E noi nel mezzo ad annaspare

Cose…sparse..sul piano inclinato di un ricordo che graffia le budella…

A volte…chi è andato…torna a noi attraverso una bava di luce che ruba la scena allo sguardo, spuntando incerta da dietro una finestra semichiusa..a volte è un oggetto lasciato distratto a impolverarsi su uno scaffale remoto di un angolo buio della casa a trasformarsi in nostalgia …e si fa strada tra i momenti passati a ricordarci che prima di ora ci fu qualcosa…e quel qualcosa è pieno zeppo di istanti…occhi negli occhi..mani che si toccano…vite che si intrecciano a caso.. sebbene poi nulla è per caso…fissi, immobili, come tanti iceberg gocciolanti lungo la nostra incerta rotta… sfuocati…

Un cane…piccolo…io più piccolo…lacrime agli occhi…disperazione e poi finalmente il calore di un abbraccio..percepire sicurezza..conforto…profumo..di nonno…

A volte le persone le ricordiamo controverse..ma forse a guardarle da certe distanze che solo il presente che osserva il passato può generare..si comprende che a essere controversa è stata la vita che ha girato attorno alle stesse…e allora va bene tutto…basta che si faccia sentire…perché senza “sentire” non c’è vivere…dobbiamo farcene una ragione…

È proprio tutto qui e ora…vissuto, ricordi, sogni…e noi nel mezzo ad annaspare, cercando di conferire un significato alla vita…

Le ripetute ripide rapite rapide di una mente errante

Like it or not, this moment is all we really have to work with. Yet we all too easily conduct our lives as if forgetting momentarily that we are here, where we already are, and that we are in what we are already in. In every moment, we find ourselves at the crossroad of here and now.” (Jon Kabat-Zinn)

Mi capita spesso di dimenticare quanto la vita sia qui e ora…stop…

…mi capita di avventurarmi lungo ripetute, ripide, rapite rapide di una mente errante che mi conduce ovunque e chissà dove, fuorché dove realmente esiste vita..

…qui e ora…

Ma poi chi è sto “io” che pensa di essere il soggetto di una commedia che va in scena in un teatro umido e fatiscente alla periferia di un’esistenza postuma…?

…ah coscienza ingannevole che mi porgi la mano destra umida e scivolosa, mentre con la sinistra mi sottrai la vita, sfilandomela da sotto le narici!

…qualunque cosa succeda…siano essi ricordi o proiezioni immaginifiche di un futuro roseo o ansiolitico generati da una mente che ama gozzovigliare lontano da “casa”, comunque tutto sta accadendo nel momento presente..l’unico vero scorcio di vita reale…e “noi” siamo altrove…

….quando da piccolo reiteravo qualche marachella da babbano adolescente… mia nonna era solita ripetermi: “Tu non stai capito…”…donna saggia mia nonna…avrà avuto si e no la quinta elementare ma aveva forse capito tutto…e cioè che non c’è nulla da capire..perché tutto ciò che c’è da capire si dispiega qui e ora sotto i nostri occhioni da bambi smarriti…

…Nel momento presente è lo sguardo di nostro figlio/a che ci chiede, senza esprimerlo a parole, solo un attimo della nostra attenzione…ma noi siamo altrove…

…Nel momento presente sono racchiusi i profumi e i sapori della cucina di una nonna…per la quale dare, significa trasferire amore attraverso i cibi che prepara senza chiedere nulla in cambio…ma noi siamo altrove…

…Nel momento presente è racchiuso un abbraccio silenzioso e carico di forza, energia, amore, vita della persona “amata”…ma noi siamo altrove…

…Nel momento presente è racchiusa la mano dell’uomo che ci chiede 50 centesimi per mangiare o fare altro, poco importa…ma noi siamo altrove…

