Quel desiderio profondo di gridare “Ehilà”

Ho fatto a cazzotti col mondo ed esso ha risposto alzando la guardia e rigandomi il volto di cicatrici indelebili…

Ho pianto insieme alle stelle, con lo sguardo rivolto verso orizzonti incerti nella continua speranza che una di quelle lucine fosse destinata a me in questo pezzo di cammino affannoso…e la vita mi ha messo a disposizione spalle noncuranti su cui riversare lacrime dense…ma in nessuna ho mai trovato il conforto cercato!

Ho interrogato ogni forma di Dio alla ricerca di risposte incomprensibili a domande idiote…e la vita regolarmente ha ribattuto gettandomi con violenza in fiumi di odio e di rabbia..ed io imperterrito a nuotare all’insù come un salmone invecchiato e disobbediente…affaticato e goffo…

..Ho cercato modelli di carta pesta e di cera su cui appiattire la mia anima pecora fatta a brandelli dal volere comune..nel tentativo di seguire ammutolito il flusso di corpi che balla al ritmo di un jingle stonato…ma ho percepito quella danza come una fibrillazione atriale dell’anima e di colpo mi sono ritrovato nella sala rianimazione delle mie paure più recondite…

…poi, tra la stanchezza e il dolore e un grande subbuglio tra le budella affrante, si è fatta strada una istintiva consapevolezza…ho cominciato a lasciarmi andare…facendomi trasportare noncurante dalla corrente là dove il destino ha deciso che io dovessi approdare…

…e come d’incanto ho ricominciato a lottare e ad avere una gran voglia di risalire il fiume controcorrente, perché questa è la mia più intima natura e la coerenza agli occhi dei miei valori più intimi e di ciò che sono è la mia impronta nel mondo, l’unico porto sicuro a cui ritornare la sera per un veloce ristoro, in attesa che le prime luci dell’alba infondano di nuovo in me il desiderio di gridare…

“…Ehilà!”

Nutrite la bestia indomita che è dentro ognuno di voi

C’è uno spazio dentro ognuno di noi dove vive una bestia tenuta a bada dal volere comune, dalla morale, dall’etica e da ogni pensiero che ci vuole addossare l’etichetta del bravo bambino…

“Bravo il mio bambino, bravo! Così vuole la mamma…devi fare il bravo!”

Voce suadente, felpata…accarezza il ventre molle come una droga che sa di panna zuccherata e noi lentamente scivoliamo in un sonno imbecille da cui è difficile risalire mentre la voce parla sempre più lentamente…

Respira bambino mio…riiiilaaassatiiii…

…iiiinspiiiraaaa…eeeespiiiraaa….!”

Se ci fate caso è quasi un soffio fastidioso in fondo ad ogni sillaba, come sibilo di serpente che insieme attrae e distrae e avvolge e stringe, stringe, stringeeee…

…eeeee….inspiiiiiraaaaa….eeeespiiiraaaa…..

…e noi sempre più in balia di chi comanda…..

….devi staaare in casaaaaa per una, due tre…quattro..cinque…mille….inspiiiraaaa..eeespiiiraaa diecimila giornate!

…mentre fuori si sentono solo i passi dell’oca ammaestrata avvolgere le cose con il loro tonfo sordo e idiota…uno dietro l’altro…testa a destra e poi a sinistra, braccio alto teso…

…tum-tum tum-tum tum-tum tum-tum tum-tum…

La senti la prigionia che rumore che fa?…è rumore di morti..tanti morti…più di ogni malattia….

…divise, mostrine, carri…camici che parlano, dicono la loro, ognuno va per la sua strada…

ma tuuuu…inspiiira eeespiiraaaaa…

…silenzio e insieme grida..grida di un uomo solo, lassù al comando pronto a scattare ad un solo cenno della testa di uno dei suoi colonnelli…

L’uomo urla e sbraita…vuole il dominio di una razza pura..senza germi né virus nella pancia e tutto il resto del mondo fuori..il mondo sporco, giallo, contagiato….

…io voglio fuggire!

….grida il bambino riavutosi per un attimo…cerca di divincolarsi dalla stretta cullante di una finta madre prodigiosa..latte che sa di rancido…mani calde..cuore di pietra…

..Voglio viaggiare, vedere il mondo, cadere, rialzarmi, farmi male, rischiare di morire se questo è l’unico modo per vivere…

….molte storie tristi del genere umano sono cominciate da un periodo come quello che stiamo vivendo…giorno dopo giorno scivolando nella dittatura e nella mancanza di libertà….

Per questo vi dico…Fate i bravi! Ma al contempo, accarezzate la bestia indomita che è dentro ognuno di voi…datele cibo, nutrimento…ribellatevi ai tanti piccoli gesti idioti che vedete quotidianamente..alzate la voce se pensate che chi vi sta di fronte stia prevaricando i propri poteri…

…che non sia mai che un giorno ci sia da tirare fuori gli artigli per combattere di nuovo per le nostre libertà personali…e proprio nel momento del bisogno la nostra bestia sia stata trasformata in agnello docile, inerme…un gattino da compagnia posato sulle gambe della nonna mentre fa la calza davanti a una TV a tubo catodico mentre fuori il mondo esplode…

…perché allora si che sarebbe la fine!