Un gioiello sepolto sotto il fango..

Da qualche parte ho letto che, e cito l’autore Alexandre Jollien, “la pepita della felicità è sepolta sotto tonnellate di fango..”

Non so voi ma io è una vita che cerco di inseguire il concetto di felicità..l’ho cercata in ogni luogo, immergendomi nei libri, osservando volti, amando persone…cambiando casa…sempre senza grande successo..sì qualche sprazzo qua e là di gioia…ma mai la soddisfazione di dire a me stesso: “oh finalmente ho trovato il luogo dove si annida la felicità!”

..ciò detto, credo però di aver capito una cosa e che nella frase di Jollien citata sopra ci sia una parte di verità ma anche una parte da correggere…si perché è vero che la felicità non la si trova se non scavando nel fango delle nostre vite..che bisogna impegnarsi….scavare, scavare, scavare è ancora scavare..ma a differenza di Jollien io penso che la felicità non stia nel trovare la pepita, bensì nell’atto stesso di scavare…

Cercare il perfetto tra le righe della vita di chi è caduto

Ho sempre amato scrivere degli incerti della vita..di coloro che sono caduti e per un po’ di tempo sono rimasti a terra..sbandati e sconfitti..ho sempre amato cercare la perfezione nell’imperfetto perché è in quello spazio che si crea tra le righe di una vita che sembra perduta, che tutti noi troviamo il tempo per vivere veramente.