Poi..boh…chissenefrega!

“Perché hai scelto me, o Musa?”

Perché in te stan due persone: la prima che fugge da qualcosa e la seconda che corre incontro a qualcosa…il giorno che queste due persone si incontreranno, nascerà un grande uomo!”

“Ma io voglio scrivere, o Musa!”

Scrivere non è un fine, esso è solo un mezzo…la vita è l’unico fine…

“E….” concluse…”ciò che dà valore al viaggio non è la sua destinazione finale, bensì la capacità di continuare a farsi domande lungo il tragitto…e scrivere, è uno dei tanti modi per cercare di darsi qualche risposta!

“E poi, o Musa?”

Poi, boh…chissenefrega!”…mi voltai a cercarla di nuovo..ma se n’era già andata!

Ho attraversato la vita sulle acque agitate di un mare in tempesta

Su di un pezzo di carta sgualcita, trovato riverso sul fondo del cassetto sfondato di un armadio di carta velina appoggiato al muro portante di una stamberga scrostata sita ai margini della umana ragione, poche righe scritte da mano tremante raccontavano del tesoro lasciato in eredità al mondo da Edy Barzizza. Quel testamento traballante e posticcio recitava pressapoco così:

Ho attraversato la vita sulle acque agitate di un mare in tempesta e alla fine ho imparato a danzare al ritmo incessante di una pioggia in Blues…

Edy Barzizza, fino a quel giorno considerato il matto del paese…

Edy Barzizza, l’emarginato…

Edy Barzizza, ai cui funerali una folla in delirio si mise a seguire il carro funebre danzando sulle punte dei piedi al ritmo di una pioggia in Blues…

Ascoltate la follia che sta racchiusa negli angoli bui della Vostra mente…

Ascoltatela e datele luce, datele voce, datele ritmo…

Fatela danzare..al Vostro passo…fino alla fine!

Siediti e goditi la visione

La nostra mente crea ogni tipo di chiacchiericcio; una sorta di rumore di fondo che si attiva a proprio piacimento praticamente in ogni istante della nostra giornata, sottraendo noi stessi a noi stessi, portandoci via dal “qui e ora”…

Quando questa modalità è su “on”, ci perdiamo letteralmente nella nostra mente, dimenticandoci per così dire, di sentire la vita…di permettere ai flussi e riflussi della nostra esistenza di attraversarci senza ostacoli e impedimenti…

…credo che sia più una questione di “lasciarsi vivere” che di “vivere”…credo cioè che in generale la nostra cultura sia immersa in modo indelebile e anche un po’ cialtrone, nel concetto di “controllo”…e questo ci fa male…a noi come persone, alle nostre più intime relazioni e all’intera umanità…

…pensiamo sempre troppo di avere il governo sulle nostre esistenze e quando, di solito un po’ avanti nel tempo, cominciamo a capire che questa cosa è la più grande fregatura che ci sia capitata allora, con la stessa modalità con cui abbiamo pensato di essere al timone della nostra bagnarola, ci rivolgiamo al prossimo attaccandoci come tante avide cozze agli scogli della sua vita…

Iniziamo a guardarci da fuori ogni tanto…perché la nostra vita è un film che va in onda su uno schermo là in fondo..e l’unica cosa che dobbiamo fare è abbandonarci su quelle comode poltroncine in platea e goderci la visione.

Una chiatta malmessa e scarrocciante

C’è un concetto che mi porto dietro da un pò in cui, se qualcuno dovesse mai un giorno tirare una riga su tutto ciò che ho scritto allo scopo di trovare un minimo comune denominatore, riscontrerebbe l’essenza di ciò in cui credo…sto parlando del concetto di “ricettività”…

…ovviamente mi riferisco alla ricettività della mente o altrimenti detta..”mente del principiante”…quella particolare capacità di vedere le cose della vita con occhi rinnovati ogni volta che ci sbattiamo contro…con apertura…fosse anche la millesima volta che li viviamo…senza pregiudizi o preconcetti di sorta…

Credo che il concetto di ricettività sia da considerarsi lo snodo della vita di ogni essere umano…il nucleo da cui ognuno di noi dà senso, colore e forma al mondo che lo circonda…un mondo tra le altre cose che non si limita a ricevere da noi degli stimoli, ma che a propria volta reagisce inviandoci input sotto forma di flussi di energia e informazioni che noi, in base alle nostre esperienze passate, alla nostra cultura, ai nostri filtri mentali insomma, dobbiamo cercare di interpretare..

In questa danza della vita, tutto parte da noi..dobbiamo cioè prima di tutto capire cosa abbiamo dentro, chi siamo, come pensiamo, che attitudini abbiamo, le nostre abitudini,etc, per poi solo in seguito poterci aprire al mondo che ci sta di fronte..

...se il nostro mondo interiore è buio non potremo mai vedere la luce in chi ci sta di fronte…

…la ricettività predilige una ed una sola direzione…dall’interno all’esterno…nulla che capiti nelle nostre vite avviene mai per caso…o meglio..il significato che noi diamo a quell’evento è responsabilità nostra…sta a noi riuscire comunque a trovare un perché agli alti e bassi della nostra esistenza

…e più noi siamo ricettivi..più la vita ci sorride…

…più sorridiamo a noi stessi mentre ci osserviamo dentro quello specchio gigante chiamato esistenza…più tutto sembra andare per il verso giusto…

…ma allora…che la vita non sia altro che un riflesso incondizionato di una mente che, nell’attimo in cui pensa, crea tutte le condizioni di esistenza, se stessa compresa?

