E così ho cominciato a vivere

Avrei avuto bisogno di te…vita!

…un semplice cenno con la testa mi sarebbe bastato…sono uno che apprende in fretta sai!

…e invece hai lasciato che io sbattessi inesorabilmente il muso contro i muri della mia insolente inquietudine…e poi…e poi sono quasi alla soglia dei 50 e a volte mi girano i coglioni!

…e ancora una volta, e di più…mi hai lasciato solo a sorprendermi di un tramonto a mozzafiato su quel momento d’aria libera a cui i presenti davano il nome di happy hour…e io quasi quasi ci stavo credendo!

…mentre là al fondo della baia, una sirena delusa dall’ultima mareggiata birichina, mi richiamava a se mostrandomi un seno immaturo…

…ma io lo sai, non sono mai stato bravo con le avventure salmastre che durano una notte!

…sarà per quell’odore di salsedine che lasciano sul cuscino le sue mani dalle dita affusolate, che più passano le ore e più emanano un forte odore di rancido!

A che servono, dimmi, tutti sti minuti che si susseguono dall’inizio alla fine, se nel mezzo manchi tu, Vita!

Tu, che credevo mi avresti supportato nel bel mezzo di una tempesta e invece hai lasciato che io me la cavassi sempre da solo…

…ma poi una sera…d’improvviso ho capito!

E così ho cominciato a vivere, dimenticandomi che esisti, Vita!

Ibsen e un bel paio di pantaloni sgualciti

Il 23 maggio 1906 moriva Henrik Ibsen. Di nazionalità norvegese, Ibsen viene considerato tra i padri della drammaturgia moderna, il primo a mettere a nudo le contraddizioni e il profondo maschilismo della borghesia ottocentesca.

Voglio porre alla Vostra attenzione la citazione sotto, tra le molteplici del poeta e drammaturgo norvegese:

Non si dovrebbero mai indossare i propri pantaloni migliori quando ci si trova a combattere per la libertà e la verità.

Qualsiasi forma di espressione della libertà e/o di una qualche verità relativa, richiede che ci si impegni fino in fondo e nel farlo non si abbiano vincoli di alcuna natura (i pantaloni migliori) che possano impedire di dare tutto il meglio di se…di spingersi un po’ oltre…con l’intento di sacrificarsi per la causa, finché ce n’è!

…perché quando si ha qualcosa da perdere…ci si ammorbidisce…e addio ideali…

…i poeti…i musicisti…i pittori…gli artisti in genere…sono i folli dai pantaloni bucherellati e sgualciti che, mettendono l’arte che fuoriesce dalle loro più intime profondità a servizio della libertà interiore di ognuno di noi, fanno un favore all’intera umanità…

…ho la sensazione che abbiamo riposto troppa fiducia in chi indossa sempre i suoi pantaloni migliori…