La Terra presa a prestito dai nostri figli…

Un proverbio dei nativi americani cita pressappoco così:

“Non ereditiamo la terra dai nostri antenati. La prendiamo in prestito dai nostri figli.”

Mi piace questa frase…mi piace perché si focalizza su ciò che verrà dopo e non su ciò che c’è stato prima…si concentra sui doveri più che sui diritti…si focalizza in una parola sul nostro senso di responsabilità…su ciò che possiamo e dobbiamo metterci al di là di ciò che ci metteranno e ci hanno messo gli altri per far funzionare la terra nel pezzo di pista su cui ci è richiesto di correre…

…perché la vita è una enorme staffetta…e a noi è dovuto correre e lucidare il testimone curandolo al meglio, con un unico vero obiettivo…affidarlo alle mani dei nostri figli meglio di come ce l’hanno lasciato i nostri genitori…e così via..in un gioco che si spera duri il più a lungo possibile…

Mi sa che qualcosa però è andato storto…o forse non abbiamo capito…perché ho la sensazione che tutti preferiamo sederci sugli spalti e là sulla pista nessuno abbia più voglia di correre…

…e tutti a lamentarci che un tempo la corsa era più appassionante e divertente di quanto non sia oggi…

...Mah…

Più “roba” accumuliamo, più perdiamo contatto col cielo

Oggi vi riporto una frase di Willem Vermandere, eclettico artista fiammingo a tutto tondo. Si cimenta in varie arti quali: canto, scrittura, scultura, pittura…e altro ancora…

Gli uccelli sono felici con poco, il che è necessario, dato che non sarebbero altrimenti capaci di volare”

Mi piace l’idea che la felicità associata al godere di ciò che si ha, sia da considerarsi una necessità fondamentale per poter volare…vorrei anzi estendere questa idea della necessità di non portarsi dietro troppo “peso” associata alla felicità, anche all’essere umano..altra specie che, come i volatili, è fatta per volare…non intendo certo in senso fisico come gli uccelli…sto parlando dei meravigliosi voli pindarici della nostra immaginazione…

Dovremmo imporci, nell’esercizio delle nostre vite quotidiane, ciò che la Ryanair fa con ognuno di noi prima di salire a bordo di uno dei suoi aerei…dovremmo cioè auto-adottare (e adeguarci di conseguenza), dei rigidissimi protocolli in merito al “bagaglio a mano” che ci portiamo appresso fin dal risveglio del mattino come una zavorra che ci costringe a terra, mentre noi come specie siamo fatti per librarci nel cielo della nostra fantasia..della nostra creatività…del nostro desiderio di esprimerci…

…più “roba” accumuliamo, più perdiamo contatto col cielo…

Sarà per questo che Vermandere si cimenta in tutte le arti e in nessuna…forse perché ha capito che prendersi troppo sul serio è il primo dei fardelli da eliminare…ed egli ama volare…

Luce o ombra?

Alla ricerca dell’equilibrio tra luce e ombra

“Luce o ombra?”…se vi chiedessi di scegliere tra una delle due, che cosa mi rispondereste?

Per una buona parte della mia vita, mosso da una visione fissa e statica di ciò che “avrebbe dovuto essere”, vi avrei risposto senza alcuna esitazione: “luce”…spinto da una visione del mondo statica che mi imponeva di gridare a me stesso e agli altri:

così deve andare la vita!…

…poi i minuti mi sono scorsi sotto i piedi fino ad arrivare vicino alla soglia dei 50 e…oggi mi domando sempre più spesso e volentieri:

così deve andare la vita secondo quale punto di vista, secondo chi?”…

…insomma non sono più tanto convinto che tutto ciò che è ben illuminato, dai contorni decisi e ben evidenti, corrisponda al “vero” e ciò che sta nell’ombra, con contorno per così dire slabbrati, sia qualcosa di fumoso e quindi falso…

…se la luce è luce, è anche perché un po’ qui e un po’ lì ci sono dei coni d’ombra dentro cui ci si può nascondere con l’intento di ristorare l’anima, togliendoci al contempo di dosso quella bacchettona e a volte insopportabile infallibilità che la luce impone…la stessa luce che, rivolgendosi al buio lo chiama “tenebra” in modo quasi dispregiativo e forse per pararsi un po’ il fondoschiena…perché la luce esige rigore..esige slogan..esige fede..cieca…bieca…sempre e comunque…

…ho cominciato, per così dire, ad apprezzare l’incertezza…a dire più spesso a me stesso e al prossimo: “boh! Non lo so...” e dentro a quella incertezza ho trovato l’energia che mi dà la motivazione per crescere e migliorare…diffidando e rinnegando chi crede di avere sempre e comunque in tasca la verità…e a tutti i costi la difende…per principio…

…e allora, siccome ho capito di amare gli outsider sempre e comunque…viva le tenebre…viva gli angoli di buio dentro cui dubitare..di se stessi in primis e poi di tutto ciò che è troppo evidente e che della propria evidenza fa un credo che va imposto…viva l’alternanza di luce e di ombra…

….viva chi continua a lottare, forte delle proprie incertezze, nel tentativo di accendere quel tipo di luce che nasce e si forgia nel buio e che rende speciale l’esistenza di ognuno di noi…la luce interiore!

E voi, cosa mi rispondereste in questo caso?

LUCE O OMBRA?

Un passeggiata tra gli anfratti di un’anima generosa

Seduto a gambe incrociate, busto eretto, sguardo fisso davanti a me, mi sono aggrappato con l’istinto di un leone che fiuta la preda, a due profondi respiri sospinti in un vuoto pneumatico ricolmo di essenza vitale e dopo aver abbassato le palpebre fattesi pesanti a causa di una materna sensazione di appartenenza alla parte più eterea dell’esistenza, mi sono fuso con l’energia dell’universo, in un atto di immersione profonda tra gli anfratti più reconditi della mia mente…

...tutt’attorno era solo luce bianca, abbagliante, calda…luce solare

…mi sono concesso questo lusso di passeggiare liberamente con le meningi…senza bisogno di guanti, mascherina e autocertificazioni…abbandonandomi completamente alle sensazioni più intime di un corpo fattosi soffio…in totale connessione con le anime di tutto il mondo..

È stato come partecipare a un grande rave party dell’inconscio ..tutti a ballare, ad abbracciarsi e amarsi senza ritegno…una festa della follia nella quale ognuno ha messo qualcosa di suo senza chiedere nulla in cambio..un raduno alla fine del quale siamo riemersi alle nostre burrascose vite terrene, più ricchi e appagati di prima…ricchi di sapere, di conoscenza, di condivisione..di amore..amore puro..

Incontriamoci a mezza via, là dove la cengia della montagna rende incerta la discesa…io vestirò alla marinara come si faceva una volta e, tra le labbra imbevute di dolce veleno, stringerò le poche cose che so..è tutto ciò che posso donarti ma…se saprai gestirle al meglio, ti porteranno lontano..

E con questa promessa dell’anima, sono rientrato a casa dopo una rilassante passeggiata nel paese dove non servono ne guanti, ne mascherina e tantomeno autocertificazione…