…nel momento presente…ma noi siamo altrove…

Nel momento presente..solo in quello è racchiusa la vita…ma noi siamo altrove…

…tutto va bene per noi viaggiatori in bilico sulle onde malmesse di una mente occulta…tutto va bene purché ci inebri con profumi e colori artificiali…importante che ci conducano lontano dal “sentire”…dal provare emozioni, sentimenti, passioni, dolori, amore…delusione…tutto ciò che ci farebbe capire di essere vivi…ma noi siamo altrove…

…per vivere a certe latitudini ci vogliono le palle…

…quelle son cose da uomini e donne veri…

…e così..evitando di voler “sentire”, lentamente scivoliamo ai margini, complici di una morte prematura, la morte dei nostri sensi…

….e che cosa volete mai che sia la morte del corpo per gente che in vita ha perso l’occasione di bagnarsi, anche solo per un istante, alla fonte dell’eterna consapevolezza…

…noi siamo gente dura…gente..che non sta capita…

…Frecce tricolori sul centro di Bologna…

Volgiamo lo sguardo oltre le nostre paure

Oggi voglio dedicare a chi mi segue e mi legge alcuni versi di Pablo Neruda e lo faccio perché spero non dimenticheremo mai, quando sarà passato questo momento di lutto del corpo e dell’anima, quanto la bellezza della vita stia racchiusa nel significato che ognuno di noi le attribuisce…per alcuni bella, per altri insipida, per taluni tragica, per altri mitica…finché un bel giorno non ti tolgono tutto e allora la stessa, la vita intendo, assume un significato nuovo…e istante dopo istante, il cuore comincia a riprender vigore colmandosi di gioia, di oro e di argento finché anche l’ossigeno profuma di evento.

Alziamo lo sguardo verso un cielo profondo, innalzando con esso spirito e ardore per quello che un tempo non aveva più odore..l’odore di pioggia, di vento e di sole avevano perso la loro prole.

Affrettiamoci, dai, che comincia il gran ballo! Guardiamo all’insù che è tutto più bello, con cuore pulsante non proviamo rancore per ciò che è stato e per ciò che sarà, perché quello che conta ce lo abbiamo già: è il momento presente, così ricco di magia, da rendere eterna la vita tua e anche la mia!

Buona lettura…soffermatevi su ogni parola, concedendole l’importanza che merita…

Ode a un cinema di paese

“Amore mio, andiamo al cinema del paesino. La notte trasparente gira come un molino muto, elaborando stelle. Tu ed io entriamo nel cinema del paese, pieno di bambini e profumo di mele. Le vecchie pellicole, sono sogni già consumati. Lo schermo ha ormai colore di pietra o piogge. La bella prigioniera del villano ha occhi di laguna e voce di cigno, corrono i più vertiginosi cavalli della terra. I cowboys bucano con i loro spari la luna pericolosa dell’Arizona. Con l’anima trepidante attraversiamo questi cicloni di violenza, la formidabile lotta degli spadaccini sulla torre, sicuri come vespe, la valanga piumata degli indiani che si aprono a ventaglio nella prateria. Molti dei bambini del paese si sono addormentati, affaticati dalla giornata in bottega, stanchi di fregare nelle cucine. Noi no, amore mio. Non perdiamoci nemmeno questo sogno: finché saremo vivi faremo nostra tutta la vita vera ma anche i sogni: tutti i sogni sogneremo.” (Pablo Neruda)

FACCIAMO UN FAVORE AI NOSTRI CERVELLI

Facciamoci tutti un favore o almeno proviamoci in questo momento di pausa forzata: anche solo per pochi minuti al giorno proviamo a mettere in pausa il nostro cervello, a fermare quel costante, inesorabile flusso di pensieri, preoccupazioni, rabbia, timori, paure, ansie, aspettative disilluse, ricordi, rimpianti, rancori, giudizi, pregiudizi….and so on…Proviamo cioè a sederci e “stare” semplicemente nell’attimo…senza bisogno di dover dare a quell’attimo un significato particolare…con l’unico intento di esistere tra un respiro e il successivo…