…a questo quesito non so dare risposta…la mia mente è troppo incarnata per poter rispondere a quesiti che la riguardano e che guarda caso sono stati posti a se stessa proprio da se stessa…

…l’essere umano è come un capitano alle prime armi di una chiatta malmessa e abbandonata in balia delle acque in piena di un fiume ribelle, un fiume i cui due argini si chiamano rispettivamente rigidità e caos

Il suo unico vero compito è quello di imparare a proprie spese lungo un tragitto impervio, quale sia la giusta misura attraverso cui poter condurre dignitosamente la chiatta verso una meta che nessuno sa cosa sia, dove sia e soprattutto quando sarà…

È un viaggio che lo porterà a capire che l’attracco agli argini del fiume è solo una pia illusione che equivale a perdersi rispettivamente tra gli effluvi di una vita dissennata da un lato, o morire di tristezza, immerso fino al collo nelle rigidità di una vita pallosa e melmosa sull’altro argine…

…la scommessa è riuscire a mantenere la barca il più possibile stabile al centro del fiume…è lì che il capitano trova il vero senso della vita…e la ricettività, se mi passate il concetto, è il timone da cui può governare sapientemente la chiatta malmessa e scarrocciante…

Volgi lo sguardo lassù verso la tua anima sospesa..

Se ti fermi anche solo per un istante, concedendoti il lusso di uscire da quella vita pesante che ti sei costruito le cui pene inesorabilmente continui ad attribuire agli altri perché sei un codardo…avendo il coraggio di abbandonare quel desiderio di controllo costante che ti porta a dire continuamente ..”non posso..ho le mani legate” alla vita…

…beh…dicevo…se un giorno sarai in grado di sospendere il tuo essere al punto da smettere di pensare che tutto ruota attorno alla tua piccola vita…..allora e solo allora ti renderai conto che c’è un fiume là in alto che scorre lento verso il sole..

..è un fiume fatto di energia e calore..un fiume dentro cui solo gli impavidi possono bagnarsi senza rimanere scottati..

…e se avrai il coraggio di spingerti appena un po’ oltre quella quotidianità fatta di automatici comportamenti routinari che vanno avanti da secoli…

…noterai che tra le acque c’è una persona che nuota tranquilla mentre osserva imperturbabile il sole…

…non sprecare tempo (visto che credi che il tuo tempo sia prezioso ma non lo è nei modi in cui intendi tu) a cercare di capire chi possa essere quella persona..

..annusala…percepiscila…amala, come mai sei stato in grado di amare…senza chiedere nulla in cambio…

…e a quel punto capirai che essa altro non è che la tua anima attenta che attende che tu, rincoglionito dai tempi che furono, ti risvegli per una buona volta e cammini orgoglioso per la tua strada, incerta e imbattuta finché vuoi….ma così piena di liberi pensieri, così lontana da quel gregge idiota i cui confini hai contribuito anche tu, con la tua quotidianità fatta di inutili gesti ripetitivi, a costruire..

…la vita, ricordati, è altrove…è in tutti quegli attimi che si esprimono liberi guardando il cielo, mentre tu ti affanni a chinare la testa per una manciata di polvere che profuma di finto alabastro…

 

 

 

You only live once..but…

You only live once,

…But…

…if you do it right…

“Once” is enough!

Mi piace molto questa frase; mi piace perché trasmette una sensazione amichevole e confortevole di spazio, di perdersi in uno sguardo eterno a vista d’occhio…finché ce n’è!

Dal momento in cui nasciamo fino al giorno della nostra dipartita, c’è tutto lo spazio che desideriamo ragazzi per invertire la rotta…per prendere in mano il timone della nostra vita e andare verso il sole..

..è lì sotto i nostri occhi, sempre, se solo abbiamo l’ardore e il coraggio di osservare…tutto è nelle nostre mani..dall’inizio alla fine..l’importante è andare, provare, sbagliare, ricominciare, cadere, rialzarsi…vivere…senza mollare mai…senza fermarsi..perché fermarsi equivale a ristagnare!

…Non esiste un solo, unico, stringente modo corretto per “do it right”, ma centinaia, migliaia…infiniti…come infinite sono le strade che la nostra vita può imboccare…strade in salita, in pianura, piatte, ma così piatte che…sembrano non finire mai…per una vita! Strade contorte, piene di curve, di incertezze di bivi e di binari morti…

…e per ognuna delle pianure, delle curve e delle salite affrontate c’è sempre lo spazio, tutto lo spazio che desideriamo per dire basta, cambio percorso!

…istanti, secondi, minuti..un sacco di minuti per decidere che ciò che abbiamo fatto finora non ci va più giù ed è giunto il momento di cambiare…e questo momento è il nostro momento e tutti noi abbiamo le energie e anche le competenze e soprattutto il sacrosanto diritto di decidere di lottare fino all’ultimo respiro per affermare ciò che dentro ci muove..quel prurito alla pancia che ci rende unici e perciò vivi…

..e allora sì, che giunti alla fine della corsa, getteremo lo sguardo per un ultimo istante fuori dalla finestra e ridendo, potremo andarcene con un unico, delicato, meraviglioso pensiero..

…”once” has been enough…