Perché siamo qui

Vi è un incanto nei boschi


Vi è un incanto nei boschi senza sentiero.
Vi è un estasi sulla spiaggia solitaria.
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra
in riva alle acque del mare profondo,
e vi è un armonia nel frangersi delle onde.

Non amo meno gli uomini, ma più la natura
e in questi miei colloqui con lei io mi libero
da tutto quello che sono e da quello che ero prima,
per confondermi con l’universo
e sento ciò che non so esprimere
e che pure non so del tutto nascondere. (Lord Byron)

Lago di Garda

Credo che le risposte che andiamo cercando ogni giorno più o meno consapevolmente, appartengano alla natura, di cui siamo parte inesorabile.

Immerso nella natura, se l’essere umano riuscisse a sintonizzarsi con quel tipo di silenzio interiore tipico di certe profondità a pochi accessibili, si acquieterebbe, accoccolandosi così ad una vaga ma appagante consapevolezza del “perché siamo qui”.

Pacengo Lago di Garda

What’s the meaning of life for you?

Ho fatto un sogno…il mio corpo rapito dalla vegetazione invadente di una fitta boscaglia…gocce di sudore a macchia di leopardo sulla fronte..respiro corto…affanno…voglia di uscire da lì…

…sterpaglie si aggrovigliano come tante braccia voluttuose attorno al mio corpo…CREEP…SCREETCH…SCROTCHHH..

…alzo lo sguardo e scorgo un pallido sole lontano nascosto tra i rami…sembro un carcerato che osserva il mondo da dietro le sbarre della finestra della sua cella..

…più cerco di liberarmi, tirando con forza, più la mia condizione di uomo apparentemente libero si trasforma in grigia prigionia..

…di colpo un ricordo…di una cosa successa pochi istanti prima..o forse era un secolo fa..non riesco a mettere a fuoco…percepisco ancora il suono di una voce che mi pone una semplice fuorviante domanda e poi la fuga…

..ricordo che stavo camminando in mezzo a una radura, ai margini della boscaglia…quando, attirato dai versi aciduli di certi uccelli migratori che avevano nidificato su alcuni alberi poco distanti, avevo per un istante rivolto lo sguardo verso sinistra e, con mio grande stupore e un po’ di ansia che mi foderava le budella, avevo notato, seduto su un sasso sporgente a picco sulle acque confuse di un lago a specchio sul mondo, un vecchio uomo completamente vestito di bianco…aveva gli occhi chiusi…in posizione meditativa..

…attratto da quella figura insolita, mi ero avvicinato e, l’ansia di pochi istanti prima si era trasformata di colpo in vibrante eccitazione…quel vecchio emanava energia…bianca..pura..come bianche e pure erano le sue vesti…

..non sembrava minimamente infastidito dalla mia presenza, lì a pochi passi da dove era seduto…o forse non aveva sentito che mi ero avvicinato…poi, d’improvviso, si era messo a parlare..occhi sempre chiusi..rivolto verso il lago…

…What’s the meaning of life for you?…

..mi aveva domandato…per poi tacere di nuovo…

…un impulso da lepre codarda mi aveva a quel punto rapito le gambe e io mi ero abbandonato al mio più atavico istinto primordiale…la fuga…e in quel frangente, l’ultimo dei miei pensieri era stato quello di dare risposta a quella domanda insidiosa…

….ora, aggrovigliato tra i rami di quella fitta boscaglia… sto iniziando a capire…

...più cerco di tirare e strappare e dimenarmi per liberare me stesso dai rami, più essi mi trattengono e mi imprigionano…più io lascio andare mollando la presa, più sono libero di muovermi..

E d’improvviso una folgorazione: ho finalmente dato risposta al quesito del vecchio in merito al significato della vita…

…più strappi e ti dimeni, più ti imprigioni…

…più lasci andare, più ti liberi…