You only live once..but…

You only live once,

…But…

…if you do it right…

“Once” is enough!

Mi piace molto questa frase; mi piace perché trasmette una sensazione amichevole e confortevole di spazio, di perdersi in uno sguardo eterno a vista d’occhio…finché ce n’è!

Dal momento in cui nasciamo fino al giorno della nostra dipartita, c’è tutto lo spazio che desideriamo ragazzi per invertire la rotta…per prendere in mano il timone della nostra vita e andare verso il sole..

..è lì sotto i nostri occhi, sempre, se solo abbiamo l’ardore e il coraggio di osservare…tutto è nelle nostre mani..dall’inizio alla fine..l’importante è andare, provare, sbagliare, ricominciare, cadere, rialzarsi…vivere…senza mollare mai…senza fermarsi..perché fermarsi equivale a ristagnare!

…Non esiste un solo, unico, stringente modo corretto per “do it right”, ma centinaia, migliaia…infiniti…come infinite sono le strade che la nostra vita può imboccare…strade in salita, in pianura, piatte, ma così piatte che…sembrano non finire mai…per una vita! Strade contorte, piene di curve, di incertezze di bivi e di binari morti…

…e per ognuna delle pianure, delle curve e delle salite affrontate c’è sempre lo spazio, tutto lo spazio che desideriamo per dire basta, cambio percorso!

…istanti, secondi, minuti..un sacco di minuti per decidere che ciò che abbiamo fatto finora non ci va più giù ed è giunto il momento di cambiare…e questo momento è il nostro momento e tutti noi abbiamo le energie e anche le competenze e soprattutto il sacrosanto diritto di decidere di lottare fino all’ultimo respiro per affermare ciò che dentro ci muove..quel prurito alla pancia che ci rende unici e perciò vivi…

..e allora sì, che giunti alla fine della corsa, getteremo lo sguardo per un ultimo istante fuori dalla finestra e ridendo, potremo andarcene con un unico, delicato, meraviglioso pensiero..

…”once” has been enough…

Un gioiello sepolto sotto il fango..

Da qualche parte ho letto che, e cito l’autore Alexandre Jollien, “la pepita della felicità è sepolta sotto tonnellate di fango..”

Non so voi ma io è una vita che cerco di inseguire il concetto di felicità..l’ho cercata in ogni luogo, immergendomi nei libri, osservando volti, amando persone…cambiando casa…sempre senza grande successo..sì qualche sprazzo qua e là di gioia…ma mai la soddisfazione di dire a me stesso: “oh finalmente ho trovato il luogo dove si annida la felicità!”

..ciò detto, credo però di aver capito una cosa e che nella frase di Jollien citata sopra ci sia una parte di verità ma anche una parte da correggere…si perché è vero che la felicità non la si trova se non scavando nel fango delle nostre vite..che bisogna impegnarsi….scavare, scavare, scavare è ancora scavare..ma a differenza di Jollien io penso che la felicità non stia nel trovare la pepita, bensì nell’atto stesso di scavare…

Cercare il perfetto tra le righe della vita di chi è caduto

Ho sempre amato scrivere degli incerti della vita..di coloro che sono caduti e per un po’ di tempo sono rimasti a terra..sbandati e sconfitti..ho sempre amato cercare la perfezione nell’imperfetto perché è in quello spazio che si crea tra le righe di una vita che sembra perduta, che tutti noi troviamo il tempo per vivere veramente.