E Tutto fu

Edy Barzizza aveva pedalato tutto il giorno, in sella al suo cigolante destriero fatto di metalli di scarto.

Finalmente’ pensò, scrutando in lontananza il mare…

…e più il litorale bicolore prendeva corpo sotto le due ruote, più Edy sembrava ritrovare quel vigore perduto a mezza via su una strada troppo ripida per i suoi polmoni…

Portava con sé un cocomero; lo teneva sotto braccio, noncurante del peso e delle distorte geometrie che esso provocava alle sue pedalate!

Questo è tutto scemo!”, divampò il Lampo vedendolo arrivare pedalando sulla sabbia, in una delle sue solite esternazioni noncuranti del contesto e del momento…

Lascialo perdere! Lo sai che in quella famiglia non ce n’è uno normale!”, seguì il Tuono, in un borbottio di rancore e pregiudizio…

In quel mentre Edy, noncurante dei giochi di luci e suoni poderosi provocati dalle forze della natura, si lasciò cadere a peso morto sulla sabbia. Il cocomero, sfilatosi di sotto il braccio dell’uomo, rotolò lentamente fino a fermarsi a pochi metri dal suo corpo.

Guardava fisso all’insù, sdraiato a braccia e gambe aperte; si stava finalmente rilassando, dopo aver pedalato senza sosta per strade ripide e piene di curve quando d’improvviso capì ogni cosa…capì le battute infelici della gente del luogo, le risa di scherno dei suoi compagni di classe, i pregiudizi imbecilli dei mediocri truccati da intelligibili intelligenti intellettuali.

…finalmente capì che essere folli è un privilegio…e la follia un dono…

…in quell’attimo sospeso un raggio di sole lo colpì con gentilezza…

…e un sorriso appena accennato, si impossessò del suo volto rugoso…

… e Tutto fu…