Oltre il ciglio dei miei pensieri

Oltre il ciglio dei miei pensieri…

…là dove le onde della mia fantasia solleticano giorni stanchi…

…ti percepisco come fossi emanazione di un desiderio in discesa…

..e poi crollo in un sonno profondo…

…mani nelle mani…

…occhi negli occhi…

Deve essere da queste parti che ci hanno riservato una parte di paradiso…

…sarà per quel tuo profumo…

…sarà per quegli occhi che nei miei si fondono in infinite, meravigliose incertezze…

…sarà perché tu, quando sei poco oltre lo sguardo che affonda sul cuscino…

…allatti quel latente, continuo, fetente disordine interiore…

…ed è subito pace…

Il Manifesto di ognuno di noi

Tutti noi dovremmo avere un manifesto che ci riguarda…una sorta di personale carta dei valori…che attesti chi siamo nel profondo e perché facciamo ciò che facciamo…

…che sancisca cioè ciò che per ognuno di noi vale la pena di essere vissuto e le rispettive ‘regole’ che abbiamo sedimentato nel corso degli anni per confermare a noi stessi che stiamo vivendo secondo quei valori fondamentali…

Vivere lo so è un po’ meno ‘’meccanico’ di ciò che sto descrivendo, ma decisamente più complicato a volte. Nella maggior parte dei casi compiamo scelte con il “pilota automatico” innestato, e dunque è bene fermarsi e domandare a noi stessi se ciò che siamo diventati è proprio ciò che pensavamo di diventare e soprattutto se ciò che stiamo facendo corrisponde a ciò a cui crediamo nel profondo…

…non è mai troppo tardi per cambiare…diceva qualcuno…soprattutto in ambito di crescita personale…aggiungo io…

Vale la pena dedicarsi una mezz’ora e provare a stilare una classifica dei dieci valori fondamentali

….una volta fatto ciò, proviamo a metterli in ordine di priorità, dal primo all’ultimo…

…facciamola sedimentare questa lista…lasciamola lì, ritorniamoci su il giorno successivo…rivediamola..domandiamoci se ciò che abbiamo scritto, nero su bianco, corrisponde a ciò che siamo o magari non è altro che un nostro desiderio irrealizzato…oppure ahimè una proiezione di qualcun altro che ci vuole esattamente così…

Dopodiché, per ognuno di quei valori fondamentali, poniamoci la seguente domanda:

Che cosa deve accadere affinché io….?

Esempio: se al primo posto ho messo il valore della ‘coerenza’ mi domanderò:

Che cosa deve accadere affinché in ogni cosa che faccio io risulti coerente?

Provateci…può risultare, all’inizio, un esercizio noioso che non porta a nulla…ma vi assicuro che scoprirete un sacco di cose interessanti che vi riguardano…e vi aiuterà in ogni scelta più o meno importante della vostra vita…

Perché ad ogni bivio è molto più importante essere guidati dal

che persona voglio essere?”…

piuttosto che da un più triviale e banale

che cosa voglio ottenere?

E vedrete che in base a questa personale carta dei vostri valori interiori, risulterà molto più facile dire… ‘’ o ‘no’ alle vicende della vita..

Ridi…

Qualcuno mi ha chiesto qual è la metafora con cui interpreto la mia vita: ci ho dovuto pensare un pò…le domande importanti richiedono tempo, come ogni cosa importante a sto mondo peraltro…

Poi sono arrivato alla conclusione che per me la vita è una lunga, liberatoria risata..di quelle che ti rigenerano l’anima riempiendo al contempo il cuore di una leggiadra voglia di vivere senza per forza doverci trovare un perché

Le persone che ridono sono come dei ballerini leggiadri che danzano sulle note di una melodia suadente…

…a proposito di “ridere”, vi lascio con questa poesia di Charles Bukowski

Lancia il dado

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
Altrimenti, non cominciare mai.

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate,
mogli, parenti, impieghi
e forse la tua mente.

Fallo fino in fondo.

Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione, potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.

L’isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.

E lo farai a dispetto dell’emarginazione e delle peggiori diseguaglianze. E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.

Se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme

Fallo, fallo, fallo.
FALLO!

Fino in fondo,
fino in fondo

Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta
È l’unica battaglia giusta che esista. (
Charles Bukowski)

Più “roba” accumuliamo, più perdiamo contatto col cielo

Oggi vi riporto una frase di Willem Vermandere, eclettico artista fiammingo a tutto tondo. Si cimenta in varie arti quali: canto, scrittura, scultura, pittura…e altro ancora…

Gli uccelli sono felici con poco, il che è necessario, dato che non sarebbero altrimenti capaci di volare”

Mi piace l’idea che la felicità associata al godere di ciò che si ha, sia da considerarsi una necessità fondamentale per poter volare…vorrei anzi estendere questa idea della necessità di non portarsi dietro troppo “peso” associata alla felicità, anche all’essere umano..altra specie che, come i volatili, è fatta per volare…non intendo certo in senso fisico come gli uccelli…sto parlando dei meravigliosi voli pindarici della nostra immaginazione…

Dovremmo imporci, nell’esercizio delle nostre vite quotidiane, ciò che la Ryanair fa con ognuno di noi prima di salire a bordo di uno dei suoi aerei…dovremmo cioè auto-adottare (e adeguarci di conseguenza), dei rigidissimi protocolli in merito al “bagaglio a mano” che ci portiamo appresso fin dal risveglio del mattino come una zavorra che ci costringe a terra, mentre noi come specie siamo fatti per librarci nel cielo della nostra fantasia..della nostra creatività…del nostro desiderio di esprimerci…

