Quello era il nostro momento…un momento di sana follia…

“Perché scrivi?

E tu perché non lo fai?

Perché scrivere è faticoso…

e io scrivo perché al contrario di te, per me vivere è faticoso…e vivere scrivendo, lo è un po’ di meno…

“Esprimo me stesso folleggiando un po’ con le parole…“ le dissi.. “sai com’è, sono un folle che a un certo punto della propria esistenza ha pensato di essere ‘guarito’ e per qualche tempo ha provato a viaggiare sicuro su stradine asfaltate da altri e poi….”

poi cosa?” Mi chiese lei..

Avevo di nuovo quello sguardo smarrito tra la luce e le tenebre…ma…’non quella sera’…pensai…

…decisi allora di prendere fiato e risposi… “una mattina qualunque di un giorno qualunque perso nel tempo, mi guardai allo specchio e sul volto riflesso ci scorsi una ruga…”

Chi ce l’aveva messa lì quella ruga’ pensai allora…. e l’immagine di me riflessa allo specchio prontamente rispose: “quella ruga è sempre stata lì babbeo…da quella notte che hai deciso di voler diventare ‘normale’ abbandonando la strada della follia…”

“Ma perché i folli non hanno le rughe?” Ribattei incuriosito

“I folli hanno qualche ruga sul viso ma la loro anima ha pelle di bambino..sempre!” Rispose il me stesso specchiato..

“Ho sempre pensato che a sto mondo siamo tutti un po’ artisti…o folli…il che è abbastanza uguale..e per fortuna…” mi buttò lì quella frase che sembrava, spavalda, provenire da me, e poi, appoggiando fugace lo sguardo sul mio… “vieni” mi disse prendendomi per mano… “lasciamo sul pavimento le nostre adulte adultere paure e andiamo a ballare sulle note di un giorno che non sorgerà mai…”

Mi voltai per un ultima volta quando ormai eravamo giunti al limiti del mondo…le luci a mezz’asta…la pioggia battente sul viso di un bambino che guarda di sbieco la propria timidezza…la voce di un adulto che lo spinge da parte per esprimere la propria ‘normale’ idiozia..e quella poesia di miele interiore che avrebbe voluto esprimersi…giovane… per sempre rinchiusa laddove non si odono le note dorate…e una ruga improvvisa a solcargli quel volto… oramai fattosi adulto…appoggiato posticcio, su un collo in giacca e cravatta…

“…viva la follia…”

Mi disse lei…tirandomi con forza a se…

E così le luci si spensero sul mondo là fuori…in fondo, quello era il nostro momento..un momento di sana follia…

Pubblicato da

giacomomanini

Sono uno scrittore indipendente che scrive perché ama farlo: la scrittura, come la pittura, sono le mie due grandi passioni da quando sono adolescente, sebbene non mi sia mai cimentato, pubblicando nulla fino a “ieri”. Poi una notte, svegliatomi di soprassalto, mi sono sentito chiamare sottovoce dalla musa dell’ispirazione e da quel momento, in meno di due mesi ho scritto tre romanzi, uno edito e gli altri due che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Scrivo perché amo farlo e da oggi in poi chi avrà voglia, potrà seguirmi leggendo i miei romanzi che parlano di emozioni e sentimenti, di quegli alti e bassi della vita con cui tutti noi dobbiamo fare i conti quotidianamente. Le paure, le gioie, le frustrazioni, sono ciò che danno vita al mio mondo interiore, lo stesso mondo interiore che io, con grande umiltà, desidero condividere con chi vorrà seguirmi avventurandosi con me tra gli abissi e le cime dei paesaggi interiori che mi diverto a creare nelle pagine dei miei libri.

14 commenti su “Quello era il nostro momento…un momento di sana follia…”

  1. Buongiorno!!! Un testo meraviglioso…
    È una donna che non si lascia troppo desiderare la follia!!!! Grazie come sempre per aver condiviso le tue riflessioni!!! Buona domenica 🌺🌺🌺 (p.s. spero tu riceva i miei commenti, c’è qualcosa che sbaglio e non so, ma a volte non riesco a pubblicarli😅)
    Ciao Giacomo!!! A presto! ☀️

  2. Semplicemente bellissime parole <3 Vorrei che l'ispirazione fluisse in me ogni giorno per scrivere, ma ultimamente sono bloccata da eventi quotidiani… ma non smetto 🙂 Grazie del tuo scritto giornaliero 🙂 Buona domenica

    1. Buongiorno a te e buona domenica! Grazie come sempre per esserti fermata e aver lasciato il tuo prezioso contributo😊…in merito alla ispirazione ti racconto la mia storia, breve: c’è stato un tempo in cui pensavo di dover scrivere qualcosa che gli altri, leggendola, avrebbero apprezzato…quello è stato il periodo della mia vita in cui ho scritto di meno e male…poi un giorno mi sono detto che, siccome scrivere mi piace e mi fa stare bene, beh allora ho iniziato a farlo e basta…poco importa se ciò che viene fuori da me sia o meno “esteticamente” piacevole…per me scrivere significa gridare al mondo: “ questo sono io”..se ci pensi, in fondo è uno dei pochi spazi dove ci è concesso di essere noi stessi al di là di ciò che possano pensare gli altri
      Buona domenica e grazie ancora😊🙏

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