Perché siamo qui

Vi è un incanto nei boschi


Vi è un incanto nei boschi senza sentiero.
Vi è un estasi sulla spiaggia solitaria.
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra
in riva alle acque del mare profondo,
e vi è un armonia nel frangersi delle onde.

Non amo meno gli uomini, ma più la natura
e in questi miei colloqui con lei io mi libero
da tutto quello che sono e da quello che ero prima,
per confondermi con l’universo
e sento ciò che non so esprimere
e che pure non so del tutto nascondere. (Lord Byron)

Lago di Garda

Credo che le risposte che andiamo cercando ogni giorno più o meno consapevolmente, appartengano alla natura, di cui siamo parte inesorabile.

Immerso nella natura, se l’essere umano riuscisse a sintonizzarsi con quel tipo di silenzio interiore tipico di certe profondità a pochi accessibili, si acquieterebbe, accoccolandosi così ad una vaga ma appagante consapevolezza del “perché siamo qui”.

Pacengo Lago di Garda

Pubblicato da

giacomomanini

Sono uno scrittore indipendente che scrive perché ama farlo: la scrittura, come la pittura, sono le mie due grandi passioni da quando sono adolescente, sebbene non mi sia mai cimentato, pubblicando nulla fino a “ieri”. Poi una notte, svegliatomi di soprassalto, mi sono sentito chiamare sottovoce dalla musa dell’ispirazione e da quel momento, in meno di due mesi ho scritto tre romanzi, uno edito e gli altri due che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Scrivo perché amo farlo e da oggi in poi chi avrà voglia, potrà seguirmi leggendo i miei romanzi che parlano di emozioni e sentimenti, di quegli alti e bassi della vita con cui tutti noi dobbiamo fare i conti quotidianamente. Le paure, le gioie, le frustrazioni, sono ciò che danno vita al mio mondo interiore, lo stesso mondo interiore che io, con grande umiltà, desidero condividere con chi vorrà seguirmi avventurandosi con me tra gli abissi e le cime dei paesaggi interiori che mi diverto a creare nelle pagine dei miei libri.

17 commenti su “Perché siamo qui”

  1. Lord Byron un poeta, un viaggiatore, se si fosse trovato all’ilva di Taranto Quali sarebbero stati i suoi pensieri?

    Si racconta che Gengis Khan guerriero illuminato dei suoi tempi nel tumulto di una battaglia si domandasse :

    “Che ci faccio io qui?”

    Grazie.

    1. Credo che la consapevolezza dell’essere “qui e ora” faccia parte del percorso degli “illuminati” della storia..in merito all’ilva…credo che non avrebbe sopportato…grazie a te !😊

  2. Buongiorno!!! Una ricca riflessione…Direi per pochi, per sensibili.
    La natura si apre ai nostri dialoghi e noi ci offriamo a lei…Quando questo accade, cambia il nostro modo di guardare, prende forma l’immaginazione, acquista un senso maggiore la realtà!
    Grazie per aver condiviso queste parole! Buona mattinata 🌻

    1. L’immaginazione…che dono meraviglioso..natura e immaginazione..quanti viaggi ho fatto portato dal vento tiepido di queste due muse..grazie per esserti fermata anche oggi e aver lasciato un tuo prezioso contributo 😊 buona serata!

  3. Condivido proprio tutto! Sapessimo usare il silenzio interiore sarebbe tutto più semplice! Ma spesso dentro di noi ci sono suoni, rumori e voci assordanti che ci impediscono di ascoltare! Grazie sempre delle tue riflessioni!

    1. Sai penso che sia anche una questione “culturale” se mi passi il termine…io sono venuto su in una famiglia dove se stavi in silenzio..dopo poco qualcuno ti chiedeva se c’era qualcosa che non andava…e allora dai una volta dai due…inizi a pensare che stare in silenzio significhi avere qualcosa che non va…grazie di esserti fermata anche oggi..e aver arricchito le mie parole con le tue. Buona giornata!

      1. Forse hai ragione, mia madre invece era il contrario, quando stavo per rispondere si metteva l’indice sulle labbra chiuse e voleva che mi prendessi del tempo in silenzio per pensare e devo confessarti che la cosa mi rompeva parecchio parecchio, mi sentivo costretta in un silenzio inutile. Poi col passare degli anni ho capito e ora gliene sono molto grata! Anche se non è sempre facile anzi…

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