Quel desiderio profondo di gridare “Ehilà”

Ho fatto a cazzotti col mondo ed esso ha risposto alzando la guardia e rigandomi il volto di cicatrici indelebili…

Ho pianto insieme alle stelle, con lo sguardo rivolto verso orizzonti incerti nella continua speranza che una di quelle lucine fosse destinata a me in questo pezzo di cammino affannoso…e la vita mi ha messo a disposizione spalle noncuranti su cui riversare lacrime dense…ma in nessuna ho mai trovato il conforto cercato!

Ho interrogato ogni forma di Dio alla ricerca di risposte incomprensibili a domande idiote…e la vita regolarmente ha ribattuto gettandomi con violenza in fiumi di odio e di rabbia..ed io imperterrito a nuotare all’insù come un salmone invecchiato e disobbediente…affaticato e goffo…

..Ho cercato modelli di carta pesta e di cera su cui appiattire la mia anima pecora fatta a brandelli dal volere comune..nel tentativo di seguire ammutolito il flusso di corpi che balla al ritmo di un jingle stonato…ma ho percepito quella danza come una fibrillazione atriale dell’anima e di colpo mi sono ritrovato nella sala rianimazione delle mie paure più recondite…

…poi, tra la stanchezza e il dolore e un grande subbuglio tra le budella affrante, si è fatta strada una istintiva consapevolezza…ho cominciato a lasciarmi andare…facendomi trasportare noncurante dalla corrente là dove il destino ha deciso che io dovessi approdare…

…e come d’incanto ho ricominciato a lottare e ad avere una gran voglia di risalire il fiume controcorrente, perché questa è la mia più intima natura e la coerenza agli occhi dei miei valori più intimi e di ciò che sono è la mia impronta nel mondo, l’unico porto sicuro a cui ritornare la sera per un veloce ristoro, in attesa che le prime luci dell’alba infondano di nuovo in me il desiderio di gridare…

“…Ehilà!”