Lo so, non è facile, soprattutto per chi come noi è stato abituato fin dall’infanzia a riempire i vuoti e i silenzi con qualcosa da “fare” o da “ascoltare”…per chi come tanti è stato cresciuto con l’idea che un cervello immobile e fermo sullo stato presente delle cose, sia un cervello finito…ma penso che uno spiraglio di luce in fondo al tunnel ci sia…in tal senso, credo che il primo passo per fermare il flusso incessante dei nostri pensieri sia quello di interrompere in modo brutale la catena di Sant’Antonio dell’idiozia di tutti i messaggi, video, foto, hashtag, vocali..and so on…che quotidianamente arrivano sui nostri smartphone di ultima generazione e che noi, prontamente come tante pecore in mezzo al gregge, coi nostri meravigliosi pollicioni opponibili inoltriamo, senza minimamente riflettere se siano fuffa o cose importanti, contribuendo così a far crescere la marea incessante e preoccupante delle stronzate mediatiche…

…credo esista un virus che è altrettanto o forse addirittura più pericoloso alla lunga di quello che sta invadendo i corpi di tanti malcapitati, in questo momento difficile per la nostra specie…mi riferisco al virus della sovrainformazione, quel morbo drammatico che spinge ogni essere umano a dire la sua in merito ad ogni argomento contribuendo ad alimentare la marea delle stronzate che circolano e che invadono inesorabilmente i nostri cervelli facendoci reagire di conseguenza…figuratevi come nel paese dei “siamo tutti CT della nazionale durante i mondiali di calcio” abbia preso piede questo virus della pecora e come si stia diffondendo in questo momento di riposo e di “nonsochecazzofaretuttoilgiornorinchiusotralequattromuradicasa”

…e allora penso che se vogliamo tutti fare un favore a noi stessi, dobbiamo interrompere questa catena mediatica e ogni volta che qualcuno cerca di ammorbarci con notizie fuffa non verificate solo per il gusto di condividere…fate come me che da qualche giorno a chi mi gira fuffa rispondo con un

#HAIROTTOILCAZZO

Probabilmente perderete un presunto amico, ma avrete, da un lato, contribuito a salvare il mondo dall’idiozia dilagante e, dall’altro, avrete fatto un favore al vostro cervello sovraeccitato…

Un meraviglioso salto nell’ignoto…

Un meraviglioso salto nell’ignoto..ecco ciò che siamo….quando riusciamo a disperdere tutte le nebbie dettate dal pensiero..

..quel meraviglioso salto nell’ignoto che ci fa ridere come scemi senza un motivo..

…che ci fa amare come bambini davanti alla bellezza allo stato puro…

…che ci fa dimenticare di ogni rancore, ogni rabbia, ogni avversità…come se al mondo non ci fosse alcun dolore…

…come se in questa vita non ci fosse né un domani a farci vacillare davanti all’ansia, né un ieri a farci provare e riprovare le emozioni legate a un attimo che sappiamo non tornerà mai più..

…ecco in quell’istante meraviglioso che sta tra un futuro incerto e un passato remoto, sta tutta la nostra meravigliosa essenza…

…e noi in bilico..a vacillare come piccoli fuscelli al vento…disperati perché non riusciamo a trovare un “perché?”..perché a tutta questa lordura che ci circonda..perché le cose devono andare come stanno andando..perché

..perché…

..perché..

..perché..

Coni d’ombra tra le cose

Amo la luce del sole che passa attraverso le cose mettendole in ombra agli sguardi fugaci del mondo..

Amo le ombre più della luce, perché di quest’ultima, della luce, si irrorano per mantenere quel pò di riserbo che serve a rendere la vita degna di tal nome, al riparo dall’imperante desiderio che oggi tutti noi abbiamo di metterci in mostra, che appiattisce sotto una coltre di infinita noia il presente che ci sfugge dalle mani.