I wish I had a dream …not an ice cream

È qualche sera che mi ritrovo a riflettere in merito a tutto quello che abbiamo perso e guadagnato in questo periodo e devo esservi sincero, l’unica cosa che ne è uscita è una matassa di riflessioni e pensieri aggrovigliati su cui ho perso qualche ora di sonno…

…era come se fossi stato assalito da un tarlo che mi invadeva la testa senza via di scampo, sottoponendomi una serie di sinistre e incalzanti domande a cui ovviamente non ho saputo rispondere..se non farfugliando tra me e me risposte razionali senza alcun significato logico..il che sembra un nonsense in termini, ma così è…

Domande del tipo…

“E’ condivisibile mantenere una distanza di due metri tra i tavolini dei ristoranti?

Oppure…

“Sono pochi o tanti 600 euro alle partite IVA?”

O ancora…

“Quando arriverà la cassa integrazione per tutti i milioni di persone che sono rimaste temporaneamente a casa dal lavoro…?”

E tante altre domande che tutti noi ci facciamo…quotidianamente…

Ma il tarlo continuava a imbrigliare i miei neuroni…e per ognuna delle risposte che cercavo di dare, cresceva in me un melmoso senso di smarrimento..non tanto per ciò che io penso in merito agli argomenti di cui sopra, quanto perché percepivo che mancava comunque sempre qualcosa e il mio ragionamento era monco della parte forse più importante…

…per arrivare al centro del mio pensare ho dovuto scomodare nientepopodimenoche Mr. Abraham Maslow e la sua famosa “Piramide dei Bisogni”, grazie alla quale verso la metà degli anni 50 del 1900 introdusse il concetto di suddivisione tra bisogni “fondamentali” e “superiori”…i primi, quelli fondamentali, banalmente i bisogni fisiologi (fame, sete, sonno, .etc..); i secondi, quelli superiori…i bisogni di appartenenza, stima, autorealizzazione…etc…i primi, per dirla brutalmente..i bisogni ferini e uterini, i secondi i bisogni motivanti e motivazionali…

…e scomodando il povero Maslow credo di essere arrivato finalmente al dunque e perdonatemi se ciò che leggerete avrà una forma confusa e poco armonica ma di tale si tratta: pensieri rinfusi in una testa confusa…

…sapete cosa manca a quei sacrosanti 600 euro alle partite IVA…alle decisioni in merito alla distanza fra i tavoli…alla mancata erogazione della cassa integrazione..e a tutte le risposte più o meno razionali che diamo e daremo adesso e in futuro a una serie di quesiti fondamentali come questi?…

Credo che manchi un elemento che si chiama speranza…e ancora..credo che manchi qualcosa che si chiama sogno…e ancora..credo che manchi qualcosa che si chiama desiderio…e ancora, credo che manchi qualcosa che si chiama “progetto comune”… e ancora…credo che manchi qualcosa che si chiama fede

….ma soprattutto credo che manchi QUALCUNO che in modo del tutto naturale sia in grado di guardare tutti noi negli occhi e abbia abbastanza coraggio da dirci…

…”I have a dream…!

Speranza, fede, fiducia, passione, onestà, integrità…metteteci dentro i valori che vi stanno più a cuore e virtualmente diamoci la mano..tutti noi…7,4 miliardi di persone che popolano questa terra…tanti volti che guardano verso il sole e con il cuore pieno di consapevolezza di essere parte di un unico meraviglioso popolo, gridano con una sola, potente voce:

…We have a dream…!

Senza un sogno che ci unisce, credetemi, ci possono dare tutte le “paghette settimanali” che servono per comprare il gelato..ma rimarremo una razza con la pancia semi-piena e i piedi piantati sulla via dell’estinzione…e questo a prescindere dal Covid19…20..21…

….sarà solo una questione di tempo..

Darkness or Light?

Che cosa vedi quando chiudi gli occhi e ti prendi un momento per stare con te stessa/o, i tuoi pensieri, le tue sensazioni, le tue emozioni..sospeso/a nell’attimo presente?

