Pallidi e indifesi innanzi alle tenebre

Ci sentivamo pallidi e indifesi innanzi alle tenebre…

…in quel luogo a strapiombo sul nulla che genera il fiato il corto…

…ma poi la luce…

…a rammentarci che il Tutto altro non è che un impenetrabile chiaroscuro che crea falsi confini…

…se non abbiamo abbastanza fiducia da guardarci attraverso, abbandonandoci completamente al suo andare e venire…

Illuminare la via…

Illuminare la via…questo dovremmo apprendere durante il nostro percorso di vita…

Illuminare nel senso di essere di supporto a chi ci sta vicino…con l’unico scopo di dare…darsi…spendersi per farlo sentire importante, amato, guidato….senza chiedere nulla…

Faro di Jandia – Fuerteventura

Perché per quanto agitato possa essere il mare, sapere di avere dei punti fissi di riferimento che allentano le tensioni dovute ai pericoli, fa la differenza…

A proposito del suo celebre romanzo dal titolo “Gita al Faro”, l’autrice Virginia Woolf scrive: <<Fino a quarant’anni e oltre fui ossessionata dalla presenza di mia madre. Poi un giorno, mentre attraversavo Tavistock Square, pensai al faro: con grande, involontaria urgenza. […] Scrissi il libro molto rapidamente, e quando l’ebbi scritto, l’ossessione cessò>>

Quindi il faro in questo caso come figura genitoriale, che dovrebbe rappresentare per antonomasia il simbolo dell’amore incondizionato e del concetto di ‘guida affidabile’.

…e non a caso il faro rimanda direttamente all’idea del mare, dell’ignoto…e della ricerca…dell’altro ma anche e soprattutto di sé…

…la necessità di andare nelle profondità degli abissi per riemergere cambiati da un viaggio catartico che ha come unico scopo quello di capire, di capirsi…arrivando col tempo a diventare fari di se stessi…

..perché per illuminare il prossimo, prima di tutto è necessario trovare la luce che illumina la nostra anima…

Luce riflessa..

Continui a guardare il lato buio della vita…

…e ti lamenti della poca luce riflessa che arriva di rimbalzo…

…e lentamente scendi, scendi, scendi…

Noi siam fatti per guardare la luna a mò di ispirazione, per poi cercare dentro le nostre profondità la fonte inesauribile del nostro brillare…

…la luce riflessa, alla lunga, tra noi poveri mortali…

…è preludio di mediocre morte in vita…

Ecco il mio primo vagito…

Galleggio fra onde incerte….

…assecondo una natura zingara che mi chiede di immergermi…

…devo abituarmi alla luce soffusa qua sotto!

…all’inizio mi sembra di non riuscire a respirare…

…Johnny lo smilzo mi dice di non mollare…

…”si sa..” boffonchia con quella sua andatura da storpio dell’anima…

…”se nascere richiede le palle…rinascere è per pochi impavidi…“

…ed io “non mollo”…dicono così no in quei film americani niente spessore…tutti slogan da culturismo dei neuroni…peraltro due…peraltro quasi morti…

…se ti abitui a guardare a queste profondità ..la tua consapevolezza si fa ascolto…e alla fine arriva…arriva…arriva…come un missile piantato nel petto…

“…quanta vita ho sprecato fino a ieri…”

…ecco il mio primo vagito…

…tra un respiro profondo e un “fanculo” al mondo…

Non è una malattia…è la vita

“Un attimo sei triste,

l’attimo dopo felice,

poi di nuovo triste.

Poi ti arrabbi, poi gioisci, poi ridi,

l’attimo dopo piangi.

……No, non è una malattia….

…È la vita….”(Luana Donati)

…nella prossima vita, se mi venisse data la possibilità di scegliere, vorrei nascere all’alba…

…in quell’attimo in cui il buio che scema verso l’orizzonte cede il passo ad una luce che,

dell’incertezza dell’essere, si nutre avida…

….come avido di vita è colui che sa

che in ogni istante si racchiude una rinascita…

 

Luce o ombra?

Alla ricerca dell’equilibrio tra luce e ombra

“Luce o ombra?”…se vi chiedessi di scegliere tra una delle due, che cosa mi rispondereste?

Per una buona parte della mia vita, mosso da una visione fissa e statica di ciò che “avrebbe dovuto essere”, vi avrei risposto senza alcuna esitazione: “luce”…spinto da una visione del mondo statica che mi imponeva di gridare a me stesso e agli altri:

così deve andare la vita!…

…poi i minuti mi sono scorsi sotto i piedi fino ad arrivare vicino alla soglia dei 50 e…oggi mi domando sempre più spesso e volentieri:

così deve andare la vita secondo quale punto di vista, secondo chi?”…

…insomma non sono più tanto convinto che tutto ciò che è ben illuminato, dai contorni decisi e ben evidenti, corrisponda al “vero” e ciò che sta nell’ombra, con contorno per così dire slabbrati, sia qualcosa di fumoso e quindi falso…

…se la luce è luce, è anche perché un po’ qui e un po’ lì ci sono dei coni d’ombra dentro cui ci si può nascondere con l’intento di ristorare l’anima, togliendoci al contempo di dosso quella bacchettona e a volte insopportabile infallibilità che la luce impone…la stessa luce che, rivolgendosi al buio lo chiama “tenebra” in modo quasi dispregiativo e forse per pararsi un po’ il fondoschiena…perché la luce esige rigore..esige slogan..esige fede..cieca…bieca…sempre e comunque…

…ho cominciato, per così dire, ad apprezzare l’incertezza…a dire più spesso a me stesso e al prossimo: “boh! Non lo so...” e dentro a quella incertezza ho trovato l’energia che mi dà la motivazione per crescere e migliorare…diffidando e rinnegando chi crede di avere sempre e comunque in tasca la verità…e a tutti i costi la difende…per principio…

…e allora, siccome ho capito di amare gli outsider sempre e comunque…viva le tenebre…viva gli angoli di buio dentro cui dubitare..di se stessi in primis e poi di tutto ciò che è troppo evidente e che della propria evidenza fa un credo che va imposto…viva l’alternanza di luce e di ombra…

….viva chi continua a lottare, forte delle proprie incertezze, nel tentativo di accendere quel tipo di luce che nasce e si forgia nel buio e che rende speciale l’esistenza di ognuno di noi…la luce interiore!

E voi, cosa mi rispondereste in questo caso?

LUCE O OMBRA?