Nutrite la bestia indomita che è dentro ognuno di voi

C’è uno spazio dentro ognuno di noi dove vive una bestia tenuta a bada dal volere comune, dalla morale, dall’etica e da ogni pensiero che ci vuole addossare l’etichetta del bravo bambino…

“Bravo il mio bambino, bravo! Così vuole la mamma…devi fare il bravo!”

Voce suadente, felpata…accarezza il ventre molle come una droga che sa di panna zuccherata e noi lentamente scivoliamo in un sonno imbecille da cui è difficile risalire mentre la voce parla sempre più lentamente…

Respira bambino mio…riiiilaaassatiiii…

…iiiinspiiiraaaa…eeeespiiiraaa….!”

Se ci fate caso è quasi un soffio fastidioso in fondo ad ogni sillaba, come sibilo di serpente che insieme attrae e distrae e avvolge e stringe, stringe, stringeeee…

…eeeee….inspiiiiiraaaaa….eeeespiiiraaaa…..

…e noi sempre più in balia di chi comanda…..

….devi staaare in casaaaaa per una, due tre…quattro..cinque…mille….inspiiiraaaa..eeespiiiraaa diecimila giornate!

…mentre fuori si sentono solo i passi dell’oca ammaestrata avvolgere le cose con il loro tonfo sordo e idiota…uno dietro l’altro…testa a destra e poi a sinistra, braccio alto teso…

…tum-tum tum-tum tum-tum tum-tum tum-tum…

La senti la prigionia che rumore che fa?…è rumore di morti..tanti morti…più di ogni malattia….

…divise, mostrine, carri…camici che parlano, dicono la loro, ognuno va per la sua strada…

ma tuuuu…inspiiira eeespiiraaaaa…

…silenzio e insieme grida..grida di un uomo solo, lassù al comando pronto a scattare ad un solo cenno della testa di uno dei suoi colonnelli…

L’uomo urla e sbraita…vuole il dominio di una razza pura..senza germi né virus nella pancia e tutto il resto del mondo fuori..il mondo sporco, giallo, contagiato….

…io voglio fuggire!

….grida il bambino riavutosi per un attimo…cerca di divincolarsi dalla stretta cullante di una finta madre prodigiosa..latte che sa di rancido…mani calde..cuore di pietra…

..Voglio viaggiare, vedere il mondo, cadere, rialzarmi, farmi male, rischiare di morire se questo è l’unico modo per vivere…

….molte storie tristi del genere umano sono cominciate da un periodo come quello che stiamo vivendo…giorno dopo giorno scivolando nella dittatura e nella mancanza di libertà….

Per questo vi dico…Fate i bravi! Ma al contempo, accarezzate la bestia indomita che è dentro ognuno di voi…datele cibo, nutrimento…ribellatevi ai tanti piccoli gesti idioti che vedete quotidianamente..alzate la voce se pensate che chi vi sta di fronte stia prevaricando i propri poteri…

…che non sia mai che un giorno ci sia da tirare fuori gli artigli per combattere di nuovo per le nostre libertà personali…e proprio nel momento del bisogno la nostra bestia sia stata trasformata in agnello docile, inerme…un gattino da compagnia posato sulle gambe della nonna mentre fa la calza davanti a una TV a tubo catodico mentre fuori il mondo esplode…

…perché allora si che sarebbe la fine!

Scrivere è un pò come giocare a nascondino col nostro cervello

Web Hosting

Caro scrittore,

in quanto forma d’arte la scrittura creativa, così come tutte le altre forme d’arte, pittura in primis, ha un impatto sul nostro cervello e quindi sul cervello di chi ci legge, che chi scrive non può non conoscere nei dettagli. E’ banale sottolinearlo, ma la scrittura creativa è una forma di manipolazione dei meccanismi di funzionamento del cervello.

Come ha scritto il neurologo americano Vilayanur Ramachandran,  esistono dei principi universali che chi padroneggia un’arte deve saper utilizzare per generare una sensazione di soddisfazione nel cervello del fruitore di quella forma d’arte.

Tre esempi di questi principi sono:

  1. RIDONDANZA o IPERBOLE: in questo caso chi scrive si diverte a esagerare a dismisura una caratteristica di un personaggio della sua storia per produrre nel cervello del lettore un effetto piacevole o inquietante.
  2. RAGGRUPPAMENTO: immaginate un romanzo i cui primi capitoli sono a se stanti e non sembrano avere nessun intreccio l’uno nell’altro; immaginate poi che l’abilità dello scrittore, nel diramarsi della storia porti quei primi capitoli iniziali isolati come delle monadi ad amalgamarsi al punto da diventare un tutt’uno organico e simbiotico. Questo modo di portare la storia fino alle pagine finali del racconto o romanzo, provoca una sensazione di piacere nel cervello del lettore perché nel momento in cui il suo cervello comincia a capire i legami esistenti nell’intreccio è come se risolvesse un dilemma e questo genera piacere e quindi desiderio di proseguire pagina dopo pagina. Quindi, dapprima tieni separati diversi ‘ingredienti’ del tuo racconto e pian piano intrecciali, come fossi un pasticcere che introduce un ingrediente alla volta perché da che la sequenza di introduzione ha la stessa importanza o forse anche più, della dose.
  3. ISOLAMENTIO: questo accade quando chi scrive prende per esempio una caratteristica di un personaggio e la fa diventare rappresentativa del tutto. In questo caso la semplificazione crea sensazione di piacere nel cervello del lettore, evitando di sovraccaricarlo con dettagli che potrebbero portare alla noia. Quindi dove puoi semplifica!

Divertiti se ti va a disegnare un racconto utilizzando i 3 elementi di cui sopra e ti assicuro che il tuo modo di scrivere assumerà dei connotati di notevole interesse.

Buona scrittura

Giacomo