Lettera di una madre a un figlio

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Estratto dal mio ultimo libro “L’incertezza

Bambino mio,
siamo arrivati qui in questo posto tu ed io, come è sempre stato da quando sei nato: tu ed io, sempre vicini! Ci stiamo parlando attraverso questo biglietto non certo per caso ma perché l’energia che a volte si genera tra due persone è tale da essere l’artefice di possibili mondi futuri: questo è uno di quei mondi!
Ti sto scrivendo queste poche righe in uno dei pochi momenti di lucidità che la morfina mi lascia ancora, perché è
nei lunghi periodi di assenza da essa provocati, che sto vivendo la meraviglia di ciò che verrà e che io riesco a
percepire ora solo come repentini e improvvisi lampi di luce che mi danno un grande senso di leggerezza!
La stessa sensazione una donna la prova quando mette al mondo un figlio: in quell’istante, sebbene sia concentrata
sul dolore, è come se si aprisse una porta sull’infinito e da quella porta uscisse la vita. Io questa sensazione ho avuto
la fortuna di viverla due volte: con te e con Maia.
Vai per il mondo, fai le tue esperienze, vivi di luce, di gioia e di urla, ma contornati anche del buio, della tristezza
e del silenzio perché solo così potrai dire di aver veramente vissuto appieno.
Ti affido Maia, stalle dietro: è un a bambina meravigliosa e sebbene abbia solo pochi mesi di vita io ho compreso,
guardandola negli occhi, che sarà una bambina e una donna fragile. Tu dovrai occuparti della sua fragilità,
prendendotene cura.
Con amore
mamma