L’ombra è necessaria quanto la luce…

Scrive Nietzsche in “Il viandante e la sua ombra”:

“Perché esistano la bellezza del volto, la chiarezza del discorso, la bontà e fermezza del carattere, l’ombra è necessaria quanto la luce. Esse non sono avversarie: anzi si tengono amorevolmente per mano, e quando la luce scompare, l’ombra le scivola dietro..”

Stiamo volgendo il nostro sguardo verso le ore della sera, e il nostro andare per il mondo sta lentamente rallentando i suoi ritmi e a me piace pensare che ognuno di noi, nell’intimo della propria mente, nel coricarsi questa sera farà un bilancio della giornata appena finita con la disposizione d’animo di chi sa che una vita è fatta di luci ma anche di ombre e che le une non avrebbero alcun significato senza le altre…lasciando a sé stesso e agli altri quell’agio necessario per continuare a crederci nonostante gli errori e le difficoltà..

Leggetevi “Il viandante e la sua ombra” di Nietzsche…

Quanti amori si salverebbero se solo…

Pensate a quanti amori si salverebbero all’ombra della consapevolezza della morte imminente di uno dei due amanti.

Pensate a quanta vita piena d’amore è rinchiusa nell’attimo in cui ci si guarda negli occhi, se la prospettiva da cui ci si guarda è quella dell’ultimo attimo della nostra vita.

Pensate a quanto amore puro potremmo dare all’altro se solo fossimo in grado di abbandonarci al presente senza troppi piani per il futuro e troppi rimpianti per il passato…

Come scrive il filosofo Francois Jollien, “la frase muta di ogni mattino dovrebbe essere: esistiamo ancora!!

…sembra così semplice a leggerlo tra le poche righe scritte sopra che non può essere vero…

..meglio complicarsi la vita in un mare di “se”, di “ma” e di “forse”…

Esistiamo ancora“..io che scrivo e voi che mi leggete!!

Pensateci un attimo: “esistete ancora!!”

Siete ancora in tempo per prendere in mano il telefono e dire un “TI AMO” che sconvolge come un uragano perché detto partendo dal punto di vista dell’eternità racchiusa in un attimo…come se l’ultima cosa prima di morire fosse quella di pensare a lei o a lui…

Siete ancora in tempo per gridare “SCUSA, HO SBAGLIATO!!!” a pieni polmoni..

..c’è ancora tempo..ma non ce ne approfittiamo…perché potrebbe non essere più vero fra un attimo!!!!

Un gioiello sepolto sotto il fango..

Da qualche parte ho letto che, e cito l’autore Alexandre Jollien, “la pepita della felicità è sepolta sotto tonnellate di fango..”

Non so voi ma io è una vita che cerco di inseguire il concetto di felicità..l’ho cercata in ogni luogo, immergendomi nei libri, osservando volti, amando persone…cambiando casa…sempre senza grande successo..sì qualche sprazzo qua e là di gioia…ma mai la soddisfazione di dire a me stesso: “oh finalmente ho trovato il luogo dove si annida la felicità!”

..ciò detto, credo però di aver capito una cosa e che nella frase di Jollien citata sopra ci sia una parte di verità ma anche una parte da correggere…si perché è vero che la felicità non la si trova se non scavando nel fango delle nostre vite..che bisogna impegnarsi….scavare, scavare, scavare è ancora scavare..ma a differenza di Jollien io penso che la felicità non stia nel trovare la pepita, bensì nell’atto stesso di scavare…

Gioia e felicità

“Abbiamo bisogno sia della felicità sia della gioia: la prima permette di riconciliarsi con il passato e di guardare serenamente al futuro; la seconda connette con forza al presente e consente di apprezzare la grazia che ci è concessa in ogni istante con il dono della vita.” (Christophe André)