Nelle città di mare…

Nelle città di mare, anche se rivolgi lo sguardo verso terra il cielo profuma di salsedine.

Una brezza gentile ti accarezza le spalle e ti sostiene donandoti forza e ristoro; è la stessa brezza che ha sostenuto i grandi navigatori di un tempo ..

..è grazie ad essa che comprendi che alla fine tutto andrà bene, o che forse sta già andando bene così com’è…sempre e comunque..

..nelle città di mare, volgendo lo sguardo oltre l’orizzonte..capisci che non è mai stata una questione di te contro tutti gli altri..

…capisci che c’è una sola ed unica verità: siamo tutti legati da un unico meraviglioso destino…che va oltre ciò che possiamo percepire…

…perché la fine non è altro che una curva oltre la quale si apre l’infinito

..e allora viva l’attimo…

E se le nostre vite non fossero altro che un continuo, imperituro bivio?

Se, cioè, ad ogni istante esse si aprissero all’universo delle illimitate possibilità e infinite copie del nostro “io” di cui noi non abbiamo coscienza, stessero vivendo in infiniti universi paralleli?

Non avremmo forse noi trovato quel pezzo di idiota immortalità che andiamo rincorrendo quotidianamente nel deludente tentativo di aggrapparci come tante piccole scimmie imbecilli ad ogni secondo che passa imperterrito con la sua irriverente incorruttibilità?

Il problema a quanto sopra tuttavia è il non essere coscienti all’esperienza…

e allora….allora viva l’attimo…!!!…e tutte le sfumature che in esso si annidano…se, con tutta l’energia che abbiamo in corpo…gli concediamo l’onore di essere l’unico vero motore, l’unica vera guida delle nostre essenze…

…ridere…

…piangere…

…amare…

…odiare…

…urlare…

…ritornare…

…ripartire…

…deludere…

…esserci…esserci sempre…

Un amore perduto…

Avea negli occhi un sentore sfumato

di un amore lontano, atterrito, svanito.

In ogni suo sguardo affacciato sul mondo

c’erano tracce di dolore fecondo.

Pareva un nonnulla a gettar l’occhio in superficie,

ma sotto la buccia..una voragine vorace

che in ogni occasione, mondana o interiore,

creava sol guai nel profondo del cuore.

Da essa sgorgavano ricordi mai spenti

di notti d’estate e di abbracci bollenti.

Nel pensiero affannoso era lì al suo fianco,

Che meraviglia! Un tempo lei era stata il suo vanto!

Percepiva i suoi gemiti e i suoi baci financo!

E la mano gentile lentamente scendea

e in ruvide carezze si prodigava,

finché nel culmine di un posticcio piacere

ripiombava nel sonno di un eterno mai dire.

La vita è qui..riflessioni scatenate dal rapporto con una figlia di 7 anni..

Una volta qualcuno mi ha detto: “a fare la differenza nella vita non sono tanto le risposte che ti dai quanto le domande che ti fai..“..

Ebbene ieri sera ne ho avuta conferma quando mia figlia di sette anni, tra una coccola e l’altra, nella spensieratezza delle serate d’estate, se ne viene fuori con: “ma papi quando io sarò grande tu ci sarai ancora?

Una volta messo da parte l’imbarazzo nel constatare quanto io fossi impreparato a darle (o forse a darmi sarebbe più onesto scrivere) una risposta; sfido chiunque a gridare ai quattro venti di avere la risposta pronta e certa ad una domanda del genere..

…il punto vero qui non è tanto cosa io le abbia risposto..quello fa parte del mestiere che ogni padre ed ogni madre apprendono lungo la via dell’educazione e della crescita dei propri figli e quindi della loro stessa crescita interiore, come genitori in primis e come uomini e donne poi…

…la vera questione qui è che quella domanda, lasciata lì ad aleggiare sospesa nel vuoto delle nostre coscienze, è potente proprio perché ad essa non si può fornire risposta alcuna…a meno di non cedere una volta per tutte e abbandonarsi all’unico vero senso che si possa dare a questa vita..e cioè che la risposta a quella domanda è semplicemente che la vita é qui, in questo attimo…

..e allora godiamoci questo momento..io qui, seduto all’ombra su una panchina vista lago e voi chissà dove, a percorrere i vostri meravigliosi attimi di eterno presente..tutti indissolubilmente legati dall’unica verità che ci è concesso gridare…

…LA VITA È ADESSO, LA VITA È QUI..

grazie figlia mia..

Dopo la morte non c’è niente..in compenso prima c’è la vita..

In questo giorno di quasi metà agosto voglio trovare la voglia di vivere e di essere tipica dell’adolescenza…quella voglia di vivere al di fuori di ogni sovrastruttura mentale sempre foriera di ogni genere di preoccupazioni e paure…una voglia di vivere che definirei corporea, diretta…alla Albert Camus…perché tutto quello che esiste è legato all’esperienza e l’esperienza è legata indissolubilmente all’attimo..ecco..così voglio vivere..arrestando il pensiero per un momento (di eterno)…lasciando che la vita mi invada senza farle scudo alcuno…perché ogni scudo, ogni forma di protezionismo sono così pieni di noia e sono figli del “timore di..” e il “timore di..” figlio dell’apatica noncuranza della vita…

…come diceva Albert Camus: “Dopo la morte non c’è niente, in compenso prima c’è la vita..”

Mollare la presa…

Ci teniamo stretti a tanti scorci di vita apparente, facendo finta che essi costituiscano tutto ciò che c’è da sapere della nostra realtà…

…coloro che hanno mollato la presa solo in superficie sembrano aver perso la bussola..in realtà sono i pochi che hanno avuto il coraggio di scoprire il velo e andare al di là del palcoscenico abbandonandosi al nulla…