Poi..boh…chissenefrega!

“Perché hai scelto me, o Musa?”

Perché in te stan due persone: la prima che fugge da qualcosa e la seconda che corre incontro a qualcosa…il giorno che queste due persone si incontreranno, nascerà un grande uomo!”

“Ma io voglio scrivere, o Musa!”

Scrivere non è un fine, esso è solo un mezzo…la vita è l’unico fine…

“E….” concluse…”ciò che dà valore al viaggio non è la sua destinazione finale, bensì la capacità di continuare a farsi domande lungo il tragitto…e scrivere, è uno dei tanti modi per cercare di darsi qualche risposta!

“E poi, o Musa?”

Poi, boh…chissenefrega!”…mi voltai a cercarla di nuovo..ma se n’era già andata!

Scrivere…scrivere…vivere…

Scrivere…scrivere…scrivere…

…scrivere di me, scrivere di te…

…scrivere del povero…scrivere del re…

…scrivere che sono stanco…

…scrivere che sono affranto…

…scrivere di gioia…scrivere di noia…

…scrivere…comunque scrivere…

…perché di altro non so vivere…

…vivere…vivere per scrivere..scrivere per vivere..

…vivere di te…vivere per te…scrivere per te…

…scrivere…scrivere…vivere…

…scrivere e vivere adesso…

…scrivere perché non è lo stesso…

…scrivere…scrivere…scrivere…

Le emozioni: “lettera di un amore impossibile…”

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Estratto dal mio libro “L’incertezza”

22 Maggio 2002
L’amore è amore, a prescindere dalle forme che noi esseri umani in modo forzoso cerchiamo di attribuirgli. Ma esso è come un fiume che scorre là in fondo  inesorabilmente da quando esiste l’uomo; un fiume all’interno del quale nuotano tranquille tutte le anime mentre noi quassù siamo intenti a rovinarne l’aspetto
imbruttendolo tra mille se, ma e perché. Quanto stai per leggere è un atto d’amore sebbene, ne sono consapevole, non è la forma di amore che tu avresti desiderato;
ma ricorda quello che ho scritto pocanzi: l’amore è amore, punto e basta.
Mi hai detto che fuggire è da codardi ma a volte la fuga è un atto di estremo coraggio se fatto con la consapevolezza di voler cambiare completamente vita guardando avanti e non con la speranza di risistemare il passato volgendosi indietro.
Si può fare Lucia e ti spiego come, l’unica cosa che ti chiedo è di farti meno domande possibile..
C’è un appartamento che ti aspetta a Peschiera del Garda: per l’affitto non ti preoccupare è già tutto fatto: ricordi? Nessuna domanda.
Scendendo dal treno, imbocca il viale antistante la stazione: in fondo, sulla sinistra, la banca che fa angolo.
Lì c’è una cassetta di sicurezza intestata a tuo nome: dentro troverai le chiavi  dell’appartamento, un po’ di contanti per le spese correnti.
Siamo quello che siamo Lucia anche se cerchiamo di nasconderci dietro mille maschere… siamo quello che siamo….e la coerenza verso noi stessi in primis e
poi verso gli altri, prima o poi deve prendere il sopravvento e farci uscire allo scoperto e questo vale anche per te: sennò dimmi un po’ tu che senso ha la vita.
Un abbraccio
P

A cena con Henry Miller. Barbara Kraft racconta — LUOGHI D’AUTORE

Nel febbraio del 1963 Henry Miller si stabilì a Pacific Palisades, vicino Los Angeles, nella sua casa di 444 Ocampo Drive dove trascorse la sua vecchiaia. Testimone preziosa del suo ultimo periodo di vita fu Barbara Kraft, scrittrice, giornalista del Time, collaboratrice del Washington Post, di People, USA Today e titolare del Barbara Kraft Communications and Public Relations che nel […]

via A cena con Henry Miller. Barbara Kraft racconta — LUOGHI D’AUTORE

Come si disegna un personaggio

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Caro lettore e scrittore,

Oggi desidero vedere insieme a te un paio di elementi da cui non possiamo prescindere se vogliamo creare un personaggio che regga all’interno della storia che stai costruendo.

Quando costruisci il profilo di un personaggio devi seguire due dimensioni:

  1. Dimensione temporale: ricordati che più sei in grado di muovere il tuo personaggio tra presente, passato e futuro più la storia si fa interessante. Qualora la tua storia si svolgesse tutta in un momento presente, a prescindere da dove tu decida di collocare quel “presunto” presente, devi essere in grado di creare uno “spazio temporale” dentro cui spingerti talmente tanto in profondità da attrarre l’infinito in un attimo. E qui entra in gioco la seconda dimensione.
  2. Dimensione spaziale: per rendere il tuo personaggio dinamico, interessante e credibile devi essere in grado di creare un setting dentro cui si muove e per setting intendo: una dimensione spaziale esteriore, o in altre parole la descrizione dell’ambiente in cui vive; e una dimensione spaziale interiore, altrimenti detta “mappa delle emozioni“, quel territorio dell’anima dentro cui il tuo personaggio trova le proprie motivazioni ad agire, si fa condizionare dalle paure, va incontro alla felicità, si strugge per il dolore.

L’incrocio delle due dimensioni sopra descritte in breve è in grado di mantenere alto quello che io definisco il tiro nella mente del lettore, cioè quel desiderio di continuare a leggere, parola dopo parola, fino a vedere la parola FINE dell’ultima pagina.

Buona domenica amico mio

Giacomo