“Gr-egge homo”

Chi da un po’ segue il mio blog avrà percepito una certa insofferenza da parte mia per tutto ciò che riguarda il “gregge”…

…non mi riferisco certo al gregge delle amate pecorelle…animali che fin da piccolo mi sono sempre stati molto simpatici..

…mi sto riferendo ovviamente a un altro tipo di animale da branco…il cd. “Homo capra”…

…tra le tante, una caratteristica del Homo capra ritengo essere abbastanza odiosa: sto parlando di quel particolare tipo di accondiscendenza incondizionata verso ogni cosa che viene detta da chi ricopre un ruolo pubblico o simili…la chiamo idiota deferenza…il rovescio della medaglia della quale ha un solo nome: becera codardia

È dall’epoca del “Ecce homo” ponziopilatesco, o forse anche da prima, che l’homo capra ha il vizio malsano di rincarare la dose a seguito di frasi e di slogan gettati in pasto al branco dai “potenti…” e lo fa solo per mostrare deferenza, becera…e non voglio tediarvi con tutti gli esempi di questa idiota deferenza da branco di cui è piena ogni singola pagina dei libri di storia..

”gr-egge homo” è solo un monito per ricordare a me stesso di fare un passo indietro abbracciando la “follia”, ogni volta che a spingermi in avanti è l’inerzia della folla…

…in essa, credetemi, non si trova intelligenza…ma semplice, becera idiozia da branco…

…beeeeee…

Quel desiderio profondo di gridare “Ehilà”

Ho fatto a cazzotti col mondo ed esso ha risposto alzando la guardia e rigandomi il volto di cicatrici indelebili…

Ho pianto insieme alle stelle, con lo sguardo rivolto verso orizzonti incerti nella continua speranza che una di quelle lucine fosse destinata a me in questo pezzo di cammino affannoso…e la vita mi ha messo a disposizione spalle noncuranti su cui riversare lacrime dense…ma in nessuna ho mai trovato il conforto cercato!

Ho interrogato ogni forma di Dio alla ricerca di risposte incomprensibili a domande idiote…e la vita regolarmente ha ribattuto gettandomi con violenza in fiumi di odio e di rabbia..ed io imperterrito a nuotare all’insù come un salmone invecchiato e disobbediente…affaticato e goffo…

..Ho cercato modelli di carta pesta e di cera su cui appiattire la mia anima pecora fatta a brandelli dal volere comune..nel tentativo di seguire ammutolito il flusso di corpi che balla al ritmo di un jingle stonato…ma ho percepito quella danza come una fibrillazione atriale dell’anima e di colpo mi sono ritrovato nella sala rianimazione delle mie paure più recondite…

…poi, tra la stanchezza e il dolore e un grande subbuglio tra le budella affrante, si è fatta strada una istintiva consapevolezza…ho cominciato a lasciarmi andare…facendomi trasportare noncurante dalla corrente là dove il destino ha deciso che io dovessi approdare…

…e come d’incanto ho ricominciato a lottare e ad avere una gran voglia di risalire il fiume controcorrente, perché questa è la mia più intima natura e la coerenza agli occhi dei miei valori più intimi e di ciò che sono è la mia impronta nel mondo, l’unico porto sicuro a cui ritornare la sera per un veloce ristoro, in attesa che le prime luci dell’alba infondano di nuovo in me il desiderio di gridare…

“…Ehilà!”