…più “roba” accumuliamo, più perdiamo contatto col cielo…

Sarà per questo che Vermandere si cimenta in tutte le arti e in nessuna…forse perché ha capito che prendersi troppo sul serio è il primo dei fardelli da eliminare…ed egli ama volare…

Una sveltina per l’anima

La strada scorreva sotto i miei piedi fluida come acqua di torrente a fine inverno che cerca la sua strada in discesa verso il mare; erano settimane che non percepivo questa fluidità di sentimenti accarezzarmi le viscere…

…che bella la discesa…

…che bella la leggerezza…

…il calore del sole contribuiva a rinvigorire questa sensazione di benessere…irrorando il corpo di un benefico piacere…

…pensate che cosa possono fare poche parole scritte nel modo giusto…a quanta differenza possiamo fare nella vita delle persone se ci mettiamo in modalità:

…voglio farla sentire bene...”

..pensate invece a quanto invisibili diventiamo ai nostri occhi e al mondo quando ci concentriamo solo ed esclusivamente su noi stessi..adducendo mille scuse idiote per l’utilizzo di questa nostra arida modalità da necroforo del sentire, in grado di concedersi sentimentalmente al prossimo solo in una modalità che definirei da “sveltina per l’anima”…

Ma torniamo a noi…in quelle poche battute, per un istante ho percepito che stavamo vivendo di nuovo la vita con lo stesso intenso ribollire nelle budella…

…avrei voluto immortalare quel momento, come si fa con un meraviglioso tramonto a picco sul mare…ma nessuno ancora ahimè ha inventato le macchine fotografiche che fissano gli istanti di buio e di luce dell’anima…ancora nessuno ha inventato la webcam che immortala i sentimenti del prossimo nei nostri confronti…

…quelli vanno vissuti quando emergono..vanno colti quando ci sono…perché…non appena ci giriamo quel tanto che basta a riprendere il fiato necessario per goderne ancora, essi potrebbero già essere volati via..per sempre..per non tornare più, almeno non nella forma che ci aveva così tanto fatto stare bene pochi attimi prima…

…e di nuovo la salita...

…e di nuovo la fatica…

Penso che, se il mondo sta quel tanto che basta andando a rotoli, è semplicemente perché siamo troppo concentrati su noi stessi, sulle nostre paure, sui nostri corpi, sulle nostre follie…affidandoci all’unica fallace idea che tutto gira intorno a noi…

…abbiamo cioè perso quel desiderio intenso di vivere avendo tra i nostri più intimi ideali quello di “far stare bene chi ci sta vicino….”…abbiamo perso il contatto con la nostra modalità “WE”…e tutto ciò che riguarda i sentimenti, che è poi ciò che rende la vita, meravigliosamente vita…lo facciamo durare la frazione di un secondo…

….e in quella frazione di secondo mi sono fermato un attimo per riprendere fiato…

…e dopo qualche istante ho ripreso la salita…

La felicità è una lunga pazienza

Solo che ci vuole tempo x essere felici. Molto tempo. Anche la felicità è una lunga pazienza.
Ci logoriamo la vita a guadagnare denaro, mentre bisognerebbe col denaro guadagnare il tempo. Questo è l’unico problema che mi abbia mai interessato.
” (Albert Camus – “La Morte Felice”)

Oggi mi sento così..ho voglia di fare una piccola passeggiata in mezzo ai paesaggi incerti, impervi e scivolosi del concetto di “felicità”..

Non sono mai stato molto attratto dalle dissertazioni in merito al cosa sia la felicità. Come tutte le emozioni, anche la felicità si sente e si ascolta…nel corpo, nel cuore…e nelle budella.. e ogni volta che si tenta di definirla, si perde in profondità e anche in ampiezza..contribuendo a renderla anche un po’ banale!

Definire il “cosa” di una emozione, significa annaspare in un freddo mare di razionalità…accontentandosi della sterilità di inutili sovrastrutture mentali che si scaricano a terra in orpelli retorici, che mancano di un sano coraggio di vivere..

E di colpo sperimentiamo la banalità di una lingua, volgare per certi aspetti e anche un po’ oltraggiosa, ogni volta che si tenta di sostituire il vissuto con la favella…perché la felicità va sentita e non certo spiegata…

Siamo esseri senzienti..fatti di alti e di bassi..e con gli alti e bassi dobbiamo confrontarci se vogliamo vivere a pieno le nostre più intime nature..

Benvenuti tra le rapide di quel fiume in piena che è la vita..dove l’unica cosa che conta è immergersi e lasciarsi trasportare!”

Ecco perché ho citato all’inizio la frase di Albert Camus..

..in quella frase Camus non si azzarda minimamente a spiegare la felicità ma fa una semplice associazione: avvicina la felicità a un concetto che è altrettanto impervio e bastardo quanto essa, se solo si prova a definirlo. Un concetto che contiene in sé l’idea di movimento racchiuso in una stasi: sto parlando del concetto di “pazienza

Si conosce la pazienza quando, stando fermi immobili si impara a godere della successione infinita di attimi che danzano nel movimento di un respiro, quell’andare e venire del fiato tra una inspirazione e la successiva che ci insegna a stare presenti alla vita e a noi stessi..

…e in quell’andare e venire della nostra bislacca concentrazione…noi cominciamo a percepire, nelle ossa e nel cuore, che la felicità è racchiusa in quello spazio magico che in trepidante attesa sospira tra un andata e un ritorno…

…a dirlo pare facile…facile come sentire dentro che l’eterno è racchiuso in un secondo…

…ma questa è un’altra storia…o forse no…