Odi lontani gli echi di voci che furono

…Odi lontani gli echi di voci che furono…

…ci fu un tempo in cui rimbombavano forti tra gli spazi incerti e timidi di un’anima sospesa e lasciata al suo inutile destino, facendo vibrare in essa note presunte profonde…

…ci furono tempi in cui ti appoggiavi sulle corde instabili di un’attesa posticcia, con un unico abbrivio nel cuore: che tutto fosse di nuovo come prima..

…ma anche le melodie più armoniche perdono impulso e ardore se nessuno è seduto in platea ad ascoltare…figuriamoci gli echi da esse prodotte…

…ora quegli echi sono solo un superficiale ricordo..passano..si fermano solo per un istante a vibrare tra le corde di impulsi ragionati…là sulla superficie di un’acqua torpida dentro cui non si specchiano più nemmeno i gatti lunatici…

…e tu sei come certe folate di vento che ti colgono all’improvviso in alcune notti di guazza estiva…

..non hai più quella capacità di addentrarti tra gli anfratti umidi, dolorosi e carnali di un amore che pareva nel centro di un eterno divenire…

…e ora quegli echi sanno solo di parole sterili senza più spinta ne portento!!

…come senza spinta e portento alla lunga sono le storie in cui uno parla e l’altro tace per bislacca convenienza…

Scorci di cielo carichi di eterno…

Il cielo, a un occhio poco attento, può sembrare uguale a se stesso, da qualunque posizione e da qualunque luogo noi lo ammiriamo… ma a ben vedere, ci sono pezzi di cielo che si somigliano più di altri perché rispecchiano scorci di cieli già vissuti e sotto i quali, in passato, noi siamo stati i protagonisti di pezzi di vita meravigliosa che, nel ricordo, si cristallizzano attorno ad una prospettiva di eterno che ci solletica l’anima..e allora, quando alziamo gli occhi e ci capita di essere catturati da questi angoli di immenso, ci rendiamo conto di essere immersi in qualcosa che va oltre le nostre singole vite e che si esprime in un presente carico dì infinito…della cui paternità noi siamo gli oracoli…