetemi, non si trova intelligenza…ma semplice, becera idiozia da branco…

…beeeeee…

Vendesi Penisola vista mare…

Occhio languido che sta in superficie..lesto nel parlare, vuoto di interesse, bisognoso di folla a buon mercato..

Ti aggrappi al sapere del prossimo rubando quello che c’è da rubare, lo lucidi, cambi qualche parola e lo getti in pasto al mondo come fosse farina del tuo sacco…e trovi pure un pò di imbecilli che ti ascoltano!

Sei bravo a parlare, di solito del nulla, piuttosto che tacere dici la tua, e ti citi intanto che parli…un po’ per provare a capire ciò che dici (ardua impresa) e un po’ perché adori ascoltarti..

Fai le prove la mattina davanti allo specchio per trovare il tuo profilo migliore, allenandoti al contempo a appoggiare le sillabe sui toni bassi della tua voce…

Hai sicuramente studiato in posti dove il bla-bla-bla si trasforma in mestiere, dove si sono inventati la folle idea che la notizia, l’informazione, la conoscenza sono un prodotto e come tale vanno venduti trasformando automaticamente chi legge in un consumatore…

Usi hashtag come se piovesse, likando chiunque non certo perché apprezzi i suoi contenuti ma semplicemente perché qualche folle tuo simile, ti ha spiegato che se metti un like a qualcuno, poi in qualche modo costui si sente in dovere di contraccambiare…e questo a prescindere da ciò che ognuno dei due sta dicendo..

..e così facendo, tu e i tuoi simili, avete trasformato il mondo in una enorme palla di spazzatura dove non importa la coerenza di ciò che si dice e di ciò che si sa, l’importante è chiacchierare del nulla…rubando concetti di qua e di là…come tante stronze gazze ladre che si gettano come iene invecchiate sui rimasugli rancidi di paccottiglia da gettare in pasto alle pecore…

Basta che se ne parli!

ha detto qualcuno…

“Viva il silenzio..”

penso io

Poi quando capisci che, per farti conoscere e per piacere ci vuole fatica, sudore, tenacia e soprattutto quando percepisci che la notorietà non può essere un fine alla lunga, bensì una naturale conseguenza di ciò che si esprime e dell’interesse che esso è in grado di suscitare grazie alla forza degli argomenti trattati, allora scegli la strada più corta: l’acquisto…banalmente ti compri la notorietà, per godere anche tu di una porzione di vista a sbalzo nel vuoto su una prateria di milioni di imbecilli come te!

Venghino Signori! Venghino!

Si vende Penisola vista mare + Giardino Uso pascolo!

Viva la conoscenza…viva chi si batte col cuore rivolto alle stelle e il naso immerso nei libri!

Il sapere non è un prodotto…

Il sapere è un privilegio..un privilegio che richiede tenacia e ardore…per questo il sapere, quello vero, è destinato ai pochi..ahimè dimenticati…in un mondo di immondizia e di spazzini (ooops, scusate di “operatori ecologici”)

…un popolo che trasforma la conoscenza in merce è destinato a perire lasciando dietro di se qualche flebile traccia a darwiniana memoria di un tempo che fu..lontano, lontano…avvolto nelle nebbie perenni dell’umana incoscienza…