E io per fortuna sono…

Eravamo lì lì per credere in noi…

…quasi giunti al punto di guardarci persino negli occhi…

…ma poi tu hai deciso di abbassare lo sguardo e cominciare a dialogare dal “tu devi..

…ecco sai, io in certe frasi proprio mi ci sento stretto!

…sarà perché sono nato di notte…

…e c’era la luna piena…

…e la luna piena è l’amante dei folli…

…e io per fortuna sono uno di loro…

Sono il ministro di un amore senza orgoglio…

Alla luna mi immolo..

…lo sai che dalle mie parti ti avrebbero odiata per molti meno danari?

…te lo espressi senza mezze parole quella volta, ricordi? Era una umida notte di mezza estate tardiva e io, guardandoti dritta sulla punta del naso, perché nei tuoi occhi non sono mai riuscito a nuotare, ti stravolsi con quella frase che tu mi hai sempre rinfacciato essere l’inizio di una pesante gastroenterite…

…su non distrarmi…dov’ero rimasto?..ah sì…alla notte di quella mezza estate sgualcita, quando me ne uscii con un laconico ma alquanto efficace: “io sono il ministro di un amore senza orgoglio…

…sei sempre così banale quando ti ostini a volermi convincere che i gatti sono animali meno intelligenti dei cani…loro almeno hanno le unghie affilate e le sanno pure usare molto bene!…

…non è che hai altri argomenti da potermi sottoporre?

Sai com’è..capita che a volte mi annoio a morte a sentirti brancolare nel nulla…

…questo è un abbaglio di proporzioni colossali!…e lo sai anche tu!

…ma tu, si proprio tu, che cosa sai fare?

Che folle che sono!…preferisco voltarmi e respirare veleno…piuttosto che attendere una risposta strappata

…tanto alla fine che differenza potrà mai fare!

Il folle e i normali

Edy Barzizza era sempre allegro e spensierato; aveva costantemente uno straordinario sorriso stampato sul viso, senza minimamente sapere che cosa realmente fosse un sorriso…

Edy Barzizza era il folle del villaggio…

Gli altri, erano sempre incazzati e tristi; le loro labbra pendevano all’ingiù come vecchi pipistrelli annoiati. Se qualcuno avesse chiesto loro di descrivere il loro stato d’animo, avrebbero snocciolato una serie di concetti costruiti con paroloni a dir poco sinistri…

Gli altri erano i “normali” del villaggio…

Che scontata operazione di marketing il concetto di “normalità”!

Tutti dentro ragazzi che là fuori potrebbe anche piovere! E la pioggia, si sa, bagna la pelle!

E Tutto fu

Edy Barzizza aveva pedalato tutto il giorno, in sella al suo cigolante destriero fatto di metalli di scarto.

Finalmente’ pensò, scrutando in lontananza il mare…

…e più il litorale bicolore prendeva corpo sotto le due ruote, più Edy sembrava ritrovare quel vigore perduto a mezza via su una strada troppo ripida per i suoi polmoni…

Portava con sé un cocomero; lo teneva sotto braccio, noncurante del peso e delle distorte geometrie che esso provocava alle sue pedalate!

Questo è tutto scemo!”, divampò il Lampo vedendolo arrivare pedalando sulla sabbia, in una delle sue solite esternazioni noncuranti del contesto e del momento…

Lascialo perdere! Lo sai che in quella famiglia non ce n’è uno normale!”, seguì il Tuono, in un borbottio di rancore e pregiudizio…

In quel mentre Edy, noncurante dei giochi di luci e suoni poderosi provocati dalle forze della natura, si lasciò cadere a peso morto sulla sabbia. Il cocomero, sfilatosi di sotto il braccio dell’uomo, rotolò lentamente fino a fermarsi a pochi metri dal suo corpo.

Guardava fisso all’insù, sdraiato a braccia e gambe aperte; si stava finalmente rilassando, dopo aver pedalato senza sosta per strade ripide e piene di curve quando d’improvviso capì ogni cosa…capì le battute infelici della gente del luogo, le risa di scherno dei suoi compagni di classe, i pregiudizi imbecilli dei mediocri truccati da intelligibili intelligenti intellettuali.

…finalmente capì che essere folli è un privilegio…e la follia un dono…

…in quell’attimo sospeso un raggio di sole lo colpì con gentilezza…

…e un sorriso appena accennato, si impossessò del suo volto rugoso…

… e Tutto fu…

Nello spazio della follia…

Una parte della mia vita l’ho passata avvolto dal desiderio di ‘essere dentro..

Essere dentro alle situazioni…

…alle compagnie di amici quando ero più giovane…

…al concetto di ‘lavoro ideale’…

…devo dire che in parte sono stato ripagato da questa mia forma di desiderio ovino…

…ed è stato lì…all’apice di un ‘successo’ culminato con la soddisfazione di aspettative vane…che ho cominciato a capire che la parola successo è composta da ‘su’ e ‘cesso’…

…un luogo dove, se ci stai per troppo tempo…ti iniziano a formicolare le gambe…

….e alla lunga non riesci più a camminare….

…ho capito che ‘essere dentro’ significa non poter vedere il cielo

…significa sentirsi costretti…

…significa dire un sacco di cazzate già ripetute da altri…

…una copia di mille altre copie…

…ci vogliono così sapete?…

…belli e profumati fuori ma bruttissimi dentro…tutti brutti uguali…

…talmente brutti da non essere più…

…il nulla più totale…

…talmente brutti da non esprimere più un pensiero contro…

…da non avere più alcuna consapevolezza…

…ecco perché scrivo…

…perché questo è un piccolo spazio di cielo che ho dentro e che si fa vedere un pò…

…con le sue piogge, i suoi tramonti, le sue albe…le sue tempeste…

…e da un pò amo ‘essere fuori’…

…che piaccia o meno…

…questo è lo spazio che non deve piacere a nessuno per forza di cose…se non a me…

…è lo spazio dedicato al godimento puro…il godimento dell’anima…

…una forma meravigliosa di amplesso cosmico con la mia anima incerta…

…mi piace ‘essere fuori’…

…Sì…a volte anche nel senso di essere considerato un folle…

…lì..nello spazio della follia…è concesso molto di più che ai cosiddetti ‘normali’….

…vi aspetto…voi che se leggete e scrivete come me…

….sicuramente amate un pò di insana follia

I pazzi siamo noi

Getti lo sguardo oltre il limite di quella che hai sempre considerato vita e ti rattristi…

…anche i gatti sai…a volte si fanno prendere dalla nostalgia…

…ti mancano quegli appigli di cui andavi tanto fiero quando ti sembrava infinito il percorso…

…e la legge che illuminava la tua strada, era quella dello “sguazzo nella presunzione dell’eterno”…

…abbiamo insieme varcato quella soglia e mentre io cerco di adattare uno sguardo bislacco al buio che ci fonde…

…la tua testa è rivolta all’indietro alla ricerca degli ultimi brandelli di un’alba che fu…

Ricordi il vecchio quella sera dentro l’osteria da Pippo? C’era quella strana luce là intorno che tu credevi provenire dai riflessi negli occhi delle bambole di porcellana appoggiate sugli scaffali sbilenchi della nostra sfrontata voglia di amore…

Ci diceva: “seguite le tracce delle tenebre così come quelle dell’alba..perché sennò l’inganno vi sarà fatale!”

E noi a chiamarlo “pazzo”…mentre mani nelle mani ci procuravamo un piacere momentaneo che non sembrava finire mai…

Ed ora ci appare tutto così chiaro:

…i pazzi siamo noi…