Per poco coraggio di gridare ti voglio!

Parole sprecate senza sostanza,

servono solo a crear sofferenza.

Il cervello è qualcosa di rara bellezza,

non basta dir tanto per averne certezza!

Se il dire a gran voce è solo apparenza,

l’azione che segue è una grande scemenza.

Eppure credevo di averti capita,

ma poi d’improvviso io ti ho perduta.

Un giorno sei su, l’altro sei giù…

..con te la vita è un gran tira e molla,

mi hai lasciato solo in mezzo alla folla.

Poi te ne esci con accuse pesanti,

sol per il gusto di sbatter sui denti,

che tu hai ragione ed io torto,

lasciandomi a terra col fiato corto.

Ma qui non importa chi vince o chi perde,

perché alla fine arriviamo tutti

portandoci dietro gli amari frutti,

di una vita perduta per via dell’orgoglio,

per poco coraggio di gridare “ti voglio!”

Da quassù a mezza via ..respirando a pieni polmoni…

Se ti appoggi alla parete verticale, ai piedi di quel monolite di roccia e ghiaccio in mezzo ad una valle di rotture di coglioni e alzi sicura lo sguardo, proprio dove comincia la cengia che conduce il cammino oltre l’ignoto, sull’angolo sud est della montagna, noterai muoversi una piccola macchia colorata…

…sono io..sto salendo, sicuro, senza più alcuna paura del vuoto e delle tenebre…le paure sono soglie poste lì dalla vita apposta per essere superate…non appigli per giustificare un cammino fatto di rinunce e mezzi sogni..

…un movimento dopo l’altro, battito dopo battito…tra qualche dolore e tanti indolenzimenti, raggiungo quel limite oltre il quale non c’è più sguardo a rassicurare le tue incertezze..perché per ogni sguardo insicuro che gettavi nel giardino di casa mia, c’era il mio attendere invano dietro le finestre che qualcosa cambiasse…e mentre tu mi criticavi per le erbacce che crescevano tra le piante da frutto…non ti rendevi conto che quel disordine che ti ostinavi a cercare in me in realtà ce lo avevi tu fin dentro il midollo…

..le chiamano proiezioni mentali..io preferisco chiamarle incoerenze…quelle piccole falle mentali che rendono mediocri le persone…

…così fanno i mediocri…comprendono più o meno inconsciamente cosa non funziona nella loro vita e per codardia, si attaccano all’esistenza del prossimo gettandola nel fango, solo per il gusto di vivere un minuto di finto appagamento…e poi fanno su un sacco di casino creato a regola d’arte, intorbidiscono le acque..solo per il gusto di rimescolare le carte al fine di uscirne con la fedina penale dell’anima pulita…contenti loro!

..i mediocri sono quelli che “il bello e la felicità sono sempre e comunque altrove rispetto al qui e ora della loro vita..”

…purtroppo o per fortuna, la vita non è quella che dichiariamo che avremmo voluto vivere..non è una proiezione mentale verso qualcosa che non accadrà mai..

..la vita è là fuori..proprio là dove cominciano il pericolo e la fatica..là dove ci sono le nostre paure..

…sono a mezza via..molto affaticato ma sento scorrere dentro di me l’adrenalina che mi fa sentire vivo…e respiro, respiro a pieni polmoni e guardo giù…che meraviglia la valle da quassù, spennellata di rosa dalle prime luci dell’alba…

….e poi un pensiero: è tutto così semplice..lo è sempre stato..bastava solo rimboccarsi le maniche e lottare per ciò che si desidera..giorno dopo giorno, centimetro dopo centimetro..felici del sangue che ci scorre ancora dentro le vene, noncuranti di quello che avremmo dovuto sputare per realizzare i nostri sogni…

..ma dimenticavo…la mediocrità non contempla queste cose..anzi le classifica come “cazzate”…e sai che c’è? C’è che io adoro vivere in mezzo a quelle che tu chiami “cazzate”…da quassù…a mezza via…respirando a pieni polmoni …

..tu continua pure a nasconderti dietro le tue piccole certezze…lamentandoti di tanto in tanto che la tua vita così non va ma non facendo nulla per cambiarla..e nel frattempo..i secondi… TIC – TAC – TIC – TAC…passano inesorabili sfuggendoci di mano…

..per un ultima volta…girarsi..salutare e proseguire…

Amare..amare sempre..fino alla fine..e oltre..là dove solitamente le paure e i timori mi costringono a indietreggiare..a soccombere a dissimulare..

..forzandomi di proseguire…nonostante tutto…

…per lasciarti andare, per darti l’aria che ti serve a coprire e scoprire…

..in un lungo susseguirsi di tentativi ed errori…per giungere a capire..a capirti..sebbene lì probabilmente non ci sarà più spazio per me…

..e in questo ritrarsi, in questo doloroso, doveroso lasciar andare…sentire voglia di inchinarsi a ciò che è… in una resa che non è un’accusa ma un atto estremo di gentile amore..

…perché amore…amare…altro non è che lasciar andare..facendosi da parte, indietreggiando un pò…per guardarti da lì spiccare il volo…all’inizio incerto, ma poi, battito d’ali dopo battito d’ali, vederti andare su, sempre più su…

…e così, per un’ultima volta, girarsi, salutare e proseguire col cuore colmo di gioia e di dolore…

…col cuore colmo di me e di te…

Basterebbe un tuo abbraccio..

Basterebbe un tuo abbraccio, a spazzare via la tristezza che si accumula negli angoli più nascosti di me in certe giornate..

…quando sembra di non avere altri appigli al di là di un conforto codardo che si annida nell’illusione di potercela fare..sempre e comunque..da soli..

Poi, d’improvviso, alzando gli occhi appena oltre la cortina di fumo di cui mi sono avvolto con le cazzate che mi vado raccontando di tanto in tanto…cadere e cadere e cadere e ancora, cadere…oltre l’infinito e di più ..ancora più giù, là dove i confini tra me e te si dissolvono e nulla più si fa solco perché nulla più ha a che fare coi concetti di tempo e di spazio..

..e finalmente quel mondo di sogni che avrei tanto voluto divenisse realtà prende il sopravvento spazzando via ogni dolore e, come d’incanto, ogni “voglio” diventa poesia e, subito dopo, c’è vita…

..vita..vita al mare..su un aereo, giù dietro a ponti e autostrade e ferrovie..in mezzo al nulla e al tutto..di giorno, di sera, ogni minuto e oltre fino alla più piccola, infinitesimale particella..all’infinito e a ritroso fino a capire che quel noi era scritto là in quell’angolo di periferia dell’esistenza da cui tutto ha avuto inizio e a cui tutto prima o poi ritorna…fottendosene apertamente di tutte le follie con cui la lurida, imbecille razionalità umana si permette di imbrattare il mondo…

Un amore perduto…

Avea negli occhi un sentore sfumato

di un amore lontano, atterrito, svanito.

In ogni suo sguardo affacciato sul mondo

c’erano tracce di dolore fecondo.

Pareva un nonnulla a gettar l’occhio in superficie,

ma sotto la buccia..una voragine vorace

che in ogni occasione, mondana o interiore,

creava sol guai nel profondo del cuore.

Da essa sgorgavano ricordi mai spenti

di notti d’estate e di abbracci bollenti.

Nel pensiero affannoso era lì al suo fianco,

Che meraviglia! Un tempo lei era stata il suo vanto!

Percepiva i suoi gemiti e i suoi baci financo!

E la mano gentile lentamente scendea

e in ruvide carezze si prodigava,

finché nel culmine di un posticcio piacere

ripiombava nel sonno di un eterno mai dire.