Un giorno qualcuno capirà

Un giorno qualcuno capirà…

…e capendo smetterà di voler capire…

…perché capire equivale a limitare…

…siamo limitati perché continuiamo imperterriti a voler controllare col pensiero ogni cosa che accade davanti ai nostri occhi…

…copie di mille copie di mille copie…

…Rivoli che si scaricano a valle portati dalla forza di gravità…

…sfociamo in un mare di cui non abbiamo percezione alcuna…

…eppure siamo fatti della stessa acqua!

…risposte preconfezionate…risultato di accumuli di anni che si accatastano sopra gli anni…

…e noi ci ostiniamo a riempire le rughe sulla pelle…noncuranti dei solchi profondi che ci dilaniano l’anima…

…senza nessuna consapevolezza…

…siamo razza da quantità…la qualità non sappiamo nemmeno dove stia di casa…

…il percorso è in discesa e noi ce lo costruiamo in salita…

…ma tutto ciò che c’è da sapere si svolge sotto gli occhi della nostra mente…

…proprio qui e ora…

Chi sei?

“Chi sei?”

…La voce dell’anziano seduto sul masso a strapiombo sull’ ignoto arrivava all’uomo di mezza età come lama tagliente…

Sono un dottore, un medico signore!

Ti ho chiesto: chi sei?

L’anziano insisteva, imperterrito; nulla era in grado di scalfire quella sua voce allegorica…intrisa di una sapienza che profumava di antico…guardava fisso davanti a se, come fosse un attore che legge un ‘gobbo’ immaginario affisso sulla linea dell’orizzonte.

La tenacia di quella strana figura seduta sul masso a strapiombo sull’ignoto, cominciava a far breccia tra gli ingranaggi del cuore arrugginito dell’uomo di mezza età…

Ora cominciava a ricordare: c’era stato un tempo in cui entrava ed usciva da mondi reali e immaginati con naturalezza…

…un tempo in cui considerava la paura come energia che spinge avanti e non come fardello che blocca il passo…

…poi lentamente era scivolato verso il grigiore del ruolo e quest’ultimo aveva invaso corpo, mente e cuore facendoli inesorabilmente perire…il tutto quasi a sua insaputa…

Ti ho chiesto: chi sei?

Così com’è…

Raggiunta la vetta…sfiniti i polmoni…appagate le mie più intime necessità dell’anima…

…ho lasciato i pensieri vagare tra spazi infiniti e lì ho finalmente capito…

…che nulla c’è da capire…

…ma tutto è solo da vivere…così com’è…

…finché ce n’è…