Le strade con un rettilineo e una curva

Mi sono sempre piaciute le strade con un rettilineo e una curva là in fondo…e dietro l’angolo poi chissà..

In esse ci ho sempre trovato un attraente senso dell’ignoto che si disvela passo passo a scuotere un po’ il nostro tragitto in-certo del quale conosciamo solo un pezzo ahimè sempre troppo breve e poi…boh!

Certo e incerto…sicurezza e rischio…e la vita sentita, vera, vissuta nel mezzo…che sbatte a volte di qua e altre di là…

E noi…come tanti piccoli Ulisse storti che trascinano i piedi fino a lambire i bordi sfrangiati di quella luce nel cuore di una notte che sussurra fragile:

ehi! Spingiti un po’ oltre la curva, che intravedo uno sprazzo di luce lunare…proprio là dove il Mazziere sogghignante e noncurante si accinge a sparigliare le carte facendo saltare il banco…

…Mi sono sempre piaciute le strade con un rettilineo e una curva là in fondo…e dietro l’angolo poi chissà..

Tra lo stimolo e la risposta..c’è la vita…

Tra stimolo e risposta c’è uno spazio, ed è lì che risiede la nostra facoltà di scegliere come reagire. E dalle nostre reazioni dipendono la nostra crescita e la nostra felicità.” (Cit.)

Nel millesimo di secondo che intercorre tra uno stimolo che proviene dal mondo e la reazione che esso provoca in noi, risiede lo spazio necessario per vivere una vita di qualità per se stessi e per gli altri…

…in altri termini credo che abbiamo sempre e comunque la possibilità di scegliere..e ciò che scegliamo di fare o meno, esercita un’enorme differenza sulle nostre esistenze..una differenza così importante da dare significato alla nostra vita..nel bene e nel male…

…c’è sempre spazio per imboccare una via diversa da quella che saremmo portati a intraprendere col pilota automatico innestato, stritolati come siamo nella morsa di una serie di routine e abitudini che ci costringono in un ruolo che crediamo di NON aver scelto…

La soluzione? Coltivare la presenza mentale.. imparare cioè a sederci comodi sull’andare e venire del nostro respiro, assaporando concetti quali “pausainvece di azione, “silenzioinvece di parola, “consapevolezzainvece di oblio, dentro i quali trovare la forza e il coraggio per fare o non fare determinate scelte.

Retrospettiva di un’alba immerso nella meditazione

E chi avrebbe mai pensato che così, in modo semplice come fluire, ci saremo incontrati dentro un’alba fatta di respiri che andavano e venivano, là tra decine di pensieri confusi e nello spazio di un istante avremmo ritrovato quel desiderio mai andato via di abbandonarci al bisogno di esistere..

….ed è stato tutto un aprirsi di profumi e passioni e immagini luminose…lì sotto gli occhi a volte un po’ stanchi e annoiati della mia immaginazione…

Eri vestita di bianco..un vestito lungo che ti cadeva sui fianchi come una seconda pelle..come se l’Universo si fosse divertito, ancora una volta, a scolpire quelle tue forme perfette e a dare loro i natali nella parte più sudicia della mia coscienza…accendendo ogni mia fantasia e desiderio immaturo…

…perché non si può mica sempre tenere lo sguardo chinato sul cemento!

Noi siamo fatti per guardare in alto oltre le stelle per perderci nelle nostre più bastarde paure, con l’unico intento di superarle…di superarci…

Non siamo nati certo per rimanere uguali a noi stessi, piuttosto per appoggiarci e affidarci alle linee imperfette di una natura, la nostra, che nella sua essenza più infinita si ciba di divenire…consapevole che stasi è sinonimo di morte…del corpo, della mente…perfino di un’anima che si fa eterna solo per chi ha il coraggio di abbandonare e abbandonarsi..a se stessi in primis e poi alla vita…

Avete mai pensato alla nostra anima come a qualcosa di piantato per terra? Immagino di no..

..la nostra anima vola…libera, come libero si è sentito il mio sguardo quando tra le nebbie ed i bivi della mia esistenza ho di nuovo percepito che c’è un unico punto fisso…ed è interamente vestito di bianco..e si infila tra un respiro e il successivo…

You only live once..but…

You only live once,

…But…

…if you do it right…

“Once” is enough!

Mi piace molto questa frase; mi piace perché trasmette una sensazione amichevole e confortevole di spazio, di perdersi in uno sguardo eterno a vista d’occhio…finché ce n’è!

Dal momento in cui nasciamo fino al giorno della nostra dipartita, c’è tutto lo spazio che desideriamo ragazzi per invertire la rotta…per prendere in mano il timone della nostra vita e andare verso il sole..

..è lì sotto i nostri occhi, sempre, se solo abbiamo l’ardore e il coraggio di osservare…tutto è nelle nostre mani..dall’inizio alla fine..l’importante è andare, provare, sbagliare, ricominciare, cadere, rialzarsi…vivere…senza mollare mai…senza fermarsi..perché fermarsi equivale a ristagnare!

