Scorgo una luce tra le tenebre..

Stiamo vivendo momenti bui, segregati in casa da un nemico invisibile che ci costringe, a causa di un susseguirsi melmoso di ore che si arrovellano l’una dentro l’altra, a riflettere sulla nostra condizione, su ciò che siamo, su ciò che eravamo e, punto dolente vista l’incertezza, su ciò che saremo.

Si perché abituati come eravamo a correre come tanti piccoli topini ciechi dentro una scatola, per far fronte a impegni più o meno imposti, avevamo perso il contatto con le nostre note più profonde e ora, di colpo, ci troviamo a guardare giù ed è buio..molto buio…e questo ci spaventa perché abbiamo la percezione, nonostante le tenebre, che l’altezza sia da brivido e sappiamo che sotto i nostri piedi si apre una voragine senza fine.. sono profondità buie e inarrivabili per gente come noi che pensava al viaggio come a qualcosa in cui è il corpo a muoversi mentre il cervello rimane fisso sulle proprie posizioni.

Di colpo ci rendiamo conto che tutto ciò che pensavamo di noi, l’idea di un “io” fissa, immutabile, stagnante direi, non ha nessun valore e le nostre certezze crollano. Tutte le nostre consapevolezze, i nostri riti, i movimenti, gli atteggiamenti i comportamenti e le conseguenti nevrosi..tutti i pregiudizi e preconcetti…non valgono un cazzo…

Non mi riferisco alle certezze materiali; quelle vanno e vengono come un temporale estivo. Parlo invece delle nostre sicurezze mentali, di tutta quella serie di appigli e falsi miti che ci eravamo costruiti per gridare a noi stessi e al mondo “io sono”…

…E poi ti capita d’improvviso di svegliarti nel cuore della notte e di pensare a quante volte hai detto “non posso farlo”, ostaggio di quel tuo io fasullo..a quante volte avresti voluto guardare negli occhi chi ti sta di fronte e dire: “sei meravigliosa..” senza paura delle conseguenze, con la semplicità e l’innocenza disarmanti di un bambino..a quante volte hai lasciato perdere perche quella non era una occasione che si addiceva a uno come te…a quante volte avresti voluto correre sotto casa sua e gridare “TI AMO” ma non l’hai fatto per paura del giudizio della gente..a quante volte avresti voluto lanciare un grido disperato di aiuto all’universo ma sei rimasto muto perché non eri dentro una chiesa…e credevi che farlo in mezzo a un prato qualunque non avrebbe avuto lo stesso valore…

Lasciare andare…lasciare che sia..significa semplicemente accettare e andare avanti..sempre e comunque..per poi ripartire cambiati, diversi e più forti di prima..significa piegarsi senza cedere, abbandonare senza spezzarsi…

Penso che tra le tante pene che sta portando alla popolazione umana questo nostro nemico invisibile, un aspetto positivo ci sia: ci sta invitando a riflettere sulla meccanicità della nostra vita, sul fardello che giorno dopo giorno, inconsapevolmente, abbiamo caricato sulle nostre spalle, imbrattando i nostri cuori con una serie di idioti “io devo”. Riflettere sul passato, rivolgendoci a un “ieri” che sembra lontanissimo ma in realtà è fatto di un cumulo di poche ore, significa abbandonarsi al lusso di potersi concedere un’altra possibilità, quella di decidere chi vogliamo diventare lasciando andare.

…inspira…espira…

…inspira…espira…

…inspira…espira…

…inspira…espira…

…È tutta lì la vita..racchiusa nell’attimo che si dischiude tra un respiro e l’altro..

Pubblicato da

giacomomanini

Sono uno scrittore indipendente che scrive perché ama farlo: la scrittura, come la pittura, sono le mie due grandi passioni da quando sono adolescente, sebbene non mi sia mai cimentato, pubblicando nulla fino a “ieri”. Poi una notte, svegliatomi di soprassalto, mi sono sentito chiamare sottovoce dalla musa dell’ispirazione e da quel momento, in meno di due mesi ho scritto tre romanzi, uno edito e gli altri due che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Scrivo perché amo farlo e da oggi in poi chi avrà voglia, potrà seguirmi leggendo i miei romanzi che parlano di emozioni e sentimenti, di quegli alti e bassi della vita con cui tutti noi dobbiamo fare i conti quotidianamente. Le paure, le gioie, le frustrazioni, sono ciò che danno vita al mio mondo interiore, lo stesso mondo interiore che io, con grande umiltà, desidero condividere con chi vorrà seguirmi avventurandosi con me tra gli abissi e le cime dei paesaggi interiori che mi diverto a creare nelle pagine dei miei libri.

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