Vedi il buio più totale, un telo nero e statico posto innanzi a te, appena oltre la superficie delle tue palpebre?…o ti immergi completamente in un mondo vivido e vitale…fatto di luce, colori, onde…tramonti, paesaggi sconfinati..allegria…sorrisi…movimento…spazio, tanto spazio…infinito spazio?

Ciò che “vediamo” con la nostra mente..la nostra immaginazione..dona forma e vita al contesto in cui viviamo..tutto nasce da dentro e si spinge beffardo all’esterno…

…beffardo perché maledire ciò che c’è là fuori, considerandolo diverso da noi, significa maledire noi stessi….perché ciò a cui tutti diamo il nome di vita, altro non è che un riflesso sbiadito di ciò che abbiamo dentro…nel bene e nel male!

…ebbene, un ottimo esercizio per il benessere della nostra mente, del nostro corpo e della nostra anima consiste nel chiudere gli occhi e provare anche solo per un istante ad essere consapevoli di ciò che va in scena innanzi agli “occhi” della nostra immaginazione…

...buio o luce?…

Ciò che vedrai ad occhi chiusi…sarà la realtà che ti circonderà quando, una volta riaperti, camminerai là fuori..

Su allora che aspetti!

Chiudi gli occhi e dà vita al mondo che desideri…

What’s the meaning of life for you?

Ho fatto un sogno…il mio corpo rapito dalla vegetazione invadente di una fitta boscaglia…gocce di sudore a macchia di leopardo sulla fronte..respiro corto…affanno…voglia di uscire da lì…

…sterpaglie si aggrovigliano come tante braccia voluttuose attorno al mio corpo…CREEP…SCREETCH…SCROTCHHH..

…alzo lo sguardo e scorgo un pallido sole lontano nascosto tra i rami…sembro un carcerato che osserva il mondo da dietro le sbarre della finestra della sua cella..

…più cerco di liberarmi, tirando con forza, più la mia condizione di uomo apparentemente libero si trasforma in grigia prigionia..

…di colpo un ricordo…di una cosa successa pochi istanti prima..o forse era un secolo fa..non riesco a mettere a fuoco…percepisco ancora il suono di una voce che mi pone una semplice fuorviante domanda e poi la fuga…

..ricordo che stavo camminando in mezzo a una radura, ai margini della boscaglia…quando, attirato dai versi aciduli di certi uccelli migratori che avevano nidificato su alcuni alberi poco distanti, avevo per un istante rivolto lo sguardo verso sinistra e, con mio grande stupore e un po’ di ansia che mi foderava le budella, avevo notato, seduto su un sasso sporgente a picco sulle acque confuse di un lago a specchio sul mondo, un vecchio uomo completamente vestito di bianco…aveva gli occhi chiusi…in posizione meditativa..

…attratto da quella figura insolita, mi ero avvicinato e, l’ansia di pochi istanti prima si era trasformata di colpo in vibrante eccitazione…quel vecchio emanava energia…bianca..pura..come bianche e pure erano le sue vesti…

..non sembrava minimamente infastidito dalla mia presenza, lì a pochi passi da dove era seduto…o forse non aveva sentito che mi ero avvicinato…poi, d’improvviso, si era messo a parlare..occhi sempre chiusi..rivolto verso il lago…

…What’s the meaning of life for you?…

..mi aveva domandato…per poi tacere di nuovo…

…un impulso da lepre codarda mi aveva a quel punto rapito le gambe e io mi ero abbandonato al mio più atavico istinto primordiale…la fuga…e in quel frangente, l’ultimo dei miei pensieri era stato quello di dare risposta a quella domanda insidiosa…

….ora, aggrovigliato tra i rami di quella fitta boscaglia… sto iniziando a capire…

...più cerco di tirare e strappare e dimenarmi per liberare me stesso dai rami, più essi mi trattengono e mi imprigionano…più io lascio andare mollando la presa, più sono libero di muovermi..

E d’improvviso una folgorazione: ho finalmente dato risposta al quesito del vecchio in merito al significato della vita…

…più strappi e ti dimeni, più ti imprigioni…

…più lasci andare, più ti liberi…