…Non esiste un solo, unico, stringente modo corretto per “do it right”, ma centinaia, migliaia…infiniti…come infinite sono le strade che la nostra vita può imboccare…strade in salita, in pianura, piatte, ma così piatte che…sembrano non finire mai…per una vita! Strade contorte, piene di curve, di incertezze di bivi e di binari morti…

…e per ognuna delle pianure, delle curve e delle salite affrontate c’è sempre lo spazio, tutto lo spazio che desideriamo per dire basta, cambio percorso!

…istanti, secondi, minuti..un sacco di minuti per decidere che ciò che abbiamo fatto finora non ci va più giù ed è giunto il momento di cambiare…e questo momento è il nostro momento e tutti noi abbiamo le energie e anche le competenze e soprattutto il sacrosanto diritto di decidere di lottare fino all’ultimo respiro per affermare ciò che dentro ci muove..quel prurito alla pancia che ci rende unici e perciò vivi…

..e allora sì, che giunti alla fine della corsa, getteremo lo sguardo per un ultimo istante fuori dalla finestra e ridendo, potremo andarcene con un unico, delicato, meraviglioso pensiero..

…”once” has been enough…

Un meraviglioso piano B dietro l’angolo

Siamo tutti a un passo dal brivido che si nasconde dietro la curva della linea apparentemente retta della nostra esistenza..

Per ogni aspetto più o meno importante della nostra vita c’è sempre una curva, di solito cieca perché ad angolo retto, dietro la quale abbiamo riposto il nostro piano “B” in caso servisse.

Il piano “B” di solito riguarda la parte irrazionale e più folle di noi..quella che, se pensata con la nostra natura matematica e razionale, spaventa e insieme ci attrae..

Avere un piano “B” è ciò che ci permette di sopportare un piano “A” che a volte sentiamo un po’ stretto..è come avere una via di fuga dietro l’angolo che ci tranquillizza per il solo fatto di essere lì da qualche parte a prescindere che la utilizzeremo o meno durante la nostra vita..

Per esempio il piano “B” dietro la curva è ciò che di solito si imbocca nei momenti in cui ci si rende conto di avere dato tutto, forse troppo, e in cambio si sono ricevute le briciole..

..in questo caso il piano “B” coincide con qualcosa che somiglia a una fuga ma non lo è..anzi a ben osservarlo da vicino è tutt’altro che una fuga, perché fonda la propria forza sull’essere presenti fisicamente come prima ma non esserci più con la testa e con il cuore per alcune specifiche persone, con l’unico imperituro scopo di cancellarle completamente dalla lavagna della propria memoria avendo in tasca una incrollabile consapevolezza: il piano “A” è stato semplicemente una enorme presa per il culo!

E le percepisci subito a pelle le persone che hanno trovato il coraggio di svoltare completamente; le vedi andarsene incontro, sicure del percorso imboccato, ad un destino meraviglioso dando le spalle ad un passato che per esse non esiste più, passo deciso e dito medio alzato a imperitura memoria di ciò che fu!

..un passo alla volta..

Qualcuno una volta ha scritto:

“Ogni esperienza nella vita modifica l’immagine che abbiamo di noi stessi..”

Mi piacciono le profondità e le ampiezze che si aprono dietro questa frase: credo che esista per tutti una seconda, una terza e…una ennesima chance per cambiare, per migliorare e migliorarsi..sempre e comunque, finché ce n’è, finché abbiamo fiato.

La nostra identità non è assolutamente fissa…ci hanno fatto credere fin da piccoli che ciò che siamo è ciò che ci dovremo portare dietro per tutta la vita…ma credetemi non è così…

Quanti danni alla nostra autostima vengono generati da quella bastarda vocina interiore che recita centinaia di volte al giorno:

“Non ce la puoi fare!!

“Non ce la puoi fare!”

“Non ce la puoi fare!”

Sono i nostri comportamenti reiterati, le nostre abitudini quotidiane, ma ancora prima, i nostri pensieri e atteggiamenti che forgiano ciò che siamo e l’idea che abbiamo delle nostre persone…ecco perché é così difficile cambiare e così doloroso il cambiamento, perché cambiare significa abbandonare e lasciar andare un pezzo di noi, implica dire addio a tutta una serie di fotogrammi che messi in sequenza l’uno in fila all’altro hanno dato un senso all’album della nostra vita!

Gli eventi esterni, quelli violenti al punto da colpirci lasciandoci a terra senza forze, sono i momenti nei quali di solito, presi dall’urgenza e dall’inesorabilità del caso, siamo costretti a dare un nuovo corso alle nostre esistenze.

Il mondo è cambiato..non sarà più lo stesso..se non vogliamo soccombere dobbiamo cambiare anche noi..abbandonando le vecchie posizioni per ripartire con una nuova idea in testa di chi vogliamo essere…

..Un passo alla volta..

cammina uomo a piedi scalzi,

che la somma di piccole fatiche incrementali

produce cambiamenti epocali!

Lascia che lacrime grevi solchino il corpo!

Non trattenerle, perché l’acqua salata è fonte di vita!

E dove c’è movimento, anche se di dolore, c’è vita!

E quando anche l’ultima goccia di sudore

sarà versata sul suolo insanguinato,

volgendoti indietro capirai che quello era il tuo cammino,

nel bene e nel male!

E sentirai sulla pelle una gran voglia di vivere!